PEDOFILIA
Rapporto Meter 2010: il ritardo del Parlamento
È l’infantofilia l’ultima frontiera del mondo pedofilo che ha visto, nel 2010, quasi raddoppiare il numero dei propri siti. È quanto emerge dal rapporto 2010 dell’associazione Meter, da oltre 20 anni attiva a difesa dell’infanzia, presentato oggi, 16 marzo, presso Radio Vaticana, alla presenza del direttore, nonché portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. "La questione degli abusi sessuali ha detto padre Lombardi è stata dibattuta in questi anni in quanto anche la Chiesa è stata coinvolta per i motivi che conosciamo. L’attività di Meter è in concreto la dimostrazione che la Chiesa è coinvolta per lottare contro gli abusi sessuali su minori a tutto campo anche nelle forme nuove che questo terribile dramma prende nella nostra società. Questi fatti sono immensamente più ampi di quanto solitamente viene trattato nei media. Bisogna unire le forze, anche con le istituzioni, ed essere solidali a livello sociale per affrontare e risolvere questi drammatici problemi".
I numeri del Rapporto. I siti con contenuto pedofilo denunciati da Meter nel 2010 sono stati 13.766, con un aumento di quasi il 100% rispetto al 2009 quando le segnalazioni erano state 7.240. Nell’opera di monitoraggio Meter ha contato 69.850 bambini abusati, da neonati di pochi giorni fino a quelli di 11-12 anni, l’età preferita dagli "infantofili" e dai "pedofili". "Le violenze sessuali perpetrate ha detto don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter sono delle più tragiche e inenarrabili, riscontrabili spesso in contesti familiari e criminali. Abbiamo riscontrato delle violenze a cui i bambini sono sottoposti con animali". Nell’80% dei casi i pedofili si annidano su Internet dove operano su indirizzi con estensione .info, .com, .net, mentre nel restante 20% usano domini specifici di determinate aree geografiche. Il 57% dei siti si trova in Europa, il 38% in America, il 4% in Asia e lo 0,40% in Africa. Singolare il fatto che per l’Africa il 100% dei domini segnalati è in Libia, definita uno dei nuovi "paradisi pedofili". Per quanto riguarda i social network, Meter segnala "con soddisfazione una diminuzione della presenza di pedofili, questo probabilmente a causa dei maggiori controlli attuati. Nel 2009 le segnalazioni alla Polizia postale sono state 851, nel 2010 solo 315. Tra i network più gettonati: Grou.ps (143 segnalazioni), Ning (88), Facebook (42) e Socialgo (20), con Fb in crescita da quota 20 all’attuale 42. Scendono anche foto e video: nel 2009 i pedofili si sono serviti dei social network per caricare 29.250 foto, nel 2010 sono scese ad appena 9.750, ossia un decremento del 66% circa. Crollo dei video, passati da 2.607 a soli 896. Sono altre le strade telematiche battute dagli orchi. E una di queste è rappresentata dal file sharing, il peer to peer: 209 files segnalati contenenti 111.692 tra immagini e video di bambini abusati. Il 99% sono foto, l’1% video. "Prodotti veloci da commercializzare. Il peer to peer ha spiegato don Di Noto è comodo per i pedofili e redditizio: il 70% delle indagini effettuate riguarda la detenzione, produzione e divulgazione di materiale pedopornografico". Il volume annuo d’affari legato alla pedofilia è di 14 miliardi di euro. Insieme all’infantofilia, bambini da 0 a 2 anni abusati, cresce anche il fenomeno della pedofilia culturale, "la proliferazione di siti internet nei quali la violenza sessuale sui minori viene presentata come una ‘libera scelta che aiuta a crescere’ il bambino".
Il ritardo del Parlamento e la risposta di Meter. "Dietro questi numeri ha affermato il sacerdote c’è il dolore di tanti bambini e delle loro famiglie. Meter si impegna ogni giorno contro il silenzio e l’omertà a tutela dell’infanzia. Il numero verde 800.455.270, (dal 2002 al 2010, 21.035 chiamate), le nostre sedi, il sito associazionemeter.org, sono alcuni strumenti di questo impegno che vede l’associazione impegnata anche in incontri con scuole, Chiese locali, famiglie, enti privati". Strategica è la collaborazione con le procure distrettuali che coordinano i compartimenti di Polizia postale italiani, unica specialità per il contrasto alla pedofilia. "Non si può assolutamente pensare o proporre la frantumazione di tali indagini presso le piccole procure già oberate di altri compiti come alcuni hanno proposto con un emendamento presentato in questi mesi alla Commissione Giustizia dove è in discussione la convenzione di Lanzarote (dl 1969-B), strumento giuridico di importanza vitale per il contrasto della pedofilia in tutta Europa", spiega don Di Noto che fa notare come "a distanza di tre anni il Parlamento italiano ne sta ritardando l’approvazione, rallentando quindi l’entrata in vigore di norme che rendano più efficace il coordinamento delle procure distrettuali e la Polizia postale, l’inasprimento delle pene per l’adescamento online, le norme per il contrasto contro l’istigazione alla violenza della cosiddetta pedofilia culturale. Facciamo appello al presidente della Repubblica e a quelli del Senato, della Camera e del Consiglio, perché si impegnino per l’approvazione, riconfermando un assetto che già di fatto è così. Erode non vincerà. I piccoli lo annienteranno. È la promessa del Vangelo".