IL VANGELO OGGI

Le ragioni dell’ottimismo

I “Lineamenta” del Sinodo dei vescovi che si terrà in ottobre 2012

"La nuova evangelizzazione non è una reduplicazione della prima, non è una semplice ripetizione, ma è il coraggio di osare sentieri nuovi, di fronte alle mutate condizioni dentro le quali la Chiesa è chiamata a vivere oggi l’annuncio del Vangelo": questa la definizione che ne dà il testo dei "Lineamenta" della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi su "La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana", presentato oggi in Vaticano (testo integrale dei "Lineamenta": clicca qui). Il Sinodo è previsto dal 7 al 28 ottobre 2012 e sarà preceduto da un ampio lavoro preparatorio.

Gli "scenari" odierni. Il testo si occupa in maniera approfondita, dei diversi "scenari" con i quali ci si confronta nell’odierno momento storico. Il primo è quello "culturale", caratterizzato da una "profonda secolarizzazione", tipica soprattutto del mondo "occidentale". Non c’è quasi più "la capacità di ascoltare e di comprendere la parola evangelica come un messaggio vivo e vivificante", si è "sviluppata una mentalità in cui Dio è di fatto assente", sono diffuse "gravi implicazioni antropologiche che mettono in discussione la stessa esperienza elementare umana, come la relazione uomo-donna, il senso della generazione e della morte". Il secondo scenario è di tipo "sociale", segnato soprattutto dal fenomeno migratorio e dalla "globalizzazione". In questo caso, "la nuova evangelizzazione (…) non è più un movimento nord-sud o ovest-est". "Svincolarsi dai confini – si afferma nei ‘Lineamenta’ – vuol dire avere le energie per porre la questione di Dio in tutti quei processi di incontro, mescolamento, ricostruzione dei tessuti sociali che sono in atto in ognuno dei nostri contesti locali".

Cultura dell’effimero. Il terzo "scenario" è rappresentato dai "mezzi di comunicazione sociale che oggi offrono enormi possibilità e rappresentano una delle grandi sfide per la Chiesa", è scritto nei "Lineamenta". "Non c’è luogo al mondo che oggi non possa essere raggiunto", ma al contempo la cultura che viene diffusa è spesso "egocentrica". L’esito è "una progressiva alienazione della dimensione etica e politica della vita" con il propagarsi della "cultura dell’effimero, dell’immediato, dell’apparenza". Il quarto "scenario" è quello economico, dove sono perduranti gli "squilibri tra Nord e Sud del mondo", "nell’accesso e nella distribuzione delle risorse, come anche nel danno al creato". Quinto scenario è quello della ricerca scientifica e tecnologica, che "corrono il rischio di diventare i nuovi idoli del presente", non solo per le applicazioni concrete dai molteplici risvolti etici, ma anche perché "finalizzano in modo terapeutico le pratiche religiose che gli uomini sono disposti a vivere, strutturandosi come religioni della prosperità e della gratificazione istantanea".

Situazione inedita. L’ultimo "scenario" di cui parlano i "Lineamenta" è quello politico, nel quale, dopo la "fine della divisione del mondo occidentale in due blocchi", con l’emergere del mondo asiatico ed islamico, si è ora profilata una "situazione inedita e totalmente sconosciuta, ricca di potenzialità, ma anche piena di rischi e di nuove tentazioni di dominio e di potere". Di fronte a queste complesse variabili geo-politiche e culturali, il documento preparatorio del Sinodo parla di "domanda di spiritualità" che si avverte diffusamente nel mondo, e della contestuale esigenza di "un nuovo modo di essere Chiesa".

Fare di più e meglio. "Mentre l’evangelizzazione è l’attività che possiamo dire ‘normale’ della Chiesa, il proselitismo consiste nell’uso di mezzi illeciti per la promozione della fede. La Chiesa non fa proselitismo e quando parla di nuova evangelizzazione, intende orientarsi in più direzioni, anche ai già battezzati che magari si sono allontanati": lo ha detto mons. Nikola Eterovic, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, presentanto i "Lineamenta" in sala stampa Vaticana. "Il Vangelo – ha proseguito – non si può imporre ma si propone liberamente a tutti, già cristiani e non cristiani. Quindi si può fare una prima evangelizzazione anche nei confronti degli immigrati che giungono in Paesi di antica cristianizzazione. Questi saranno poi liberi di accettare o meno l’annuncio e quindi di accostarsi al cristianesimo e al suo centro che è la persona di Cristo".

Tra "stanchezza" e "ottimismo". "Le difficoltà e sfide per la fede e la vita cristiana sono oggi sotto gli occhi di tutti. Siamo anche tutti coscienti di una certa ‘stanchezza’, specialmente nelle comunità cristiane del primo mondo. Anche se la Chiesa può esprimere una certa preoccupazione, come cristiani siamo ottimisti, perché ci fidiamo della promessa del Signore": così mons. Eterovic, che ha anche aggiunto che "specialmente certi Paesi registrano un forte calo di vocazioni presbiterali e religiose, così da necessitare l’arrivo di clero da fuori. Per questo nei ‘Lineamenta’ si parla di annuncio, di catechesi, catecumenato, di forme di educazione alla fede e di riavvicinamento. È una ‘sfida’ per la Chiesa che riguarda tutti i credenti. Con lo strumento del ‘cortile dei gentili’ viene indicato quello spazio di avvicinamento e contatto con chi è in cerca di un senso della vita e di un Dio ‘ignoto’. Bisogna avere fiducia e saper ‘rendere ragione della speranza che è in noi’", ha concluso.


Il Sinodo dei vescovi e le 12 Assemblee generali ordinarie

L’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che si svolgerà in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012, di cui sono stati presentati i "Lineamenta", sarà la tredicesima della serie iniziatasi nel 1967. Da allora, variamente intervallate negli anni e dalle celebrazioni delle assemblee straordinarie o speciali (dedicate a particolari regioni o continenti), si sono susseguite dodici assemblee generali ordinarie del Sinodo dei vescovi. L’ultima si è svolta dal 5 al 26 ottobre del 2008, in coincidenza con l’Anno Paolino, sul tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa". Vi partecipò, era la prima volta, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, con un discorso ai padri sinodali durante la celebrazione dei Vespri nella Cappella Sistina. È stata la prima assemblea tenuta dopo la revisione, approvata da Benedetto XVI nel 2006, dell’"Ordo Synodi Episcoporum" (il regolamento del Sinodo dei vescovi).
Fu Paolo VI, con il motu proprio "Apostolica sollicitudo" del 15 settembre 1965, a istituire il Sinodo dei vescovi. E fu lo stesso Pontefice, nell’Angelus di domenica 22 settembre 1974, a spiegarne la natura e le finalità: "È una istituzione ecclesiastica, che noi, interrogando i segni dei tempi, ed ancor più cercando di interpretare in profondità i disegni divini e la costituzione della Chiesa cattolica, abbiamo stabilito dopo il Concilio Vaticano II, per favorire l’unione e la collaborazione dei vescovi di tutto il mondo con questa Sede apostolica, mediante uno studio comune delle condizioni della Chiesa e la soluzione concorde delle questioni relative alla sua missione. Non è un concilio, non è un congresso, non è un parlamento, ma un Sinodo di particolare natura… È un’assemblea che per numero, per composizione, per competenza, per il metodo di lavoro, è di grande importanza nella Chiesa di Dio, tanto più perché il tema discusso riguarda problemi vitali, sia dottrinali, che pratici".
In quella data del 1974 il Papa parlava alla vigilia della terza Assemblea generale ordinaria. La prima e la seconda (la più lunga della serie) si erano tenute nel 1967 e nel 1971, intervallate dalla "straordinaria" del 1969. Tra le decisioni prese nel corso della prima Assemblea l’istituzione della Commissione teologica internazionale, poi attuata da Paolo VI nel 1969, la revisione del Codice di diritto canonico, portata a termine sotto il pontificato di Giovanni Paolo II che ne promulgò la nuova stesura nel 1983. Altre risoluzioni riguardarono vari aspetti della riforma liturgica, concretizzate nel 1969 quando fu approvato il nuovo "Ordo" della Messa. Evento significativo anche per quella prima Assemblea fu la contemporanea visita a Roma dell’allora patriarca di Costantinopoli Atenagora I. Il 26 ottobre 1967 il capo della Chiesa ortodossa e Paolo VI pregarono insieme nella basilica di San Pietro alla presenza dei padri sinodali.
Le riflessioni e le proposte scaturite dalle varie assemblee generali ordinarie del Sinodo dei vescovi, sottoposte poi al Pontefice, hanno costituito la base di importanti documenti pontifici di solito emanati a distanza di un anno o due dallo svolgimento dei lavori e sotto forma di esortazione apostolica. Dalla terza Assemblea generale sul tema "L’evangelizzazione nel mondo moderno" scaturì l’"Evangelii nuntiandi" di Paolo VI (1975). Dalla quarta Assemblea, sulla catechesi, la "Catechesi tradendae" di Giovanni Paolo II (1979). Dalla quinta Assemblea, sulla famiglia cristiana, la "Familiaris consortio" (1981). Dalla sesta la "Reconciliatio et paenitenza" (1984), definita per la prima volta documento post-sinodale. Dalla settima la "Christifideles laici" (1988); dall’ottava, sulla formazione dei sacerdoti, la "Pastores dabo vobis" (1992); dalla nona la "Vita consecrata" (1996); dalla decima la "Pastores gregis" (2003).
L’undicesima Assemblea, sul tema dell’Eucaristia, la prima sotto il pontificato di Benedetto XVI, si svolse dal 2 al 23 ottobre 2005. Il Papa apportò qualche innovazione tra le quali la durata dei lavori, da allora ridotta a tre settimane, e il voto elettronico per i padri sinodali sulle "Propositiones". Da questa assemblea scaturì l’esortazione apostolica post-sinodale "Sacramentum caritatis" (2007). Infine, dai documenti e dalle relazioni della dodicesima Assemblea, di cui abbiamo detto, Benedetto XVI trasse ispirazione per la "Verbum Domini" del 30 settembre 2010.