SAN GIOVANNI BOSCO
Il messaggio ai giovani di don Chávez Villanueva
"Nei vostri occhi luminosi e gioiosi leggo una grande voglia di vivere e un desiderio nascosto di fare della vostra vita qualcosa di bello. Naturalmente vi ponete la domanda: che cosa e come fare? Mi colpisce come molti di voi siano ancora incerti e confusi; e so molto bene che non vi aspettate certo qualcosa da teorie e programmi". È un passaggio del messaggio rivolto ai giovani da don Pascual Chávez Villanueva, rettore maggiore della Società salesiana, in occasione della ricorrenza odierna di san Giovanni Bosco (16 agosto 1815 31 gennaio 1888). Da alcuni anni, nel giorno della celebrazione, don Chávez Villanueva invia un messaggio a tutti i giovani immaginando che sia don Bosco a scriverlo. Il rettore maggiore ricorda come non basti sognare ma "bisogna pagare un prezzo perché i sogni diventino realtà" ed è importante, nella vita di un giovane, "trovare un ambiente dove si respirano e si vivono i grandi valori umani e cristiani, come pure l’importanza di incontrare adulti significativi, delle guide spirituali capaci di incarnare i valori che proclamano, presentandosi come testimoni credibili e modelli di vita".
Uomo roccia. Nel fare memoria del primo oratorio, il salesiano racconta a nome di don Bosco che "Valdocco era un laboratorio dove si elaborava cultura vocazionale" e "io guidavo i miei figli alla loro reale maturazione di uomini e di cristiani secondo lo spirito di libertà del vangelo, facendo in modo che diventassero ‘persone-per-gli-altri’". Per don Chávez Villanueva, l’incontro con Gesù è "un rapporto personale di amicizia che riempie il cuore e trasforma la vita, oggi come allora" perché "tutti coloro che lo incontrano, che lo seguono vengono fortemente colpiti dalla profondità e dalla pienezza della sua vita", "una vita che è stata e rimane per sempre il modello di una vocazione vissuta con assoluta fedeltà a Dio e agli uomini". Gesù è il "modello di ogni progetto di vita", non un "uomo farfalla" che si muove "costantemente da un fiore all’altro" ma un "uomo roccia" che è "solidamente ancorato a un punto centrale di radicamento che unifica e armonizza la sua vita con la volontà del Padre, che orienta ogni suo gesto e ogni sua parola, che riempie la sua azione e la sua preghiera". E proprio "questo punto unificante attorno al quale si concentra tutta la sua persona è il suo grande sogno, un progetto di vasto respiro, la sua vocazione". Rivolgendosi ai giovani, il rettore maggiore dei salesiani ribadisce: "Non potete rassegnarvi a vivere la vostra vita come se fosse un semplice ciclo biologico (nascere, crescere, riprodursi e morire); non potete impostare la vostra esistenza come una vita priva di energia, anemica, senza passione nei riguardi di Dio e del prossimo. Non potete sprecare la vostra vita riducendovi al ruolo di consumatori e spettatori. Voi siete chiamati a diventare protagonisti nella società e nella Chiesa". Con le parole di san Giovanni Bosco, don Chávez Villanueva sottolinea che "’oggi’ Dio ha bisogno di voi per ‘rifare’ il mondo" e "ogni uomo, ogni donna ha un sogno per cui vivere e di cui parlare".
Operai zelanti. Il sogno coltivato è quello di "un vasto movimento di adulti e giovani che sia profezia di questo nuovo mondo", "un mondo in cui ogni uomo possa ottenere giustizia", "un mondo in cui al centro ci siano i ‘piccoli’, gli ultimi", "un mondo in cui le persone siano, fra loro, fratelli e sorelle". "Tutti insieme possiamo dare vita ad un grande Movimento salesiano teso ad aiutare i giovani, soprattutto i più poveri ed in difficoltà, progettando il presente e il futuro prosegue don Chávez Villanueva -, puntando ad obiettivi importanti per il rinnovamento di noi stessi e degli altri, contribuendo in maniera significativa al cambiamento del mondo e della storia". "Se vi mettete a servizio dell’Amore non vi mancheranno gioie profonde", spiega il salesiano, quelle "gioie della fecondità che viene dalla intimità con Dio e dalla fatica dell’operaio che vive solo per la causa del Regno". Infine, un invito ai salesiani affinché siano "guide illuminate per coloro che chiedono una direzione spirituale e che praticano la vita sacramentale ed ecclesiale; maestri sapienti e pazienti per chi si impegna nella ricerca della propria vocazione". La preghiera di don Chávez Villanueva è che "lo Spirito Santo susciti operai zelanti, creativi, capaci di andare incontro a tutti quei giovani che oggi non bussano più alle porte della Chiesa".