UNITÀ DEI CRISTIANI

I quattro pilastri” “

Da Gerusalemme la preghiera per la Settimana 2011

"Nessuna delle divisioni attuali delle Chiese ha origine da Gerusalemme. Queste furono portate qui da Chiese già divise, pertanto, pressoché tutte le Chiese del mondo hanno la loro parte di colpa per la divisione e per questo sono chiamate a lavorare per l’unità". È la convinzione espressa da padre Franz Bowen, direttore della rivista "Proche Orient Chrétien" (Poc), parlando nei giorni scorsi a Gerusalemme ai vescovi di Usa/Cdn e Ue del Coordinamento delle Conferenze episcopali a favore della Chiesa della Terra Santa e dell’Assemblea dei vescovi cattolici della Terra Santa ("Hlc 2011"), in visita di solidarietà. Un intervento ancor più significativo se messo in relazione con la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio 2011), la cui preghiera è stata preparata proprio dai cristiani di Gerusalemme, che hanno scelto come brano la pericope degli Atti degli Apostoli (2,42-47) da cui il tema della Settimana: “Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme”.

Dialogo quotidiano. "Il dialogo ecumenico – ha detto Bowen – è parte integrante della vita dei fedeli cristiani di qui. La loro esperienza quotidiana è che la solidarietà e la collaborazione sono vitali per la loro presenza in quanto minoranza in mezzo ad una maggioranza fatta da islamici ed ebrei. I palestinesi cristiani sono diventati una minoranza facendo fronte a sfide serie che minacciano il loro futuro, come la giustizia, il diritto, la pace, la sicurezza e la libertà. I cristiani di Terra Santa sono pronti a collaborare con i loro fratelli islamici e musulmani per preparare vie di dialogo e per ricercare una soluzione giusta e duratura al conflitto. La religione piuttosto che parte del conflitto deve tornare ad essere parte della soluzione". La scelta del tema, infatti, riflette quattro momenti caratteristici della vita delle comunità cristiane originarie: l’ascolto della Parola (insegnamento), la comunione (condivisione), l’Eucaristia (spezzare il pane) e la preghiera. Quattro pilastri che i cristiani di Terra Santa mettono in evidenza esortando i fedeli in tutto il mondo ad unirsi a loro nella lotta che stanno conducendo per la giustizia, il diritto e la pace.

Un pellegrinaggio comune. Attualmente a Gerusalemme sono presenti 13 chiese guidate dal rispettivo vescovo o patriarca. Tutti insieme, secondo i numeri in possesso di padre Bowen, i cristiani in Palestina e Israele sono tra i 150 e i 200 mila, per una percentuale compresa tra l’1 e il 2% della popolazione totale. La stragrande maggioranza dei cristiani è formata da arabi-palestinesi con piccole comunità di cattolici di espressione ebraica. A fianco di questi ci sono anche circa 5 mila ebrei messianici il cui numero, di solito, non viene computato in quello della presenza cristiana. Uno snodo storico per lo sviluppo delle relazioni ecumeniche tra queste Chiese, ha ricordato padre Bowen, è stato certamente "il pellegrinaggio di Paolo VI nel gennaio del 1964 e il suo incontro con il patriarca Atenagora che segnò un nuovo clima e una nuova strada nelle relazioni ecumeniche. Altro momento focale fu l’inizio di incontri tra i capi delle Chiese durante la prima Intifada (1987-1993). In un clima di insicurezza e di incertezza i leader cristiani cominciarono a chiedersi cosa dire e fare davanti a tanta violenza, morte e sofferenza. Da quel momento cominciarono a pubblicare dichiarazioni congiunte e a promuovere iniziative per promuovere la pace e la giustizia". Tra queste, rimane un caposaldo quella del novembre 1994, firmata da tutte e tredici le Chiese, che riguardava il significato di Gerusalemme e i diritti dei cristiani. Una seconda dichiarazione comune, sullo stesso tema, fu poi diffusa nel settembre 2006. Tra le azioni pubbliche più rilevanti merita un posto particolare "l’inaugurazione ecumenica del Terzo Millennio tenutasi a Betlemme, nella piazza della Mangiatoia nel dicembre del 1999. Forse la più significativa espressione del nuovo pellegrinaggio comune". Seguirono altre iniziative come la creazione, nel 2006, del "Jerusalem inter-Church centre", grazie alla collaborazione con il Consiglio mondiale delle Chiese e con quello delle Chiese del Medio Oriente. A fianco di questi organismi lavorano e operano altri gruppi che fanno dell’ecumenismo il loro impegno prioritario. "Questo ecumenismo di vita – ha spiegato il religioso – basato sulla solidarietà e sulla condivisione fa sì che le scuole, le istituzioni, i movimenti, che sono alla base delle attività delle Chiese locali, lavorino spontaneamente insieme, offrendo un servizio e una testimonianza comune ai fedeli delle due altri fedi maggioritarie, l’Islam e l’Ebraismo. In questa Settimana i cristiani di Gerusalemme invitano i fratelli sparsi nel mondo ad unirsi a loro nella preghiera per chiedere pace, giustizia, sicurezza, dignità e libertà". Quella del 2011 è la 44ª edizione della Settimana da quando prese il via nel 1968. Il tema, come detto, è stato scelto dai leader cristiani di Gerusalemme, tra i quali il patriarca latino emerito Michel Sabbah, il vescovo della Chiesa evangelica luterana di Terra Santa e Giordania, Munib Younan, e altri membri del patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme e della chiesa siriaco-ortodossa, melkita cattolica, armeno-ortodossa ed episcopaliana.