CCEE - TERRA SANTA

Dignità e diritti per due popoli

Il messaggio dei vescovi d’Europa, Usa e Canada

(Gerusalemme, 13 gennaio 2011) – La fine delle restrizioni al movimento del personale religioso, la conclusione del lungo negoziato tra Israele e Santa Sede, il raggiungimento di una pace giusta – due popoli, due Stati – che protegga le vite, la dignità, i diritti e la libertà religiosa di tutti in Medio Oriente: a chiederlo sono i vescovi di Usa, Ue e Canada, che compongono il Coordinamento delle Conferenze episcopali a favore della Chiesa della Terra Santa e dell’Assemblea dei vescovi cattolici della Terra Santa (Hlc 2011) che a Gerusalemme hanno chiuso oggi la loro annuale visita di solidarietà. Nel comunicato finale, i nove vescovi firmatari, hanno ribadito il loro impegno "a pregare con e per la comunità cristiana locale" e invocato "il raggiungimento di una pace giusta" che garantisca i diritti e la dignità di tutti nella regione. Forte l’incoraggiamento a "venire in pellegrinaggio in Terra Santa". Dal Coordinamento giunge anche il sostegno e la solidarietà "a coloro che si prodigano nel trovare strade per contribuire alla pace e alla giustizia lì dove maggiore è la sfiducia, la paura, e perfino l’odio e la distruzione".

"Nonostante i miglioramenti nella concessione dei visti al personale religioso", i vescovi lamentano ancora "restrizioni al movimento dei religiosi che rendono sempre più difficile il loro apostolato" e ricordano come "le parole di Benedetto XVI nel suo viaggio del 2009, di consentire facilità di movimento al clero, siano rimaste inascoltate". Nel messaggio il Coordinamento chiede anche "la conclusione del lungo negoziato tra Santa Sede e Israele per l’Accordo fondamentale" ed esprime vicinanza a "quelle persone la cui terra è stata danneggiata o espropriata anche a causa della costruzione del muro e a quelle che vivono in difficoltà a Gaza". I vescovi di Usa, Ue e Canada, riferendosi alla loro visita al premier palestinese Salam Fayyad, esortano "i rispettivi leader politici ad unirsi agli sforzi di pace messi in atto da tante persone ed organizzazioni". Nel contempo si rivolgono a quelli di Israele e Palestina affinché "facciano scelte coraggiose verso la giustizia e la pace".

L’impegno è quello di lavorare per "raggiungere una soluzione al conflitto che preveda due popoli e due Stati, e quindi sicurezza e riconoscimento per Israele e uno Stato indipendente e sovrano per i palestinesi. Lavoreremo per assicurare dignità e diritti per entrambi i popoli". Il comunicato termina con una serie d’impegni: "Continueremo – scrivono i presuli – a parlare con diplomatici e politici dei nostri Paesi per condividere con loro le preoccupazioni delle comunità cristiane di qui, coinvolgendo anche i nostri confratelli. Ruolo importante in questa direzione lo svolgono anche giornalisti e operatori della scuola. Preghiamo – concludono – affinché Dio benedica i popoli della Terra Santa".