CATTOLICI E POLITICA
Messaggio e impegno del Meic
"Una nuova educazione alla cittadinanza e, a partire da questa, un nuovo patto di cittadinanza basato sui principi della Costituzione". Il Meic ha rilanciato la sua battaglia per una "laicità includente, aperta a credenti e non, basata sulla mediazione culturale e capace di accogliere i nuovi cittadini" con una giornata dedicata al tema "Appartenenza e cittadinanza" ospitata, il 25 agosto, all’interno della Settimana teologica di Camaldoli su "Le religioni nella città". Ieri la Settimana si è conclusa, poi, con gli interventi di Marta Margotti, storica dell’Università di Torino, e del presidente nazionale del Meic, Carlo Cirotto.
Nel cammino d’integrazione. "Capitalismo e democrazia rivelano le tensioni interne di un rapporto sulla consistenza del quale siamo chiamati a misurarci", ha detto il filosofo Roberto Gatti, per il quale la questione storica e politica decisiva è "una democrazia che non resti solo valore politico, ma si allarghi a occupare la sfera sociale ed economica". Il filosofo ha invocato "l’impegno dei cattolici democratici a combattere la sottomissione della democrazia ai mercati e alle strutture finanziarie", così come indicato "dalla Dottrina sociale della Chiesa". Solo così si potrà "riconquistare l’autonomia della sfera politica" e "realizzare una compiuta cittadinanza democratica, cioè una cittadinanza civile, politica e sociale", "imparando a costruirla dal basso". Il processo partecipativo, ha sostenuto il costituzionalista e vicepresidente del Meic, Luigi D’Andrea, deve puntare anche a una ridefinizione del concetto stesso di cittadinanza: "Le varie identità culturali, di civiltà e di religione, le identità politico-istituzionali e le dinamiche economico-sociali non possono più essere tenute separate. Esprimere la propria identità culturale nella nostra società, partecipare alla vita politica e lavorare e pagare le tasse sono livelli oggi troppo spesso distanti". Secondo il costituzionalista "serve allargare la cittadinanza, o trovare modalità nuove di partecipazione per chi non gode ancora della cittadinanza. In questa direzione il cammino di integrazione europea è la strada da continuare e coltivare".
Liberta religiosa. Un nodo cruciale è quello della libertà religiosa: "Senza questo presupposto di libertà, non c’è futuro per la convivenza civile", ha dichiarato l’avvocato Francesco Russo, per il quale "educare alla libertà religiosa è una necessità impellente nella società di oggi, soprattutto perché è un bisogno che non riguarda solo le giovani generazioni, che sono facilitate anche nella loro esperienza di convivenza nella scuola, ma che interroga soprattutto gli adulti. Questa responsabilità educativa investe profondamente i credenti, che conoscono il valore di vivere secondo la propria identità religiosa". Il Meic continuerà la riflessione su questi temi attraverso l’Osservatorio sulla cittadinanza, uno dei gruppi di lavoro istituiti dal Movimento come strumento di vigilanza sui temi sociali, politici, economici e ambientali. "Vogliamo rimettere al centro della riflessione la questione istituzionale come ambito principale di impegno per restituire centralità ai cittadini nei processi di partecipazione pubblica", ha precisato uno dei due coordinatori dell’Osservatorio, Umberto Ronga.
Dire Dio oggi. Per Marta Margotti, "la mutabilità del presente può essere colta come l’occasione per rigenerare la tradizione cristiana, vale a dire per rinnovare il passaggio da una generazione all’altra del messaggio evangelico". L’essenziale della fede cristiana è "la scelta di stare in mezzo, con un’attitudine alla mediazione, che non è ricerca del compromesso a tutti i costi o indifferenza verso l’esistente, ma fedeltà allo Spirito che opera nella chiesa". "Se esiste una sfida pressante per la chiesa ha aggiunto la storica – questa è trovare le parole e i gesti per dire Dio oggi anche a un mondo che è ‘uscito da Dio’: alle persone che camminano nelle strade della città e a chi non esce più di casa, a chi lavora e a chi non riesce a trovare un’occupazione e un futuro, a chi con impegno tiene aperte le parrocchie e a chi trova quelle porte sbarrate… Alla fine si potrebbe scoprire, con sorpresa, di essere in mezzo alla storia dove Dio si fa incontrare, dove l’eternità diventa tempo, dove cambia ciò che è immutabile, dove il totalmente altro diventa prossimo". Dunque, "dire Dio oggi significa annunciare la buona novella di Gesù Cristo attraverso la testimonianza della comunità dei credenti che trasmette e rinnova nel tempo quel messaggio di speranza e di carità per ogni uomo e per ogni donna".
Per il futuro. "Il futuro prossimo delle nostre città o sarà un coordinamento di diversità o sarà un fallimento. I credenti sono chiamati a impegnarsi per dare un volto positivo a quest’unità". Carlo Cirotto ha chiuso i lavori della Settimana teologica richiamando la necessità di lavorare per dare "qualità al nuovo equilibrio cui si dovrà giungere per forza dopo la crisi profonda che stiamo vivendo a ogni livello". Un impegno che il Meic, ha sottolineato il presidente, intende sviluppare "continuando il lavoro intrapreso con il Progetto Camaldoli", il lavoro di riattualizzazione del Codice di Camaldoli portato avanti dal Movimento in questi anni.