L'AQUILA
Mons. Molinari su "Vola" per la Perdonanza
Sul quindicinale diocesano "Vola", in uscita in questi giorni, l’arcivescovo di L’Aquila, mons. Giuseppe Molinari, interviene sul senso della festa della Perdonanza (www.perdonanza-celestiniana.it) e sulla ricostruzione della città dopo il terremoto.
Come le bugie di Pinocchio. L’arcivescovo Molinari prende spunto da un articolo di giornale che parla della favola di Pinocchio, per ricordare a tutti i cristiani di amare la verità: "Purtroppo, guardando la vita dei singoli e delle Istituzioni sembra che realmente la bugia regni sovrana. Ognuno di noi sa (e se ne vergogna!) le tante volte che mentiamo a noi stessi e anche alle persone più care". In particolare, l’arcivescovo parla dei politici: "Ed è, purtroppo, sotto gli occhi di tutti lo squallido spettacolo delle incredibili bugie che amministratori e politici (di ogni colore) continuano a rifilarci ogni giorno". Nel rapporto delle Caritas di Abruzzo e Molise, infatti, esce un quadro preoccupante visto che aumenta la povertà nelle due regioni in cui è stato fatto il monitoraggio dalle varie Caritas diocesane. "In questi giorni continua l’arcivescovo – è uscito un rapporto della Caritas sull’Abruzzo e Molise. Una delle conclusioni più tristi è la constatazione che i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Anche a L’Aquila. Anzi, soprattutto a L’Aquila. E questa è una verità dolorosissima!".
Conversione del cuore ed impegno. Mons. Molinari allora si chiede che senso abbia celebrare una grande festa come quella della Perdonanza: "Il terremoto, purtroppo, ci ha disgregato ancora di più, ha aumentato le divisioni tra ricchi e poveri, tra chi è nel benessere e chi vive nella precarietà più totale. E allora per noi aquilani che significa, in questo contesto, celebrare anche quest’anno la Perdonanza?". L’arcivescovo ricorda il vero senso della Perdonanza che è anzitutto conversione del cuore e fare ognuno la propria parte per la rinascita della città: "Perdonanza è ricercare la riconciliazione e il perdono. Perdonanza è impegnarsi perché si realizzi anche nella nostra città, una vera giustizia sociale. Perdonanza è fare ognuno la propria parte perché finalmente la ricostruzione cominci realmente. Perché se la ricostruzione non inizia è solo perché sta prevalendo anche oggi, nella nostra città, la logica della divisione, la logica della spartizione, la logica dell’egoismo. E certamente la colpa non è del povero cittadino che aspetta permessi e soldi (solennemente promessi!) per ricostruire la sua modesta casa". "Le responsabilità chiarisce l’arcivescovo – sono altrove. Sono nella politica (e nessuno è indenne dal questa responsabilità). E’ nelle varie amministrazioni, che affogano nella burocrazia e nelle ordinanze contraddittorie. E’, forse, nello Stato che non sa essere presente con la dovuta autorevolezza e credibilità".
Il sentiero del perdono e della pace. In occasione della Perdonanza celestiniana, il 27 agosto, si svolge la prima marcia della pace dell’Aquila. "Il sentiero del perdono e della pace" vuole unire metaforicamente le vite di due Papi, Celestino V e Giovanni Paolo II. Il percorso partirà dal santuario di San Pietro Della Jenca e approderà alla basilica di Collemaggio, passando per Assergi, Camarda, il santuario della Madonna d’Appari e Paganica.
Storia. Il 28 e il 29 agosto di ogni anno a L’Aquila si rinnova il rito solenne della Perdonanza, l’indulgenza plenaria perpetua che Celestino V, la sera stessa della sua incoronazione a pontefice, concesse a tutti i fedeli di Cristo. Prima di salire al soglio pontificio, Pietro Angeleri aveva trascorso molti anni di vita eremitica, in special modo in una grotta sul monte Morrone, sopra Sulmona, ricevendo l’appellativo di Pietro del Morrone. Il 5 luglio 1294 fu designato dal conclave riunito a Perugia come successore di Niccolò IV. Dall’eremo di Sant’Onofrio al Morrone nel quale si era ritirato, Pietro mosse alla volta di L’Aquila. Il 29 agosto 1294 nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, costruita per sua stessa volontà e consacrata nel 1288, fu eletto Papa. Alla cerimonia parteciparono notabili e un immenso popolo, composto da più di duecentomila persone, che ricevettero dal Papa un grande dono. Quanti confessati e sinceramente pentiti, dai vespri del 28 agosto fino ai vespri del giorno 29, festa di san Giovanni Battista, avessero visitato devotamente la basilica di Collemaggio, avrebbero ricevuto la remissione dei peccati e l’assoluzione dalla pena.