SCUOLA PARITARIA

A rischio di chiusura

Allarme dei vescovi del Triveneto

Una lettera ai politici delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia affinché siano create le condizioni perché "tutta la scuola sia messa in grado di operare e di realizzare la propria finalità educativa" e vengano rimossi "gli ostacoli per la realizzazione della piena autonomia, parità scolastica e libertà di scelta educativa". A firmarla è mons. Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia e delegato per la scuola della Conferenza Episcopale Triveneto. Il testo – due versioni identiche nello spirito e nei contenuti ma con alcune varianti relative alle specificità regionali – si sofferma, spiega una nota della Cet, sulla "drammatica situazione delle scuole paritarie (a partire dall’Infanzia fino alle Superiori e ai Centri di formazione professionale)" ed è inviato a nome dell’intera Commissione regionale della Cet per la scuola, presieduta dallo stesso Tessarollo, e del relativo Comitato per la parità scolastica, "ai sindaci, presidenti di provincia, consigli regionali, deputati e senatori delle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, con l’auspicio che il loro autorevole impegno possa contribuire a risolvere la questione della parità per il bene delle famiglie di questi territori".

Scuole paritarie e rischio chiusura. Nell’esprimere preoccupazione per "le riforme in atto", in particolare "per le restrizioni di risorse e per i ritardi alla piena attuazione del processo di autonomia e di parità", i vescovi, per voce di mons. Tessarollo, auspicano che nelle rispettive regioni "siano evitati i notevoli disagi e le tensioni" causati dai "problemi che le scuole paritarie, specie quelle dell’Infanzia, si troverebbero ad affrontare, compresa l’ipotesi della loro chiusura". Richiamando quanto emerso dall’ultima riunione, lo scorso 24 giugno a Zelarino, del Comitato per la parità scolastica presieduto dallo stesso Tessarollo, il presule avverte: "I ripetuti tagli, a livello nazionale e regionale, i continui ritardi e incertezze dei finanziamenti alle scuole paritarie da parte dello Stato italiano e della Regione, mettono in serio rischio il futuro di queste scuole, costrette ad indebitamenti dovuti alla mancanza di puntuale erogazione dei fondi previsti e dalla diminuzione del contributo stesso. Molte scuole, che da decenni svolgono con qualità, passione e responsabilità il servizio pubblico, rischiano di dover chiudere" causando "un impoverimento al pluralismo educativo e formativo istituzionale e una negazione della libertà di scelta delle famiglie di educare e istruire i figli".

Un "diritto di tutti". Citando i numerosi "appelli", "lettere aperte" e "comunicati stampa" già diffusi al riguardo, mons. Tessarollo sottolinea che la questione "interessa migliaia di famiglie" e precisa: "Ciò che ancora una volta presentiamo non è un privilegio di pochi, ma il diritto di tutti. Non possiamo pensare di gravare ancora di più sulle famiglie richiedendo ulteriori aumenti alla loro contribuzione alla scuola cui hanno diritto come tutti gli altri cittadini". Da sempre, evidenzia la lettera, "la Chiesa ha collaborato in vario modo all’educazione delle giovani generazioni. Anche le scuole paritarie di ogni ordine e grado, riconosciute e abilitate a svolgere tale servizio scolastico, hanno offerto e stanno offrendo al Servizio scolastico nazionale e regionale, in collaborazione e non in concorrenza con la scuola statale, un servizio di qualità, che per lo Stato rappresenta anche un notevole risparmio economico, sia per quanto riguarda il personale che i locali delle scuole". Nella versione diretta ai politici del Veneto la sottolineatura che tali scuole, "a pieno titolo parte del sistema educativo di istruzione e di formazione" secondo "il cosiddetto ‘modello veneto’, si vengono a trovare in una situazione sempre più drammatica, con grave rischio di chiusura". Analogo il rischio per gli istituti del Friuli Venezia Giulia. Secondo i vescovi Cet, questa eventualità costituirebbe "una perdita formativa, sociale e culturale oltre che economica, alla quale, specie per le scuole dell’infanzia, Stato e Regione, si troverebbero in forte difficoltà a dare una risposta pronta e adeguata".

Politiche concrete ed efficaci. Nella regione Veneto, afferma ancora il documento, "c’è bisogno di una scelta politica concreta ed efficace" anche attraverso "una nuova ed efficace legge regionale che dia organicità a tutto il sistema educativo dell’istruzione e della formazione professionale esprimendo le molte potenzialità ancora inespresse insite nell’attuale ordinamento legislativo costituzionale". Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia i presuli riconoscono "il concreto impegno della Regione finora manifestato per la scuola paritaria" auspicando che esso "continui ancora e possa sostenere anche quello delle singole amministrazioni comunali". Le scuole e le famiglie, conclude la nota della Cet, "non possono sopportare ulteriormente annunci e contro annunci di tagli, seguiti da parziali recuperi, senza nessuna certezza su cifre e tempi di finanziamenti, a fronte di salari e imposizioni fiscali che devono essere puntualmente corrisposti al personale, alla Regione e allo Stato".