NEOCATECUMENALI

Non si va in cielo da soli

In 200.000 a Madrid dopo la Gmg

I volti, i colori, i suoni: Plaza de Cibeles, "invasa" da 200mila giovani neocatecumenali, riprende il volto della Gmg e torna a far risuonare parole di fede e di speranza. I "kikos", come li chiamano a Madrid, sono i giovani del Cammino neocatecumenale che prendono il nomignolo da Kiko Arguello, trascinatore del movimento postconciliare, assieme ai cofondatori Carmen Hernández e padre Mario Pezzi.

Giovani con le idee chiare. Lunedì 22 agosto – quando i coetanei che hanno partecipato alla Giornata mondiale della gioventù, chiusasi il giorno precedente con la messa del Papa, stanno ripartendo – loro rimangono nella capitale spagnola per dar vita a un grande incontro vocazionale. Il colpo d’occhio sulla piazza è il primo elemento che colpisce. Sono tanti, allegri, suonano e cantano, occupano pacificamente le strade della metropoli e certo non passano inosservati. Portano striscioni con il nome della città o della nazione di provenienza e con slogan che ricordano "Gesù luce del mondo", "Cristianesimo è vita", "Pace e carità". Cibeles è stracolma; sono gli stessi giovani della Gmg che hanno però deciso di seguire il movimento che "intende costruire – come spiega al SIR un giovane volontario in maglietta verde – una fede matura a partire dal recupero del senso del battesimo, degli altri sacramenti, in linea con le indicazioni dei vescovi e collaborando alla Chiesa locale".
I cardinali e i vescovi presenti sono infatti numerosi, fra cui l’arcivescovo di Madrid, Rouco Varela, che presiede la celebrazione. Ma la voce guida dell’intero incontro, il personaggio più atteso e in centro al palco dal primo all’ultimo minuto, è proprio Kiko. Questi giovani lo amano, ascoltano la sua parola: lo sentono salutare, uno per uno, i gruppi presenti con la loro provenienza: "Gli amici dello Sri Lanka, quelli del Canada, gli indiani e i giovani venuto dalla Cina, dall’Honduras, dal Rwanda. Gli amici della Germania, dell’Italia, degli Stati Uniti…". Un elenco che dura oltre un’ora. Dà il senso della mondialità del Cammino, con migliaia e migliaia di comunità e 78 seminari fondati in tutti i continenti.

L’Eucarestia al centro. L’incontro di Plaza de Cibeles intende proprio far emergere le nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. "Non si va in cielo da soli", scandisce Kiko Arguello. La vita del cristiano va posta al servizio degli altri. La "comunità" è tra le parole più gettonate. La comunità intesa come Chiesa universale, come parrocchia, come gruppo neocatecumenale. Ritornano le parole dei pontefici, in testa a tutti Giovanni Paolo II che ha creduto tanto al movimento. Maria e la Sacra famiglia sono altrettanto presenti nel discorso di Kiko, che chiede a questi giovani di affidarsi alla Madonna nel loro percorso di crescita vocazionale.
Il card. Rouco Varela nel suo intervento insiste soprattutto sugli esiti della Gmg, cui il raduno neocatecumenale si collega idealmente: "La Gmg è stata una esperienza forte per aiutare i giovani a incontrare il mistero di Cristo", afferma il porporato. "Se i giovani incontrano Gesù trovano il fondamento della vita e della speranza". L’invito pressante è quello di porre l’eucarestia "al centro del vostro percorso religioso, al centro della vita".

La sofferenza degli innocenti. Infine un messaggio che guarda al nostro tempo. Lo stesso Kiko ricorda "quanta povertà e sofferenza abitano ancora oggi nel mondo, quante persone non hanno il necessario per una vita dignitosa o per formarsi una famiglia". La sinfonia da lui stesso composta, "El sufrimiento de los inocentes", eseguita da un’orchestra di giovani musicisti neocatecumenali, ricorda lo stesso messaggio. È un momento commovente. "La fede deve diventare carità e aprirci alle esigenza dei fratelli". Il mandato è dunque duplice: crescere nella fede cristiana incontrando Gesù; porsi a servizio dei fratelli nel nome stesso di Gesù.     a cura di Gianni Borsa – inviato SIR a Madrid