FEDE E VITA
Liturgia e catechesi: in corso a Trieste la settimana del Cal
"La liturgia non è ciò che fa l’uomo, ma quello che fa Dio con la sua mirabile e gratuita condiscendenza”. Con la lettura di un messaggio di Papa Benedetto XVI si è aperta ieri la 62ma Settimana liturgica nazionale che, promossa dal Cal (Centro Azione Liturgica), vede presenti fino al 26 agosto a Trieste centinaia di persone provenienti da tutta Italia sul tema, "Dio educa il suo popolo. La liturgia come fonte inesauribile di catechesi". Sono presenti anche delegazioni dalla Croazia, Slovenia, Serbia, Austria, Romania; nonché i fratelli e le sorelle delle confessioni cristiane. Nel messaggio scritto dal cardinale segretario di Stato Vaticano, card. Tarcisio Bertone e trasmesso ai convegnisti dal vicario generale della Città del Vaticano, cardinale Angelo Comastri, il Papa sottolinea come ‘Dio è il grande educatore del suo popolo, la guida amorevole, sapiente, instancabile nella e attraverso la liturgia, azione di Dio nell’oggi della Chiesa”. Soffermandosi quindi sul rapporto tra liturgia e catechesi, al centro dei lavori della Settimana, Benedetto XVI sostiene che ”è necessario approfondire sempre meglio” questa relazione, ”rifiutando, tuttavia, ogni indebita strumentalizzazione della liturgia a scopi catechistici”. Per il pontefice, la liturgia ”in quanto esperienza integrata di catechesi, celebrazione, vita, esprime inoltre l’accompagnamento materno della Chiesa, contribuendo così a sviluppare la crescita della vita cristiana del credente e alla maturazione della sua coscienza”.
I cristiani e il patrimonio dei valori. Nella Liturgia, sacerdoti, religiosi e laici possono trovare "la scuola dove apprendere, ogni giorno, la straordinaria lezione di vita che Dio insegna e comunica". E’ stato mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste, ad introdurre ieri i partecipanti al tema di quest’anno al tema scelto quest’anno per la Settimana Liturgica. Per i sacerdoti ha detto il vescovo "la Liturgia, celebrata con rispetto e con amore fedele, sarà il cuore della loro quotidianità, capace di vivificare la loro vocazione sacerdotale nella dedizione generosa alle opere di carità pastorale". I religiosi troveranno negli eventi liturgici "quella mappa sicura per confermare, nella grazia della partecipazione devota, la loro totale consacrazione al Signore Gesù, povero, casto e obbediente". E infine i laici, che "nella loro spesso difficile esperienza personale, familiare, professionale e sociale, conoscono meglio di tutti l’estrema urgenza di un rinnovato impegno formativo ed educativo della Chiesa e dei cristiani in una società che, con sconcertante insipienza, sta scialaquando il patrimonio di valori che le era stato consegnato dalle generazioni precedenti, troveranno nella esperienza liturgica il punto di riferimento per un rinnovamento della vita personale e sociale".
"Dio educa il suo popolo". La Settimana ha fatto notare mons. Felice di Molfetta, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e presidente del Centro Azione Liturgica che promuove l’incontro (Cal) si occuperà di una seconda dimensione della liturgia che è quella che la vede come "sorgente inesauribile di catechesi", ovvero "scuola permanente di formazione". "In verità ha aggiunto il vescovo -, in questi anni il rapporto tra catechesi e liturgia è stato e continua ad essere oggetto di interessanti approfondimenti. Anche se su questo versante non sempre sia stata raggiunta, di fatto, quell’auspicata intesa tra le due discipline, proposta dal magistero ordinario". A questo proposito, il vescovo ha poi ricordato come "la funzione propria della liturgia non è quella di insegnare per consentire lo scambio di informazioni, ma è quella di far vivere ai credenti il mistero della salvezza e introdurli in esso. Con il suo linguaggio rituale, la liturgia mira infatti a far entrare simbolicamente i soggetti celebranti in una relazione viva con Colui che è all’origine della nostra fede e della nostra vita salvata. Perciò, più che un contenuto da capire è un mondo da abitare; un contesto relazionale in cui entrare". In tale senso, "la nostra Settimana mira tra l’altro a realizzare quella auspicata alleanza tra liturgia e catechesi, tra parola e rito attraverso il naturale processo di convergenza e integrazione".
Per un cammino autentico di conversione. Nel suo intervento, il vicario generale della Città del Vaticano, cardinale Angelo Comastri, ha sottolineato come la vita cristiana è "una strada nella quale bisogna camminare" e che l’imperativo con cui Gesù stesso chiama gli apostoli a “seguirlo" è "un imperativo dinamico ed è rivolto ad ogni discepolo: il discepolo, pertanto, è colui che cammina nella via del Signore". Ed ha poi aggiunto: "Confessiamo subito però, con grande lealtà, che tanti cristiani non hanno questa percezione dell’esperienza cristiana" e che "per questo motivo abbiamo tanti cristiani spenti, tante persone battezzate ma non convertite, tanti uomini e tante donne che si chiamano “cristiani” ma in verità sono “pagani anonimi”, che non hanno mai iniziato un vero cammino nella sequela di Cristo. Può aiutarci la liturgia? Certamente! La liturgia infatti, correttamente preparata e proposta, è il luogo privilegiato per educare nella fede il popolo cristiano e per guidarlo in un autentico cammino di conversione all’interno della fede".