GMG 2011
Una "prima lettura" di padre Federico Lombardi
"Il Papa ha un grande rispetto per la creatività e per la responsabilità dei giovani". Per questo "indica loro il fondamento sicuro", che risiede nel Signore Gesù. Poi, ciascun giovane, "in base alla propria vocazione", saprà interpretare nella vita ordinaria la fede cristiana, "cercando di costruire un futuro" in sintonia con il vangelo. Padre Federico Lombardi, "portavoce" di Benedetto XVI, è tra i primi a dare una lettura complessiva di questa Gmg madrilena. Ricorda, per dovere, che per conoscere un bilancio dell’evento secondo papa Ratzinger bisognerà attendere l’udienza generale di mercoledì 24 agosto. Nel frattempo, incalzato dai giornalisti presenti a Madrid, il direttore della sala stampa vaticana non si sottrae ad alcune riflessioni.
"Ogni Giornata mondiale della gioventù ha portato frutti importanti", segnala Lombardi. "I ragazzi si sono sentiti ogni volta rilanciati nel loro impegno cristiano". Gli "incoraggiamenti" e le "visioni positive" del mondo che derivano da un grande evento di fede lasciano il segno… "Poi, però, la storia si costruisce ogni giorno", e la fede dev’essere calata "nelle diverse circostanze e situazioni di vita". "Non a caso la Gmg si chiude con un mandato".
Insomma, sembra segnalare padre Lombardi, gli appuntamenti e gli incontri vissuti con tanta intensità a Madrid daranno frutti se saranno sminuzzati nella quotidianità, se sapranno modellare l’esistenza degli under30 dei cinque continenti qui convenuti. Non solo: sarà fondamentale sperimentare la capacità di questi giovani di "contagiare" positivamente i loro coetanei, di irradiare speranza, vivacità, intelligenza e passione nelle chiese locali, nella realtà familiare e scolastica, nei luoghi di lavoro, nella società e persino nella politica. Non c’è terreno al mondo che non debba essere arato, seminato e che sia esente dal portare frutti buoni. Purché gli "operai del vangelo" siano numerosi, convinti, aperti, motivati, generosi.
Una prima parola-chiave di questa Gmg può dunque essere "fondamento". Gesù è la "roccia sicura" su cui fondare, oltre l’agosto 2011, la testimonianza cristiana nel nostro tempo "di incertezze, attraversato da numerose crisi, carico di interrogativi per il domani" di molti giovani, osserva Lombardi.
Quelle stesse incertezze che hanno animato le proteste almeno quelle rispettose e non violente dei cosiddetti "indignados", giovani che, in Spagna ma anche in diversi altri paesi, chiedono lavoro, opportunità per vivere e farsi una casa e una famiglia; che, in fin dei conti, domandano qualche garanzia per il futuro. Ma Gesù si può considerare il primo indignato? chiede un giornalista a padre Lombardi? "Il Papa ha scritto libri e tante belle pagine su Gesù", risponde il direttore della sala stampa vaticana. "Anch’egli si è domandato se Cristo fosse uno zelota oppure un rivoluzionario… Ma la risposta del Santo Padre è chiara: non lasciamoci sviare con attualizzazioni parziali dal messaggio di fondo di Gesù, il quale è venuto a dirci che Dio è nostro padre e che ama tutti gli uomini". Il sacerdote-giornalista quindi afferma: "Non mettiamo etichette su Gesù", neanche quella dell’indignato, del contestatore, del rivoluzionario. D’altronde ciò non significa che la fede è indifferente ai problemi "feriali", alle ingiustizie del nostro tempo, al corso della storia. "Dobbiamo semmai domandarci cosa significa l’insegnamento evangelico per la nostra vita, per il nostro tempo", e rispondervi con coerenza e coraggio.
Ai Cuatro Vientos non sono arrivate – per la veglia e la messa con il Papa – centinaia di migliaia di "indignados". Ma ragazzi e giovani che, vivendo nell’oggi, vogliono farsi guidare dal fondamento che è Gesù.
a cura di Gianni Borsa, inviato SIR a Madrid