UNIVERSITÀ CATTOLICHE
Il card. Grocholewski e mons. Fisichella al congresso mondiale ad Avila
"Siamo venuti come precursori e adoratori, per rafforzare la missione che Dio e la Chiesa ci hanno affidato: evangelizzare, educando, ed educare, evangelizzando". Lo ha detto il card. Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, aprendo i lavori del Congresso mondiale delle Università cattoliche sul tema "Identità e missione dell’Università cattolica", che si è concluso oggi ad Avila (Spagna). L’evento è stato promosso dall’Università Santa Teresa de Jesús di Avila (Ucav), in collaborazione con le Università di Navarra (Pamplona), San Pablo (Madrid), San Antonio (Murcia) e San Vicente Mártir (Valencia), in occasione della Gmg di Madrid.
"Il contributo delle università cattoliche sarà veramente vitale, secondo la Dichiarazione Gravissimum educationis, soltanto quando queste ottengano ‘come una presenza pubblica, costante ed universale del pensiero cristiano in tutto lo sforzo dedicato a promuovere la cultura superiore; inoltre questi istituti devono formare in tal guisa tutti i loro studenti, che essi diventino uomini veramente insigni per sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella società e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo’", ha osservato il porporato. Secondo il cardinale, "il compito della nuova evangelizzazione comprende, senza ombra di dubbio, le università cattoliche". Esse devono, ha detto il card. Grocholewski citando il Papa, "fare scienza nell’orizzonte di una razionalità diversa da quella oggi ampiamente dominante, secondo una ragione aperta al trascendente, a Dio". In questo senso la teologia, non soltanto come disciplina storica e umano-scientifica, ma come teologia vera e propria, cioè come interrogativo sulla ragione della fede, "deve avere il suo posto nell’università e nel vasto dialogo delle scienze".
Grande speranza della Chiesa. Per il porporato, è, poi, "importante che i giovani usciti dalle università cattoliche vivano l’allegria di entrare nell’essere per gli altri di Cristo. Si tratta di una ‘vitale testimonianza di ordine istituzionale da rendere a Cristo e al suo messaggio, così necessario nelle culture contrassegnate dal secolarismo, o là dove Cristo e il suo messaggio di fatto non sono ancora conosciuti’", come si legge nella Costituzione apostolica "Ex corde Ecclesiae". Per questo "si richiede che i docenti ancorino i propri insegnamenti alla ‘carità intellettuale’, riconoscendo che portare i giovani alla verità è un atto responsabile di amore". "Vorrei sottolineare ha proseguito il card. Grocholewski – che la missione che con grande speranza la Chiesa affida alle università cattoliche riveste un significato culturale e religioso di vitale importanza, perché concerne l’avvenire stesso dell’umanità".
Difendere la famiglia. "Dobbiamo promuovere la famiglia, dobbiamo fare in modo che i diversi Paesi, le politiche dei Paesi difendano la famiglia perché è la cellula fondamentale della società". È quanto ha sostenuto, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, intervenendo al Congresso mondiale delle università cattoliche. "L’Università e la nuova evangelizzazione" è stato il tema della relazione di mons. Fisichella, che ha evidenziato: "Dove non c’è famiglia, non c’è possibilità di sviluppo della società, perché non c’è una responsabilità sociale". In questo contesto culturale, secondo il presule, "l’università dovrebbe costruirsi come fonte di proposte per comunicare in maniera efficace agli studenti un futuro che li coinvolga nell’assunzione di impegni fondamentali che durano tutta la vita. È necessario far comprendere che i contenuti delle nostre discipline, comprese quelle apparentemente più diverse, riguardano in primo luogo il progetto dell’esistenza". In questo modo, ha sostenuto mons. Fisichella nel suo intervento, "si permette ai nostri studenti di scoprire quanto sia essenziale in questo momento voler acquisire una identità matura e adulta, realizzare scelte definitive che non conoscono la stanchezza per la fatica dello studio o il prolungarsi del tempo dedicato alla ricerca".
La vita come vocazione. Per il presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, "è importante che mostriamo loro la strada per arrivare a essere uomini e donne che nel progressivo inserimento nei vari ruoli che assumeranno nella società possano trovare in essi la necessaria motivazione per completare il passaggio verso una missione che li impegni al punto da dare un senso pieno alla propria esistenza". "Nelle nostre università, in definitiva ha aggiunto mons. Fisichella -, essi possono trovare l’humus fecondo per scoprire la propria vita come vocazione e gli strumenti necessari per percorrere il cammino professionale nel modo più coerente". "Sui banchi delle nostre università ha concluso il presule – gli studenti devono trovare la risposta ingegnosa e intelligente che permetta loro di corrispondere attivamente alle aspettative della società nella quale si inseriranno con la propria professione".