SCONTRI A LONDRA

Il meglio di un Paese

Il discorso dell’arcivescovo di Canterbury alla Camera dei Lords

L’Inghilterra si interroga. E cerca le motivazioni profonde che hanno spinto così tanti giovani a scendere con rabbia nelle strade. Rimane il dolore più grande: quello di aver visto tra i rivoltosi "bambini di età scolare, anche di 7 anni". A dare voce ai sentimenti degli inglesi in queste ore è stato l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, che insieme al vescovo di Londra, è stato ascoltato ieri alla Camera dei Lords nell’ambito di una serie di audizioni sugli scontri urbani che per giorni hanno messo a ferro e a fuoco le città di Londra, Liverpool, Birmingham, Tottenham. Il vescovo londinese Richard Chartres ha inoltre fatto sapere che domenica 14 agosto alle 18, nella cattedrale londinese di St. Paul sarà celebrata una messa con una speciale intenzione per la pace a Londra e nelle altre città colpite. Grazie poi alla immediata generosità di tanti donatori, la Chiesa di Londra è stata in grado di rendere immediatamente disponibili 15 mila sterline per rispondere alle esigenze immediate. Si è infine creato uno speciale fondo diocesano.

"La criminalità ha sempre un contesto". Il discorso dell’arcivescovo di Canterbury alla Camera dei Lords esordisce con un tributo per il lavoro che è stato fatto in questi giorni dalle forze di polizia. "Queste sono persone che hanno messo a rischio se stesse per arginare il rischio degli altri". Parole di solidarietà sono state espresse anche a chi è stato colpito dagli scontri urbani. E poi una chiara condanna: "Negli eventi che abbiamo visto in questi giorni, non c’è nulla di romantico e non c’è nulla che possa in qualche modo giustificare un simile comportamento. È criminalità. Pure e semplice criminalità". Detto questo, l’arcivescovo Williams ha ricordato agli onorevoli membri della Camera quanto sottolineato qualche ora prima dal premier Cameron secondo il quale "la criminalità ha sempre un contesto". Ed ha aggiunto: "spetta ora a noi il compito di comprendere meglio questo contesto. Cercare spiegazioni non significa cercare delle scuse: una società critica ed intelligente sa che cercare le spiegazioni rende poi capaci di rispondere con maggiore intelligenza e maggior coraggio".

La priorità educativa. È a questo punto che l’arcivescovo di lascia andare ad una sua personale esperienza. "La cosa più dolorosa di questi ultimi giorni è stato vedere nelle strade non solo giovani ma addirittura bambini di età scolare, bambini anche di 7 anni. Credo quindi che una delle nostre priorità, sarà quella di capire come rispondere a queste circostanze, di capire cioè che cosa dobbiamo fare non solo per ricostruire le competenze della genitorialità ma per rifondare l’educazione stessa". "Credo che una delle domande più importanti che dobbiamo affrontare a seguito di questi deplorevoli avvenimenti, è che tipo di educazione ci interessa e per quale tipo di società. Siamo pronti a riflettere non solo sulla disciplina in classe, ma anche sul contenuto e sull’ethos delle nostre istituzioni educative? A chiederci ancora una volta come possiamo costruire una società che prenda sul serio il compito di educare i cittadini, e non i consumatori, non gli ingranaggi di un sistema economico, ma cittadini?".

L’urgenza di investire nei giovani. "I giovani di questo Paese meritano il meglio”, ha poi aggiunto l’arcivescovo parlando di un diffuso senso di "frustrazione e tradimento" vissuto in queste ore soprattutto dai giovani. "Mi auguro che nella nostra risposta a questi eventi, abbiamo in mente ciò che dobbiamo alla prossima generazione dei nostri cittadini. Quello a cui abbiamo assistito è una rottura del senso di identità civica, di identità condivisa, di responsabilità condivisa". Se ne sta parlando in realtà da molto tempo in Inghilterra. Ma secondo l’arcivescovo, i fatti di questi giorni velocizzano i tempi di riflessione e di azione: "Ora abbiamo bisogno di riflettere sui termini di investimento nella generazione successiva – in materia di istruzione formale, ma anche nella fornitura di servizi per i giovani, con fantasia e coerenza in tutto il Paese".

Un momento da cogliere. L’arcivescovo conclude facendo riferimento alla generosità con cui le comunità locali e cristiane hanno risposto alla emergenza. "La gente ha scoperto che la solidarietà è importante. Ha cominciato a scoprire quelle virtù civiche di cui abbiamo parlato in astratto. In altre parole, signori miei, credo che questo sia un momento che dobbiamo cogliere, un momento in cui c’è sufficiente rabbia per il crollo della solidarietà civica, sufficiente consapevolezza delle risorse che le persone hanno per aiutare le altre, sufficiente speranza (nonostante tutto) di ciò che può essere fatto dalle istituzioni amministrative di questo Paese. Ho fiducia che risponderemo con energia a questo momento che potrebbe essere cruciale per il futuro a lungo termine del nostro Paese e della nostra società".