GIOVANI E LAVORO
Proposta Mlac dopo campo estivo nazionale
"Il Movimento lavoratori di Azione cattolica, dopo la Giornata mondiale della gioventù, si vuole proporre come stimolo per realizzare un’alleanza tra le associazioni giovanili e i giovani precari o chi è in cerca di un’occupazione, ma senza esiti incoraggianti". Così don Giuseppe Masiero, assistente ecclesiastico del Movimento lavoratori di Azione cattolica (Mlac), ha descritto l’idea nata dal campo estivo 2011 che si è svolto a Marina di Massa (Toscana) dal 2 al 7 agosto, sul tema "Pronti? Partenza… o via!". Questo sogno, ha spiegato, si può concretizzare "valorizzando gli ambienti parrocchiali, gli oratori, i centri parrocchiali, le sedi delle stesse associazioni cattoliche, come luoghi per incontrare, accompagnare, rappresentare e stimolare l’impegno dei precari per risolvere, in qualche maniera, insieme la questione della ricerca del lavoro".
Lo sguardo al futuro. È con una visione di ciò che verrà che l’equipe nazionale del Mlac ha proposto al campo d’impegnarsi come Azione cattolica per "porre le basi di un nuovo patto intergenerazionale tra giovani e adulti, per ripensare e rilanciare il mondo del lavoro" guardando in particolare "al rapporto tra generazioni, al fine di coglierne le prospettive e valorizzarne le differenze". Il tutto vissuto "con uno sguardo a quanti, al di là dell’età, hanno perso la fiducia e vedono nella fuga l’unica via d’uscita dalla propria situazione d’incertezza e precarietà". Il Movimento lavoratori vuole "offrire loro la speranza e la voglia di restare". Infatti, come ha sottolineato Franco Miano, presidente nazionale di Ac, in apertura dei lavori, "possiamo parlare di centralità della persona quando ne salvaguardiamo la dignità".
Ascoltare i giovani. "La tendenza di oggi è di sottovalutare i giovani, anzi di ritenerli incapaci di dare alla vita di tutti un contributo originale e necessario", ha affermato l’assistente generale dell’Ac, mons. Domenico Sigalini. Essi, ha aggiunto, "non sono ritenuti capaci di far crescere questo mondo. Sono ritenuti una zavorra, un problema, un peso, una fatica, un continuo confronto che gli adulti vorrebbero risparmiarsi. Questa è la sensazione che i giovani hanno del mondo degli adulti e questo è il modo di pensare generalizzato". Al contrario, per mons. Sigalini "occorre un atteggiamento che sappia vedere nei giovani il valore che essi sono, che li stimi per la vita che esprimono, per il loro mondo in evoluzione che cerca, che non si accontenta di quello che incontrano perché non spegne la sete di felicità, di gioia, di vita, di bontà, di libertà e di realizzazione di sé che si portano dentro". È necessario per gli adulti "imparare ad alzare il livello di stima nei confronti del mondo giovanile" perché esso rappresenta "un’umanità profonda". Serve perciò "un ascolto attento per far esprimere le ricchezze" che i giovani "hanno dentro" e la "comunità cristiana deve aprire i suoi spazi, essere accogliente, dare ai giovani la possibilità di esprimere le loro potenzialità e porre domande, aiutando ciascuno a raggiungere una piena umanità". Inoltre, ha sottolineato l’assistente di Ac, "non bisogna pensare ai giovani solo come studenti, ma anche come lavoratori, perché in questa condizione ce ne sono tanti", dunque si tratta di compiere un’opera di "educazione al lavoro, affinché esso non sia vissuto semplicemente come un momento da trascorrere in attesa del tempo libero".
Attenzione ai territori. Tra i progetti messi in cantiere per il prossimo autunno, oltre alla realizzazione dell’annuale bando di progettazione sociale, c’è un’attenzione particolare verso le realtà che operano nei territori dove è presente il Mlac. "Si sta cercando di elaborare una nuova proposta culturale che, partendo dall’analisi dei territori, arrivi a mettere in rete le iniziative e le realtà lavorative locali" ha detto Giuseppe Patta, segretario nazionale del Mlac. "Tale impegno, da svolgere con tutta l’Ac, ha il valore di mettere insieme ha precisato Patta le varie realtà associative, ma anche di porsi in confronto dialogico e fungere da stimolo alle istituzioni e alle rappresentanze di categoria, compreso il sindacato". In questo cammino, ha concluso don Masiero, "per svolgere con coraggio e in pienezza l’impegno che gli aderenti al Mlac portano avanti negli ambienti di lavoro non deve mancare una robusta e solida vita interiore ancorata alla parola di Dio e alla realtà ecclesiale, specialmente delle parrocchie"; per questo, ha concluso, "è importante investire anche sulla formazione dei segretari diocesani".