DIACONATO
Da oggi al 6 agosto a Rimini il 23° convegno nazionale
È iniziato oggi a Rimini il 23° convegno nazionale della Comunità del diaconato in Italia. Aperto a diaconi, presbiteri, religiosi e laici, l’appuntamento che la Comunità organizza con cadenza biennale ha per tema "Diaconi educati al servizio del Vangelo per il bene della comunità" e durerà fino a sabato 6. "La tematica si legge nella presentazione dell’iniziativa s’inserisce nel cammino che la Comunità ha scelto per l’approfondimento e la riflessione in riferimento alla nota della Cei ‘Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno’ e agli Orientamenti pastorali per il decennio 2010/2020 ‘Educare alla vita buona del Vangelo’".
Al passo con la Chiesa. "Il tema dei nostri convegni vuol essere sempre in riferimento al cammino della Chiesa italiana proprio perché il diaconato deve stare al passo", spiega al SIR Enzo Petrolino, presidente della Comunità del diaconato in Italia. Nel documento dei vescovi sul Mezzogiorno, ricorda, "c’è un esplicito invito ai diaconi, chiamati ‘eletti dispensatori della carità’", mentre gli Orientamenti pastorali "rilevano come i diaconi debbano essere educati ed educatori alla diaconia nella Chiesa". Dal convegno emerge pure una dimensione politica e sociale. "Non vogliamo che il diaconato si chiuda nelle sacrestie", rimarca Petrolino, sottolineando l’esigenza di "ricentrare il nostro ministero nel senso di una diaconia che si manifesti non solo ad intra, ma pure ad extra, nell’ambito politico e in quello sociale, nelle realtà di emarginazione della nostra società". Durante i quattro giorni, infine, uno specifico incontro sarà riservato alle spose: un’attenzione, rileva il presidente della Comunità, "presente in tutti i nostri appuntamenti, dal momento che la figura femminile è determinante. Il 90% dei diaconi permanenti è sposato, e la moglie deve sempre dare il suo consenso affinché il marito possa venire ordinato. La sua è una presenza discreta, che aiuta lo sposo nella diaconia e nel far emergere una ‘famiglia diaconale’, vocata al servizio".
Il programma. Oggi (3 agosto) alle 18.30 il vescovo di Rimini e presidente della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata, mons. Francesco Lambiasi, ha presieduto la celebrazione d’apertura. Domattina, dopo l’introduzione di don Giuseppe Bellia, direttore della rivista "Il diaconato in Italia", interverrà la docente Giuliana Martirani (con una relazione dal titolo "Per un Paese solidale: diaconi eletti dispensatori della carità alla scuola dei poveri e degli ultimi"), mentre mons. Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, presenterà il documento conclusivo della 46ª Settimana sociale dei cattolici italiani. Nel pomeriggio gruppi di lavoro e adempimenti assembleari. Venerdì mattina ancora due relazioni con don Luciano Meddi, docente di catechesi missionaria alla Pontificia Università urbaniana ("Il diacono educato ed educatore alla vita buona del Vangelo nella Chiesa italiana"), e don Franco Appi, responsabile del Servizio per la scuola di formazione all’impegno sociale e politico e direttore del Centro di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Forlì ("Diaconi educati alla diaconia politica"); nel pomeriggio, invece, tavola rotonda coordinata da Tonino Cantelmi, diacono e presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, su "La diaconia del servo inutile: il mondo tecnoliquido e la fragilità dei legami quali risposte alla società postmoderna liquida". Nell’ultimo giorno di lavori, sabato mattina, infine, la relazione dell’arcivescovo di Campobasso-Bojano e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, mons. Giancarlo Bregantini ("Diaconi educati al servizio del Vangelo per il bene della società") e le conclusioni di Enzo Petrolino, seguite dalla celebrazione eucaristica presieduta da mons. Elio Tinti, vescovo di Carpi e incaricato della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna per il Coordinamento regionale del diaconato permanente.
Il diaconato in Italia
I diaconi permanenti in Italia sono ad oggi 3.700, presenti in pressoché tutte le diocesi, con pochissime eccezioni. La Comunità del diaconato in Italia nacque a Reggio Emilia nel 1967 ad opera di Gino Torreggiani e don Alberto Altana, due sacerdoti precursori della presenza dei ministri istituti nella vita della Chiesa. È un’associazione privata di fedeli che, secondo quanto riporta lo Statuto, "intende promuovere il diaconato permanente non solo per la sua funzione pastorale, ma soprattutto come espressione e fattore del rinnovamento della Chiesa, dal momento che il carisma del diaconato è diretto ad alimentare un’incessante conversione della comunità ecclesiale, così che la Chiesa diventi sempre più serva e povera, una Chiesa che trae dall’atteggiamento del servizio tutti i suoi orientamenti, le sue decisioni, la fisionomia delle sue strutture".