EUROPA

Il futuro nelle nostre mani

Herman Van Rompuy al primo Forum annuale sullo stato dell’Unione europea

"L’Europa non è in declino" e "il nostro futuro è nelle nostre mani. Non dovremmo essere i nemici, ma gli alleati di noi stessi". Il monito, insieme all’invito a valutare lo stato dell’Unione europea con "un certo distacco, serenità e soprattutto senso delle proporzioni", e a "rimanere concentrati sull’agenda a lungo termine" con "determinazione e speranza", è stato rivolto ieri dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, intervenuto al primo Forum annuale sullo stato dell’Unione europea, "La rivitalizzazione del sogno europeo: una visione d’impresa". L’incontro è stato promosso al Palais Egmont di Bruxelles dall’European Executive Council che rappresenta amministratori delegati e top manager che gestiscono il business europeo delle loro multinazionali.

Coraggio politico. "Può essere politicamente scorretto dirlo – ha affermato Van Rompuy concludendo la due giorni di confronto -, ma mio avviso lo stato dell’Unione non è così male, anche se l’umore non è così buono". Tuttavia, ha aggiunto, "questo pomeriggio, dopo il voto positivo del Parlamento greco (al secondo piano di austerità, ndr), l’umore è molto migliorato" perché "il coraggio politico esiste ancora". Ridimensionando il peso di alcuni recenti eventi, tra cui l’astensione della Germania al Consiglio di sicurezza Onu sulla Libia, "non paragonabile alle divisioni sulla guerra in Iraq", Van Rompuy li ha definiti "incidenti che si aggiungono alla crisi del debito sovrano nell’Eurozona, reale ma anche risolvibile, mentre l’euro in sé è molto forte".

Il "sogno europeo". Secondo il presidente del Consiglio Ue, "l’Unione europea è un risultato storico unico. È stata costruita gradualmente ed è uscita sempre più forte da ogni crisi. Non vi è motivo che questa volte le cose vadano diversamente". Oggi "è un potente blocco politico ed economico di 27 membri all’interno del continente europeo. Naturalmente si può fare, anzi si deve fare di più. Eppure successi unici come 60 anni di pace, l’euro, il mercato interno e Schengen costituiscono già l’avverarsi di un sogno". "Stabilità politica, democrazia e pace, sistema sociale, standard ambientali": per il relatore "stiamo vivendo in una ‘Unione di valori’" che "popoli di altri continenti ci invidiano". Una "situazione privilegiata" cui ha offerto un "immenso contributo l’impegno profuso in nome dell’Europa da quanti hanno perseguito" a partire dal 1950 "il ‘sogno europeo’" fondato su "pace, prosperità, potenza". "Possiamo essere orgogliosi di questo, e dobbiamo mostrarlo".

Cantiere aperto. Ma l’Ue è un cantiere ancora aperto: "solo una settimana fa, i 27 capi di Stato o di governo hanno aperto alla Croazia la strada per diventare il 28° Stato membro", e "in Consiglio europeo abbiamo accolto con favore il passo avanti compiuto il mese scorso dalla Serbia con l’arresto di Ratko Mladic": una vittoria "per la diplomazia europea e la tenacia dell’Unione nella difesa dei nostri valori". Rammentando che "solo quindici anni fa i Paesi in questione sono stati coinvolti in un’orribile guerra civile, a soli 1500 chilometri da qui e ai confini della nostra Unione", il presidente del Consiglio europeo ha sottolineato che in questo orizzonte "l’ingresso del Balcani occidentali nell’Ue è l’ultima grande opera di pace sul nostro continente". Di qui l’invito "a tutti voi a tenere a mente la nostra responsabilità. Finché un club attira nuovi soci è in buona forma. L’Europa è ancora sexy".

Determinazione e speranza. Riferendosi quindi al concetto europeo di "potenza" come "presenza forte e coesa" sullo scenario internazionale, Van Rompuy ha affermato che l’Ue "deve essere forte di fronte alle grandi sfide economiche globali", ma che ha anche "un compito storico nel Mediterraneo". Per questo, ha spiegato, "stiamo proponendo una partnership con i Paesi di Nord Africa e Medio Oriente" e li sosteniamo "verso il progresso economico, la democrazia e diritti politici". "Questi Paesi contano sull’Europa. Senza di noi ci sarà la primavera, ma non l’estate". "Nel mezzo delle turbolenze legate alle difficoltà di alcuni Paesi dell’Eurozona – ha ancora ammonito – dobbiamo rimanere concentrati sull’agenda a lungo termine. Nei periodi difficili alcuni si fanno sedurre da sentimenti di disperazione e pessimismo" ma "è un errore". Ciò che occorre sono "determinazione e speranza". "Vent’anni fa i cittadini dell’Europa centrale hanno sconfitto il comunismo" con il sogno "di unirsi all’Europa. Lo hanno fatto. Dieci anni fa è stato lanciato l’euro, un risultato senza precedenti". Oggi, "nonostante tutti i nostri problemi", l’euro "è una moneta forte". "Vivere il sogno europeo – ha concluso Van Rompuy – non è solo compito dei politici"; occorre "convincere i cittadini che gli sforzi di questi tempi" non sono inutili. Di qui l’esortazione a "costruire su quel sogno una società europea migliore", "un’ economia e un’Europa più forti".