LAICI OGGI

Non solo “collaboratori”

La 61ª Settimana del Centro orientamento pastorale

(Firenze) – Parleranno le esperienze, oggi e domani, alla 61ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale del Cop (Centro orientamento pastorale – www.centroorientamentopastorale.org), in corso a Firenze sul tema "Educarsi alla corresponsabilità. I battezzati nel mondo alla prova della vita quotidiana". La Settimana è stata introdotta, ieri pomeriggio, dalla presentazione dei risultati di un sondaggio condotto sul "laicato in parrocchia"; oggi il tema della corresponsabilità verrà declinato "nella missione evangelizzatrice della Chiesa" (Giorgio Campanini), "nella fragilità e nella vita affettiva" (Paolo Blasetti), "nel lavoro e nella cittadinanza" (Gianluigi De Palo), "nella cultura e nell’impegno educativo" (Paola Bignardi). Domani, invece, l’attenzione verrà posta proprio sull’educazione alla corresponsabilità; i lavori termineranno giovedì con la relazione di Giuseppe Savagnone (direttore del Centro per la cultura della diocesi di Palermo) e le conclusioni di mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente del Cop.

Lo sguardo oltre i confini. L’arcivescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori, presente all’apertura della Settimana ha rivolto ai presenti un augurio per "un proficuo lavoro che offra un contributo di riflessione e di proposta per l’intera Chiesa italiana" su "un tema certamente urgente e coinvolgente per la sua importanza e consistenza". "Già il Convegno ecclesiale di Verona – ha ricordato –, pur riferendosi ai vari ambiti pastorali, richiamava l’urgenza di una riflessione sulle prospettive pastorali che favorissero l’emergere del laicato attraverso un’adeguata formazione, significativa e approfondita, che potesse permettere ai laici di lanciare il loro sguardo oltre i confini delle nostre comunità cristiane, poiché è soltanto da questa posizione che potranno autorevolmente svolgere la loro missione nella mediazione educativa e culturale fra Chiesa e mondo". Per il vescovo, punto di partenza è la "comunione ecclesiale, dalla quale discende la collaborazione, per poi giungere appunto alla corresponsabilità".

Sulle frontiere della Chiesa. "Dal 1954 ad oggi il Cop ha dedicato dieci delle sue tradizionali settimane a una delle tematiche che fanno perno sui laici", ha sottolineato mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena e presidente onorario del Cop, parlando di una riflessione "piantata sulle frontiere della Chiesa". Una collocazione che risponde all’esigenza del "nuovo dicastero vaticano voluto per attivare e sostenere la ‘nuova evangelizzazione’". "Trattandosi di raggiungere persone e ambienti che vivono lontano dalle nostre comunità, i primi missionari – ha precisato mons. Bonicelli – non potranno che essere i cristiani laici che convivono nei vari centri". Mons. Domenico Sigalini ha invece esortato a "declinare la corresponsabilità dentro la concretezza degli ambiti di vita", proponendo "esperienze ragionate" e, dunque, essendo "sbilanciati dalla parte della vita".

Laicato generoso, ma insoddisfatto. Venendo all’indagine sul "laicato in parrocchia" condotta da don Giovanni Villata, responsabile del Centro studi e documentazione dell’arcidiocesi di Torino, tra 398 laici, 89 sacerdoti e 38 consacrati, il primo dato è che il laicato "nella Chiesa italiana c’è ed è vitale, anche se, in alcune diocesi, viene lamentata una diminuzione numerica e un’inadeguatezza ad esprimere al meglio la propria identità". Piuttosto, ha rilevato don Villata, "ciò che preoccupa, e non poco, è la situazione di afasia, o di mancanza di crescita oppure insoddisfazione di chi pur s’impegna, anche generosamente". Dai dati raccolti, ha spiegato, emerge "la presenza contemporanea, in parrocchia, di figure di laici (ma anche di ministri ordinati) tuttora ancorate al passato, accanto ad altre (laici singoli e aggregati nonché ministri ordinati) più proiettate verso la maturazione dell’identità conciliare". Ma "tutte queste figure, attive nella vita della parrocchia – ha annotato –, non sempre sono valutate come meriterebbero: quali cooperatori e quindi partner a tutti gli effetti, non solo come esecutori o collaboratori occasionali".

Tra tradizione e vie nuove. In Italia, ricorda l’indagine, ci sono 23 mila parrocchie con 200 mila laici che vi operano, l’80% donne. "Nella pastorale della Chiesa italiana – ha proseguito don Villata – da un lato si stanno cercando vie nuove per l’evangelizzazione e, dall’altro, si registra il ritorno di modelli tradizionali segnati da autoreferenzialità e clericalismo". Si constata poi "la crisi, in genere, degli organismi di partecipazione: nel campione – ha riferito il sacerdote – pochi riconoscono la validità e la funzionalità del Consiglio pastorale parrocchiale; i più ne denunciano il limitato o mancato controllo". In positivo, nella parrocchia "si riscontra un buon clima relazionale tra aggregati, singoli e risorse pastorali", con una significativa presenza dell’Azione Cattolica, alla quale si riconosce una "peculiare funzione formativa". Infine la donna, "linfa vitale" del laicato in parrocchia "dal punto di vista sia quantitativo sia qualitativo" e alla quale oggi "si attribuiscono compiti di coordinamento e responsabilità dirette".