RIFORMA FISCO
Il Forum associazioni familiari chiede una svolta immediata
Una svolta, un cambio di passo immediato: a chiederli attraverso una "riforma fiscale a misura di famiglia" che preveda una "radicale riorganizzazione del prelievo fiscale commisurato ai carichi familiari" è oggi il Forum delle associazioni familiari intervenendo nel dibattito sulla riforma del fisco. Rilanciando la sua proposta del "Fattore famiglia", presentata lo scorso novembre a Milano durante la Conferenza nazionale sulla famiglia, il Forum chiede "al Governo e a tutte le forze politiche, sindacali, e imprenditoriali di confrontarsi" con essa. Dopo quanto anticipato ieri dal presidente Francesco Belletti, che esprimeva preoccupazione per i criteri e le modalità di applicazione della progettata riduzione del carico fiscale che a suo dire "trascurano il sostegno alle famiglie", nel documento "Riforma fiscale a misura di famiglia, subito! Dieci punti da ricordare" diffuso oggi, il Forum dice sì ad una riforma che rilanci l’economia e alla riduzione del carico fiscale per le aziende, ma chiede anche "la riduzione del carico fiscale per le famiglie, non indiscriminato, ma modulato con il "Fattore famiglia", e il rafforzamento della lotta all’evasione fiscale".
Una logica di equità. "Nel sistema fiscale italiano premette il Forum il variare dell’aliquota è determinato esclusivamente dal reddito percepito e non anche dal numero dei familiari a carico. Un sistema fiscale equo deve invece tenere in conto che chi ha figli da mantenere non può pagare la stessa entità di tasse, a parità di reddito, di chi non ne ha". Pur riconoscendo come "priorità irrinunciabili per il sistema-Paese" il rigore nella gestione dei conti pubblici, il rientro dal deficit e la decisa diminuzione del debito pubblico, sottolineati anche dalle recenti Raccomandazioni Ue, e pur condividendo l’esigenza di "ridurre il peso delle fiscalità sulle imprese rendendole più competitive per un più efficace rilancio della nostra economia" e per "far fronte agli impegni di risanamento del deficit", il Forum ritiene "altrettanto fondamentale, prioritario e urgente restituire alle famiglie italiane la possibilità di guardare al futuro in modo più positivo consentendo loro di adempiere il proprio compito unico e insostituibile, quello di far nascere, crescere ed educare i figli desiderati, cioè i cittadini di domani". È ora, prosegue il documento, "di affermare con forza che le esigenze delle imprese e delle famiglie non sono e non devono essere poste in competizione, bensì concorrono entrambe al benessere collettivo e allo sviluppo della nostra società".
No tax area. Di qui la riproposta del "Fattore famiglia" per "ridare equità e respiro alle famiglie italiane, soprattutto a quelle con carichi familiari". Nello specifico, spiega il documento del Forum, il "Fattore famiglia" prevede di "individuare una base di reddito non tassabile, perché coincidente con il minimo vitale (la cosiddetta no tax area), cui applicare un coefficiente di carico familiare (appunto il ‘Fattore famiglia’), parametrato sulla numerosità e sulla tipologia dei carichi familiari che gravano sul percettore di reddito". In questo modo "il livello minimo di reddito non tassabile del contribuente viene calcolato tenendo effettivamente conto del suo carico familiare. Si individua così una no tax area a misura di famiglia che quindi è sottratta all’imposizione fiscale". Ai redditi al di sopra di tale area si applicano le normali aliquote progressive previste dal sistema fiscale, mentre in caso di reddito inferiore alla no tax area "si applica una tassazione negativa, cioè un assegno erogato alla famiglia incapiente, pari alla detrazione non goduta". Sanando una "situazione inaccettabile" che oggi impedisce ai cosiddetti "incapienti" (i redditi più bassi, in genere) di percepire i benefici legati alle detrazioni d’imposta", secondo il Forum "si verrebbe incontro alle famiglie più vulnerabili, che più soffrono per la crisi in atto, e che vedono con grave preoccupazione aprirsi sotto di sé il baratro della povertà".
Copertura finanziaria. Sostenendo altresì la propria contrarietà all’ipotesi di recuperare risorse spostando la tassazione dalle imposte dirette a quelle indirette in modo indifferenziato (in pratica, dall’Irpef all’Iva), il Forum avverte che "ciò produrrebbe l’effetto perverso e prevedibile con assoluta certezza di penalizzare ulteriormente chi è costretto, proprio dalla composizione della sua famiglia, a spendere fino all’ultimo centesimo solo per garantire al suo nucleo i beni basilari per sopravvivere dignitosamente". Quanto alla copertura finanziaria del "Fattore famiglia", l’organismo ritiene che questa misura "a regime potrebbe comportare un costo di 16 miliardi di euro, ma la sua introduzione graduale dovrebbe comportare il reperimento di circa 3-4 miliardi all’anno per i prossimi 5 anni". Razionalizzare la spesa pubblica, eliminare gli sprechi della "macchina politica", riorganizzare le esenzioni fiscali e intensificare il contrasto all’evasione fiscale sono tra le misura indicate dal Forum per il reperimento delle risorse necessarie. Per ulteriori informazioni: www.forumfamiglie.org.