LAICI OGGI

Per pagine nuove

Assemblea Cnal: bilancio e prospettive

"Un tesoro nascosto, che fa fatica ad emergere ed è spesso sommerso, ma che svolge un servizio molto grande alla Chiesa e alla società". È la definizione delle associazioni laicali cattoliche, così come è emersa dall’ultima assemblea della Cnal (Consulta nazionale delle aggregazioni laicali), svoltasi in questi giorni a Roma. A formularla è Ernesto Preziosi, storico, impegnato in diversi ambiti culturali, presidente dell’associazione Opera della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, tracciando per il SIR un bilancio dei lavori.

In che modo la Settimana Sociale e gli Orientamenti pastorali sono stati "presenti" tra i partecipanti ai lavori?
"Abbiamo raccolto una serie di considerazioni di singole associazioni laicali – circa una sessantina – che hanno mandato le loro risposte attraverso un questionario. L’obiettivo è quello di lavorarci, di rielaborare gli spunti di riflessione in vista di un incontro del direttivo della Cnal, in programma il 9 luglio, per proporre una chiave di lettura dell’apporto che ciascuna associazione può dare rispetto a questi due importanti appuntamenti e documenti ecclesiali".

Ci può anticipare qualche considerazione emersa dalla "sintesi" che le varie associazioni aderenti alla Cnal hanno fatto degli Orientamenti Cei per questo decennio?
"Si tratta innanzitutto di esperienze che ciascuna aggregazione ha messo in luce, a partire dalla specificità del suo impegno ecclesiale. Una sorta di ‘lettura’ del contributo che ogni associazione può portare, e rappresenta, sul piano educativo. Per ora posso solo dire che, da una prima analisi del questionario al di là dei carismi particolari di ogni singola associazione viene fuori l’intenzione comune di lavorare sul progetto formativo, anche sul piano pedagogico, attraverso un percorso adeguato alle condizioni di vita. In sintesi, dalle associazioni laicali ecclesiali emerge una forza educativa, spesso non percepita ma reale, costituita dalla presenza di migliaia di persone che si spendono capillarmente sul territorio".

Il tema del laicato è sempre "all’attenzione" della Chiesa, ma l’impressione è che a volte ci si limiti agli appelli e alle esortazioni: quali prospettive, nei rapporti tra i laici e la gerarchia?
"Da un lato, come ha evidenziato il sociologo Diotallevi nella sua relazione all’assemblea, s’impone la necessità di riscoprire l’apostolato dei laici, indicazione questa già emersa dalla Settimana Sociale di Reggio Calabria. C’è bisogno di una nuova stagione di protagonismo laicale, all’interno della comunità ecclesiale ma anche della comunità civile. Nel mondo dell’associazionismo, anche in risposta agli appelli del magistero, c’è questa consapevolezza diffusa, a cui ci richiama del resto la storia del movimento cattolico. Noi laici dobbiamo essere capaci di riscrivere pagine nuove, non in antagonismo con i nostri pastori, ma in piena comunione con essi, mettendo nello stesso tempo maggiormente a fuoco la questione della ministerialità laicale".

Con quali strumenti concreti si può raggiungere questo traguardo?
"A mio avviso, si tratta di continuare nella tradizione della storia del movimento cattolico, ma con nuovo slancio, curando anche una ripresa di visibilità del protagonismo delle associazioni. In particolare, occorre formare i laici con uno studio che renda possibile la lettura e la risposta ai bisogni del nostro tempo, caratterizzato da una sorta di ‘analfabetismo di ritorno’ dei laici cattolici. In secondo luogo, è necessario potenziare la capacità delle associazioni di lavorare in rete, partendo dalla base delle parrocchie, per essere una presenza sempre più incisiva sul territorio".

Il Papa e il card. Bagnasco hanno lanciato ripetuti appelli per una nuova generazione di politici cattolici, e alla fine dell’assemblea della Cei si è manifestata l’idea di "rilanciare" le scuole di formazione alla politica. Quale il contributo dell’associazionismo?
"Il laicato cattolico è già stato presente nella ripresa delle scuole di formazione alla politica, negli anni ’90: oggi serve una ‘messa a punto’, anche in virtù di un rinnovato quadro della vita politica del nostro Paese. Io credo che le aggregazioni laicali cattoliche, riguardo alle scuole di formazione alla politica, possano essere utili all’interno e all’esterno della comunità ecclesiale, ad esempio per creare occasioni di mediazione culturale. Soprattutto, però, il loro ruolo è essenziale prima delle scuole, per creare un substrato di un laicato formato: altrimenti, il rischio è che chi accede alle scuole non sia dotato di una formazione organica sulla vita della Chiesa. Le associazioni devono dare la qualità, lo spessore della vita ecclesiale di base, a partire dalle parrocchie, in modo che poi i laici cattolici possano essere una presenza significativa negli ambiti della società dove sono chiamati ad operare".