GIORNATA PACE 2012

Educare i giovani

Il tema scelto dal Papa per la 45ª Giornata mondiale

"Educare i giovani alla giustizia e alla pace": è questo il tema scelto dal Papa per la celebrazione della 45ª Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2012). Nel comunicato del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace che propone alcune considerazioni preliminari sul significato di questa Giornata, si afferma che "il tema entra nel vivo di una questione urgente nel mondo di oggi: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune e nell’affermazione di un ordine sociale giusto e pacifico dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo".

Pedagogia della pace. Il testo prosegue affermando che "la Chiesa accoglie i giovani e le loro istanze come il segno di una sempre promettente primavera e indica loro Gesù come modello di amore che rende ‘nuove tutte le cose’". Nel commento si aggiunge poi che "i responsabili della cosa pubblica sono chiamati ad operare affinché istituzioni, leggi e ambienti di vita siano pervasi da umanesimo trascendente che offra alle nuove generazioni opportunità di piena realizzazione e lavoro per costruire la civiltà dell’amore fraterno coerente alle più profonde esigenze di verità, di libertà, di amore e di giustizia dell’uomo". Il Pontificio Consiglio sottolinea che il tema "si inserisce nel solco della ‘pedagogia della pace’ tracciato da Giovanni Paolo II nel 1985 (‘La pace ed i giovani camminano insieme’), nel 1979 (‘Per giungere alla pace, educare alla pace’) e nel 2004 (‘Un impegno sempre attuale: educare alla pace’)", rilevando che "i giovani dovranno essere operatori di giustizia e di pace in un mondo complesso e globalizzato". Anche in riferimento all’impegno della Chiesa per l’educazione delle nuove generazioni, il testo prosegue sottolineando che "ciò rende necessaria una nuova ‘alleanza pedagogica’ di tutti i soggetti responsabili". Viene infine proposta un’analisi degli ultimi temi scelti dal Papa per questa Giornata, partendo dal primo dopo la sua elezione (2006: ‘Nella verità la pace’), proseguendo con le riflessioni sulla dignità dell’uomo (2007: ‘Persona umana, cuore della pace’), sulla famiglia umana (2008: ‘Famiglia umana, comunità di pace’), sulla povertà (2009: ‘Combattere la povertà, costruire la pace’), sulla custodia del creato (2010: ‘Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato’) e sulla libertà religiosa (2011: ‘Libertà religiosa, via per la pace’)".

Ascolto e aiuto. Un invito ad ascoltare e aiutare le nuove generazioni nella costruzione di un mondo più giusto, pacifico e solidale: è questo il senso del tema della 45ª Giornata mondiale per la pace. "I giovani che hanno incontrato Cristo e che vogliono testimoniarlo – dichiara al SIR padre Eric Jacquinet, responsabile della sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i laici (Pcl) – non possono restare solo nella Chiesa ma devono impegnarsi di più anche sul campo della giustizia e della pace, dunque in quello sociale. Fa parte della nostra missione di educatori formare le nuove generazioni su questo campo. Rivolgendosi, in primo luogo, ai cristiani, il Papa lancia un appello agli adulti dal quale non arrivano molti esempi positivi. Basta pensare al mondo della politica. E i giovani hanno bisogno di esempi e di testimoni credibili. Urge un’alleanza pedagogica che metta insieme giovani e adulti, responsabili, per lavorare nel campo della giustizia e della pace". Un aiuto all’educatore impegnato nel formare i giovani alla giustizia e alla pace può arrivare dalla dottrina sociale della Chiesa, come affermato da don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Cei). "L’educazione dei giovani alla giustizia e alla pace – spiega – non deve essere pensata solo davanti ai grandi temi o eventi ma va vissuta nella quotidianità di una vita comunitaria che sia meno aggressiva, riconciliata, basata su relazioni sobrie e profonde. Questo modo di vivere dovrebbe pervadere lentamente tutta la società a partire dai giovani in un rinnovato impegno e passione sociopolitica cui Benedetto XVI, e con lui anche il card. Angelo Bagnasco, ha fatto spesso richiamo". Ed è anche per questo che il Servizio per la pastorale giovanile da molto tempo ha ripreso in mano la dottrina sociale della Chiesa, "utile – sottolinea don Anselmi – per orientarsi cristianamente nel mondo del lavoro, dello studio e della politica. La giustizia e la pace sono valori che vanno continuamente riscoperti attraverso la testimonianza del mondo adulto che deve offrire testimonianze credibili per incentivare i giovani a essere operativi anche nel campo della cittadinanza e della politica".