IMMIGRAZIONE
Il 18 maggio il card. Bagnasco a Lampedusa
Il 18 maggio il presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, sarà a Lampedusa per portare la solidarietà della Chiesa italiana. L’annuncio è arrivato nei giorni in cui le Caritas diocesane di tutta Italia partecipano a Modica (Ragusa), all’incontro del Coordinamento nazionale immigrazione di Caritas italiana, intitolato "Un mare di sbarchi, un paese che accoglie" (fino al 13 maggio). Sono presenti 80 rappresentanti, da circa 50 Caritas diocesane. Sono infatti decine le diocesi che stanno accogliendo nelle ultime settimane oltre 1.000 profughi dalla Libia, sui circa 30.000 sbarcati in questi quattro mesi. I posti messi a disposizione in 107 diocesi sono 3.117, già segnalati al ministero. La prima regione ad accogliere è stata la Toscana (circa 170 posti). Sono seguite Abruzzo-Molise (50 posti), Campania (82), Emilia Romagna, Lombardia (circa 100), Marche (circa 50), Piemonte e Valle d’Aosta (60), Umbria (circa 200). Intanto una ottantina di profughi sono appena arrivati a Cagliari, altre decine ad Aversa e a Teggiano-Policastro, ma l’accoglienza proseguirà anche in altre diocesi e regioni. Al momento, nelle strutture Caritas vi sono somali, eritrei, etiopi, nigeriani, ivoriani, tutti richiedenti asilo provenienti dalla Libia.
"Una attenzione sempre più qualificata". "Siamo contenti della visita del card. Bagnasco a Lampedusa perché dimostra una attenzione sempre più qualificata della Chiesa italiana su queste vicende". Così commenta al SIR Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio immigrazione della Caritas italiana. Forti è in questi giorni a Modica, per l’incontro del Coordinamento nazionale immigrazione che riunisce le Caritas diocesane di tutta Italia coinvolte nell’accoglienza degli immigrati. "La presenza del card. Bagnasco prosegue Forti sarà particolarmente apprezzata dai lampedusani, che hanno dimostrato grande generosità nell’accoglienza, in collaborazione con la rete Caritas, in particolare con la Caritas di Agrigento. La possibilità di avere il nostro presidente a Lampedusa è il coronamento di un lavoro fatto in questi anni e ci riempie di orgoglio e di soddisfazione". A Lampedusa, dopo lo sbarco drammatico di 500 persone nei giorni scorsi, "ora la situazione è tranquilla racconta il responsabile della Caritas . La disorganizzazione ha regnato fino a qualche giorno fa, vediamo se si riesce ora a lavorare in maniera più chiara e organizzata. C’è ancora confusione su chi deve fare cosa, lo standard di accoglienza è abbastanza basso. Ma abbiamo avuto rassicurazioni che quanto prima migliorerà. Dobbiamo raggiungere un sistema di accoglienza che veda tutti protagonisti, dalle forze dell’ordine alla protezione civile alle organizzazioni umanitarie, ciascuno con un ruolo ben determinato". Durante gli ultimi sbarchi la Caritas ha distribuito coperte, cibo e beni di prima necessità. Ora sta cercando di fare in modo che la parrocchia di Lampedusa diventi uno "snodo" per tutte le esigenze "a cui le istituzioni non riescono a far fronte". Inoltre, aggiunge, "stiamo cercando di ridefinire l’utilizzo della Casa della fraternità, che era stata danneggiata, costruendo un piccolo centro di accoglienza per i migranti più vulnerabili, tra i quali minori e madri in difficoltà".
"Inviteremo anche il Papa". Il parroco di Lampedusa, don Stefano Nastasi, è molto contento dell’imminente visita del card. Bagnasco. "È la prima volta che un presidente Cei viene a Lampedusa dice al SIR , anche se il card. Bagnasco vi aveva già fatto visita in qualità di ordinario militare. Siamo contenti perché rappresenta la vicinanza della Cei alla popolazione lampedusana. Gli chiederemo ufficialmente di far venire il Papa, anche perché l’idea ci piace molto". Don Nastasi, in questi giorni a Modica per partecipare all’incontro del Coordinamento nazionale immigrazione di Caritas italiana, ha saputo solo in queste ore della visita. "Attendiamo notizie più precise spiega , perché non sappiamo ancora che tipo di visita sarà. Presumo che venga per incontrare la comunità ed esprimere la gratitudine della Cei rispetto alla situazione che stiamo vivendo, che certamente non è finita. Avremo bisogno di ulteriori risposte, anche rispetto ai bisogni nuovi che stanno emergendo, considerando che la stagione estiva probabilmente non andrà a gonfie vele. Abbiamo bisogno di supporto tangibile, ma più da parte del governo che della Chiesa". Il parroco di Lampedusa ricorda che i lampedusani "si erano molto commossi quando il card. Bagnasco disse, durante un convegno: ‘L’Italia prenda esempio dai lampedusani riguardo ad umanità’". Don Nastasi informa, inoltre, che il 13 maggio alle 17 si svolgeranno, nel cimitero di Lampedusa, i funerali dei tre uomini, probabilmente nigeriani, annegati durante il naufragio di sabato scorso (8 maggio). Saranno sepolti a Lampedusa perché non sono stati identificati e nessuno ha reclamato i corpi. Alle diocesi che stanno accogliendo in questi giorni i profughi, don Nastasi consiglia "di dare la propria solidarietà fattiva, non solo verbale. Serve una vicinanza concreta che accompagni sia i popoli che arrivano, sia i popoli che accolgono. Questo non vale solo per Lampedusa, ma per qualsiasi luogo preposto all’accoglienza. La Chiesa non si deve sostituire a nessuno ma deve avere un ruolo di accompagnamento, dando il proprio contributo in umanità e carità cristiana".