LIBERTÀ DI STAMPA

Vite rubate

Il ricordo dei giornalisti uccisi da mafia e terrorismo

In Italia, dal dopoguerra ad oggi, sono stati uccisi undici giornalisti da terrorismo e mafia. Fra di loro, otto solo in Sicilia. Ossigeno per l’informazione, Associazione stampa romana, Libera e Biblioteca nazionale centrale di Roma hanno voluto ricordarli, il 2 maggio, con uno spettacolo teatrale, nella capitale, in cui sono state ripercorse e analizzate le vite e i profili professionali di questi "martiri dell’informazione". Nel corso dell’evento, Luciano Mirone, giornalista e scrittore siciliano, ha presentato il monologo "Uno scandalo italiano – Storia di Cosimo Cristina, giornalista ‘suicidato’ dalla mafia", mentre gli attori Vittorio Viviani e Fiorella Magrin hanno recitato alcune testimonianze e testi inediti dei familiari dei giornalisti uccisi. L’iniziativa è stata promossa nell’ambito della Giornata mondiale della libertà di stampa (3 maggio) e in previsione della Giornata in memoria dei giornalisti italiani uccisi dalla criminalità mafiosa, promossa a Genova il 28 maggio dall’Unione cronisti italiani. La serata è stata dedicata anche alla memoria di Vittorio Arrigoni, attivista italiano ucciso a Gaza il 15 aprile scorso.

Portatori di verità. "Abbiamo deciso di celebrare questa Giornata in Italia ricordando i giornalisti uccisi dalla guerra, dal terrorismo e dalla mafia, non con un convegno per soli addetti ai lavori, ma raccontando una storia per tutti. Raccontando una storia che appartiene ai cittadini. Quando viene ucciso un cronista, infatti, muore un uomo, muoiono delle notizie indispensabili per la società, muore un portatore di verità e, non ultima, muore la verità stessa". Lo ha detto al SIR Alberto Spampinato, fondatore e direttore di "Ossigeno per l’informazione" (www.ossigenoinformazione.it), l’Osservatorio permanente della Federazione nazionale della stampa italiana e dell’Ordine nazionale dei giornalisti per documentare la condizione dei giornalisti italiani minacciati e costretti a vivere sotto scorta. Alberto era il fratello di Giovanni Spampinato, corrispondente da Ragusa dei giornali "L’Ora di Palermo" e "L’Unità", assassinato il 27 ottobre 1972 dalla mafia. "Vogliamo che le storie di queste persone si conoscano e si comprendano completamente – ha rimarcato il direttore di ‘Ossigeno’ – perché aiutano a capire problemi che, ancora oggi, sono di grande attualità".

La libertà non riconosciuta. "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". "Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione". "Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione". Lo spettacolo di Luciano Mirone inizia con queste parole, con la recita dell’articolo 21 della Costituzione italiana, dell’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani e dell’articolo 11 della Carta europea dei diritti fondamentali che tutelano la libertà di stampa. Un passaggio obbligato per poter raccontare la storia di Cosimo Cristina, a cui quella libertà non fu riconosciuta. L’attore ripercorre la vicenda del giovane giornalista siciliano partendo dal ritrovamento del suo cadavere, evento tutt’oggi pieno di contraddizioni, a cui è seguito un lento processo di delegittimazione e umiliazione della sua attività di giornalista, fino alla totale dimenticanza. Accompagnato da musica e immagini descrittive Mirone, autore, regista e interprete del testo, racconta le morti subite da Cristina: "Quella fisica, un omicidio camuffato da suicidio, e quella morale, il mancato riconoscimento del suo lavoro".

"Vite rubate". È il titolo dei monologhi in ricordo di Peppino Impastato, Giovanni Spampinato, Beppe Alfano, Enzo Baldoni, Walter Tobagi e altri cronisti uccisi, interpretati da Vittorio Viviani e Fiorella Magrin. Si tratta di testimonianze, spesso inedite, di familiari e amici di alcuni dei cronisti uccisi in questi anni. Ricordi drammatici, ma che svelano la presenza viva degli uomini, dei volti, che si trovano dietro a quelle pagine stampate per le quali hanno perso la vita.

Scheda

La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993 e viene celebrata ogni anno il 3 maggio. L’azione del Consiglio d’Europa a favore della libertà della stampa e dell’informazione è basata sull’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che riconosce tale diritto fondamentale come "la pietra angolare della democrazia". La ricorrenza è stata stabilita sotto suggerimento dell’Unesco, organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Dichiarazione di Windhoek – 3 maggio 1991), che invitava gli Stati a impegnarsi nella difesa della libertà di espressione dei media e a rendere omaggio ai giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione.