TERRA SANTA

Segni di solidarietà

A Natale 90 mila pellegrini in arrivo

Sono stati 2.607.981 i turisti e pellegrini che, nel periodo compreso tra gennaio-ottobre 2011, sono entrati in Israele. Dati provvisori, forniti dal ministero del Turismo israeliano, ai quali vanno aggiunti quelli non ancora resi noti del novembre scorso e i circa 90 mila attesi per questo Natale. Un totale che dovrebbe avvicinarsi ai 3 milioni di ingressi e che pone il 2011 in linea con i numeri record degli ultimi anni. A fare la parte del leone, sono gli statunitensi con 497.752 ingressi, in flessione del 5% rispetto al 2010, seguiti dai russi con 410.440 (-9% rispetto al 2010), dai francesi con 244.589, numero invariato rispetto all’anno scorso, dai tedeschi con 152.217 (-1% rispetto al 2010), dagli inglesi con 150.647 (-1% rispetto al 2010), dagli ucraini 113.387 (+57% rispetto al 2010), dal Centro e Sud America 97.151 (numero invariato rispetto al 2010) e dagli italiani, 95.623, che segnano un -28% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando furono 133.351.

Un anno positivo. "Dai dati in nostro possesso – spiega al SIR padre Jerzy Kray, direttore del Christian Information Center (Cic), l’ufficio francescano per i pellegrini – anche il 2011 si appresta ad essere ricordato come un anno positivo per i pellegrinaggi anche se dobbiamo ricordare che le cifre del ministero israeliano non riguardano solo i pellegrini ma anche gli arrivi per turismo che rappresentano circa il 50% del movimento totale. Detto questo è importante sottolineare come l’arrivo di tanti pellegrini nei Luoghi Santi è un forte segno di solidarietà verso le nostre comunità locali che ne traggono beneficio sia spiritualmente sia materialmente dal momento che i nostri cristiani vivono di pellegrinaggi e di turismo religioso, impegnati come sono nel campo dell’artigianato, dell’accoglienza e della cultura. Rafforzando l’economia e la stabilità i cristiani di Terra Santa sono sempre meno tentati dall’emigrare all’estero".

Crisi e Primavera araba. Dai dati emerge una flessione media complessiva, rispetto al 2010, del 5%, giudicata in qualche modo "fisiologica" dal direttore del Cic anche alla luce della "crisi economica finanziaria che da tempo, ormai, affligge moltissimi Paesi e della Primavera araba, che ha suscitato qualche apprensione per la sicurezza con conseguenti ripensamenti sul viaggio da intraprendere". La sicurezza, secondo il religioso, "è un tema che interessa molto il pellegrino che, davanti agli eventi scoppiati in Egitto, Tunisia, Libia, Siria, vede possibili pericoli anche per i Luoghi Santi. Cosa che non è affatto vera. In Terra Santa – ribadisce padre Kraj – non esistono problemi di sicurezza. La situazione è tranquilla. L’atmosfera è serena e anche per il prossimo Natale si prevede un grande numero di arrivi, circa 90 mila".

Un calo giustificato. La crisi si è fatta sentire in modo particolare per spagnoli e portoghesi che hanno segnato un calo negli arrivi rispettivamente del 22% e del 39%, rispetto all’anno scorso. Consistente anche il calo degli italiani, 28%. "Non ci aspettavamo un calo simile negli arrivi dalla Penisola – ammette padre Kraj – conoscendo l’affetto che li lega alla Terra Santa. A parziale spiegazione va detto che sono molti gli italiani che sono venuti in Terra Santa più di una volta e che adesso, davanti alla crisi incombente, hanno pensato di rinunciare al pellegrinaggio in attesa di tempi migliori. Chi sembra essere meno attratto dalla Terra Santa sono i giovani: molte diocesi, parrocchie e movimenti organizzano pellegrinaggi ad hoc, ma forse anche in questo caso la crisi potrebbe avere avuto un ruolo di raffreddamento nell’entusiasmo". "Nel complesso – spiega il francescano – il numero di gruppi cristiani non ne ha risentito molto" come a dire che la diminuzione riguarda soprattutto i turisti e non tanto i pellegrini.

Natale alle porte. "Ormai mancano pochi giorni al Natale e aspettiamo molti gruppi. Le prospettive sono buone e nelle comunità cristiane ci si sta preparando ad accoglierli", dichiara il direttore del Cic. "Lo Stato israeliano, come ogni anno, credo che agevolerà i passaggi ai vari check point, che costellano i Territori, concedendo i permessi necessari alla popolazione palestinese, che vanno dalla celebrazione cattolica a quella armena del Natale, un mese circa. Cinquecento permessi – annuncia padre Kraj – verranno concessi anche ai cristiani di Gaza, purché abbiano superato i 46 anni di età. Un numero così alto di permessi è una novità e rappresenta un segno di buona volontà da parte israeliana da mostrare al mondo. Oggi (15 dicembre, ndr) a Betlemme verrà acceso l’albero natalizio che aprirà ufficialmente il periodo di festa che avrà uno dei suoi momenti topici nella messa di mezzanotte del 24 dicembre con il presidente Abu Mazen, la cui presenza va letta come una forma di rispetto verso i cristiani e i cattolici".