CATTOLICI E CRISI
Presentato oggi a Firenze un percorso che coinvolgerà le 18 diocesi
(Firenze) – "Cattolici protagonisti nella Toscana di oggi": con questo titolo la delegazione regionale per la pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale toscana (Cet) propone un percorso per affrontare la crisi e i mutamenti che coinvolgono l’economia, il lavoro, la politica, la cultura, le famiglie, il futuro dei giovani. Una prima tappa di questo cammino sarà l’incontro regionale previsto per il 17 marzo 2012, che prevede il coinvolgimento di tutti i vescovi toscani, del laicato cattolico, di associazioni e movimenti. Un grande evento che per la prima volta vedrà unite su questo tema tutte le diocesi della Regione.
Protagonisti nella situazione storica. Un percorso che aiuti i cattolici, anche in Toscana, "a non smarrirsi di fronte ai mutamenti che stanno segnando pesantemente la condizione delle famiglie, della politica, dell’economia, del lavoro, della cultura e soprattutto dei giovani e del futuro" e li stimoli "ad essere protagonisti come cattolici dentro questa situazione storica". Così il segretario della Cet, mons. Fausto Tardelli, ha presentato oggi a Firenze il cammino che le diocesi toscane hanno deciso d’intraprendere insieme. Alla conferenza stampa, nella sede di "Toscana Oggi", era presente anche il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, mons. Giovanni Santucci, che come delegato della Conferenza episcopale toscana per la pastorale sociale ha seguito da vicino questa iniziativa insieme all’incaricato regionale, padre Antonio Airò. "Bisogna ripensare ha affermato mons. Santucci il rapporto tra persona e lavoro, tra persona e economia. C’è un ‘umanesimo toscano’ che fa parte della nostra storia ed è una risorsa per tutti: mi piacerebbe vedere la Toscana protagonista nel definire, ad esempio, il lavoro come un valore". Mons. Santucci ha parlato anche della necessità d’impostare gli interventi sull’economia "non solo nei termini della giustizia distributiva, ma anche di una giustizia solidale, in cui ci si fa carico di rispondere alle situazioni di debolezza e fragilità".
Un cantiere aperto. A fare da sfondo a questo percorso, la situazione particolarmente delicata per l’Italia, ma anche i pronunciamenti di Benedetto XVI, a partire dall’Enciclica "Caritas in Veritate", e alcuni "punti fermi" del cammino recente della Chiesa italiana, dal Convegno di Verona agli Orientamenti pastorali "Educare alla vita buona del Vangelo". E soprattutto la straordinaria esperienza della Settimana Sociale di Reggio Calabria. Quell’incontro era il frutto di un "cantiere" d’incontri, dibattiti, riflessioni: un cantiere che non si è mai chiuso. E il cammino adesso continua anche a livello locale. "Proprio lungo questa traiettoria spiega padre Antonio Airò, incaricato regionale per la pastorale sociale si è mosso, su impulso dell’Ufficio regionale della pastorale sociale e del lavoro, un gruppo di sacerdoti, religiosi e laici, membri dei rispettivi Uffici diocesani e reduci dalla Settimana Sociale nazionale. Ne è scaturita la volontà, prontamente accolta dai vescovi della Regione, di contestualizzare in Toscana, portare vicino al territorio, nelle città, nelle associazioni e movimenti, nelle stesse parrocchie, i tanti spunti e i frutti della Settimana Sociale, per farli ancora maturare lì dove vivono le persone e le famiglie".
Un cammino in tre tappe. Il percorso prevede tre tappe. La prima sarà un momento regionale, il 17 marzo 2012. Un momento di comunione di tutte le Chiese toscane con i loro 19 vescovi, il clero, religiosi e religiose e il laicato cattolico, i consigli pastorali e coinvolgendo tutti i movimenti, le aggregazioni e le associazioni. La giornata prevede le relazioni di mons. Arrigo Miglio, presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, e Giuseppe Savagnone, direttore del Centro diocesano per la pastorale della cultura di Palermo, quindi una concelebrazione eucaristica con tutti i vescovi toscani. Da qui avrà inizio un lavoro capillare sui temi già individuati ed elaborati a Reggio Calabria: crisi economica e lavoro, educazione, l’inclusione sociale nei confronti degli immigrati, la mobilità sociale, la riforma delle istituzioni. "Già questi punti spiega padre Airò possono fornire la scaletta per ‘leggere’ la criticità e la potenzialità dei nostri territori. Tra gli argomenti richiamati, tutti decisivi perché l’Italia possa tornare a crescere e non solo economicamente, ci si potrà concentrare volta a volta sui singoli problemi a cominciare dai più sentiti a livello locale, ma certamente la Chiesa non perderà occasione per riporre al centro della riflessione la questione antropologica che, alla luce del Vangelo, precede e spiega tutte le altre". Al termine, nel maggio 2013, ci sarà un incontro di tre giorni, per una ricaduta locale dei temi della Settimana Sociale e la divulgazione di un’"Agenda di speranza per la Toscana". Tutto il percorso potrà essere seguito anche sul sito internet www.toscana.chiesacattolica.it che riporterà appuntamenti, documenti e materiale per il dibattito.