CRISI DEI MERCATI
Appello delle Chiese cristiane europee ai leader dell’Ue
La "Commissione Chiesa e Società" della Conferenza delle Chiese europee (Kek) chiede ai leader politici europei di adottare misure efficaci che siano all’altezza del problema della crisi dei mercati e mettano i bisogni della gente al centro della soluzione. Pubblichiamo il testo integrale del comunicato della Kek.
L’Unione europea si trova oggi ad affrontare la crisi più significativa ed esistenziale da quando è nata. Se la crisi finanziaria ed economica non può essere efficacemente risolta con un’azione concertata degli Stati membri dell’Unione europea, la stessa Unione è in gioco. Alla vigilia del Consiglio europeo, la Commissione Chiesa e Società della Conferenza delle Chiese europee esorta i leader politici europei ad adottare misure finalmente efficaci che siano all’altezza del problema e mettano i bisogni della gente al centro della soluzione.
La crisi attuale ha cause diverse. Può essere descritta come una crisi del debito alimentata dalle speculazioni sul mercato finanziario. È quanto mai chiaro che gli Stati non possono continuare a vivere a scapito degli altri e delle future generazioni producendo debito ed è altresì evidente che la riduzione del debito attuale non può essere raggiunta soltanto con misure di austerità che colpiscono le persone già vulnerabili nelle nostre società le comunità di migranti, i giovani e gli anziani, i sottostipendiati e i disoccupati. La voce del popolo che protesta per le strade in tanti Paesi europei ha bisogno di essere ascoltata. Il modello sociale europeo, apprezzato in molte occasioni prima, deve dimostrare la sua vitalità soprattutto in momenti di crisi.
Nella ricerca di soluzioni alla crisi attuale, i leader politici europei dovranno tenere in equilibrio valori come responsabilità e solidarietà, su cui è fondata l’integrazione europea. E se i Paesi indebitati dovranno essere responsabili, in una situazione di crisi la solidarietà deve prevalere. Nel medio termine, nessuna soluzione sostenibile può essere trovata senza una governance economica più coerente, una più stretta vigilanza politica sui mercati finanziari e senza andare verso una vera e propria Unione fiscale. La Commissione Chiesa e Società e molte Chiese della Cec hanno spesso chiesto il ripristino del controllo politico rispetto alle relazioni economiche e alle transazioni finanziarie. La proposta della Financial Transaction Tax (La tassa sulle transazioni finanziarie) sembra essere solo un passo nella giusta direzione, in quanto mira a limitare la speculazione finanziaria e a re-indirizzare una piccola parte dei guadagni ottenuti dalle transazioni finanziarie verso i bisogni della gente, soprattutto nel Sud del mondo.
La crisi attuale, tuttavia, non è solo una crisi finanziaria ed economica, ma è anche una crisi politica ed etica, in cui l’Unione europea deve mostrare la sua capacità di agire sulla base dei propri valori e dei principi etici. Per due anni, la gente è stata testimone dei numerosi tentativi fatti dai leader politici europei per affrontare la crisi con efficacia. Nessuno di questi tentativi si sono rivelati sufficienti e sostenibili. Nessuno di loro è stato in grado di riguadagnare la fiducia dei cittadini dell’Unione europea e di affrontare la gestione della crisi e la governance economica. Al contrario, ogni ritardo rischia di alimentare la crisi ed è costoso. Pertanto, è giunto il momento di compiere passi decisivi ora. La Commissione Chiesa e Società della Conferenza delle Chiese d’Europa esorta i leader politici dell’Unione europea di prendere finalmente misure efficaci e di agire insieme in solidarietà e in considerazione dei bisogni della gente.