GENITORI E FIGLI

Un filo da riannodare

Indagine Telefono Azzurro-Eurispes su infanzia e adolescenza

Genitori e figli sempre più lontani, soprattutto sui temi della sessualità, droga e uso di Internet. Si registra, cioè, "un visibile e progressivo distanziamento tra il mondo dei genitori e quello dei ragazzi che in alcuni casi sembra spingersi ben al di là del fisiologico distacco tipico dell’adolescenza". Così Ernesto Caffo, presidente di SoS Il Telefono Azzurro Onlus, ha presentato oggi a Roma i dati dell’indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza 2011, realizzata da Telefono Azzurro ed Eurispes. L’indagine di quest’anno, per la prima volta, ha posto a confronto, in modo parallelo, gli adolescenti e i loro genitori. Ed è emerso che "i temi più problematici e delicati, come la sessualità, la droga e Internet – spiega Caffo – sembrano essere ai margini del dialogo genitori-figli. A fronte di nativi digitali che trascorrono su Internet gran parte della loro giornata, abbiamo un 35% di genitori che ammette di saper utilizzare Internet "poco" o "per niente": come possiamo allora chiedere alle famiglie di capire cosa sia, ad esempio, il fenomeno del sexting, che si sta rapidamente diffondendo tra i nostri adolescenti?". Da qui l’invito di Telefono Azzurro ad "aiutare la famiglia e la scuola a riconquistare la propria funzione educativa".

Tra stereotipi e mode passeggere. Anche secondo Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, "agli adolescenti viene destinata un’attenzione discontinua e irregolare, che sembra concentrarsi sempre su un numero limitato di aspetti e alternare picchi di interesse, sulla scia di casi di cronaca o di mode passeggere, a lunghi intervalli di trascuratezza". Ciò comporta che gli adolescenti sono "sempre più intrappolati nei luoghi comuni", e dall’altra i genitori faticano a capire i loro figli e ad entrare in dialogo con loro per paura di cambiamenti che non afferrano. Da qui lo sforzo dell’indagine di delineare un quadro articolato della realtà dei bambini e degli adolescenti, "per riflettere sull’adolescenza, sul senso educativo della scuola, sul ruolo, le competenze e le attuali difficoltà vissute dai genitori".

"Le cose che non si sanno". Ecco in estrema sintesi qualche dato dell’indagine. Sei ragazzi su dieci (60,4%), preferiscono non affrontare argomenti che appartengono alla propria sfera privata, il 20,6% non parla di quegli aspetti che sa essere disapprovati dalla famiglia, il 3,3% lamenta un certo disinteresse da parte dei genitori, mentre l’1,2% sostiene che i genitori non hanno tempo a sufficienza da dedicare al dialogo. E se l’argomento principale del dialogo tra le generazioni è la scuola (77,9%), pochissimi ragazzi affrontano "spesso" con i genitori argomenti come l’amore e le relazioni sentimentali (17,5%). E nonostante questi temi abbiano importanti implicazioni per l’età adolescenziale, la maggior parte degli adolescenti non parla mai con i genitori di sessualità (61,6%) e di droghe (52,7%). Sono proprio la droga e le sessualità gli ambiti in cui le testimonianze di genitori e figli divergono maggiormente. Oltre la metà dei ragazzi (53,6%) dichiara di non parlare mai del consumo di stupefacenti, mentre solo il 15,6% dei padri e delle madri afferma lo stesso. Per quanto concerne invece la sessualità, arrivano al 63% i ragazzi che dicono di non parlarne mai con i genitori.

Rischio della cyber-dipedenza. Dati allarmanti sul rischio cyber-dipendenza tra i giovani italiani, soprattutto nella fascia 12-15 anni. Il 42,5% controlla continuamente la posta elettronica o Facebook sperando che qualcuno gli abbia inviato un messaggio. Altre tendenze che stanno prendendo piede tra gli adolescenti sono l’uso del cellulare per connettersi a Internet e il fenomeno del "sexting". Dalla ricerca risulta che Il 59,2% dei giovani utilizza il cellulare per connettersi ad Internet e fruire dei contenuti presenti on line, con una crescita esponenziale di questo trend rispetto ai dati rilevati lo scorso anno. Un dato preoccupante riguarda la nuova pratica del sexting, ovvero l’invio di immagini e video a sfondo sessuale ad amici, fidanzati, adulti, persone conosciute e non. Ben il 6,7% degli adolescenti ha inviato foto o video a sfondo sessuale e il 10,2% li ha ricevuti. Anche in questo ambito, si registra una totale assenza dei genitori. Un genitore su cinque conosce poco o niente delle attività dei figli nel mondo virtuale (il 16,6% dei genitori è convinto di saperne poco e il 5,4% ritiene di non saperne nulla).

Genitori, un porto sicuro per i figli. Malgrado questa distanza, quasi la totalità dei ragazzi confida innanzitutto nei genitori se ha bisogno di aiuto, quando emerge un bisogno o occorre affrontare un problema. I genitori regalano ai figli la sensazione di sicurezza e per più della metà dei ragazzi mamma e papà potrebbero essere eletti a modello. Secondo 8 ragazzi su 10 dovrebbero saper sempre cosa fare, poi essere “amici” e ricorrere a punizioni quando si comportano male. Deluderli, restar soli, essere molestati o aggrediti sono le paure più grandi dei figli. In ansia, invece, il 53,8% dei genitori che teme per i figli aggressioni e molestie, infelicità e malattie. Un quarto teme di non riuscire a comprendere le esigenze e i problemi del figlio. Nel compito educativo e nel supporto materiale alle famiglie, risulta fondamentale il supporto che i genitori sentono di ricevere dai nonni.