PACE
Il card. Tarcisio ha ricordato in Calabria la testimonianza di Giovanni Paolo II
"Gesù rinnova il cuore dell’uomo, il centro della sua persona, con la forza rigeneratrice del suo stesso spirito". Il Vangelo costituisce "il vero e proprio inizio", perché in Gesù "è l’uomo che è veramente rinnovato". È quanto ha detto oggi nella cattedrale di Reggio Calabria il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, presiedendo una solenne liturgia durante la quale sono stati conferiti il lettorato e l’accolitato ad alcuni seminaristi del seminario diocesano. Sabato il cardinale aveva ricevuto, sempre nella città calabrese, un premio per la pace dedicato a Giovanni Paolo II.
Ispirarsi a figure esemplari. Durante l’omelia di questa mattina il porporato ha voluto ricordare due "esemplari figure di fedeli e discepoli di Cristo": san Gaetano Catanoso e il Servo di Dio mons. Giovanni Ferro, arcivescovo di Reggio Calabria. Il card. Bertone ha invitato i seminaristi a "ispirarsi" a queste figure.
Il perdono "politico". Sabato sera, ricevendo il premio per la pace conferitogli dall’associazione culturale Anassilaos, il cardinale ha sottolineato un elemento significativo del pontificato del Papa polacco: quello del perdono. "Non viene proposto ha detto solo il consueto invito all’esercizio della virtù personale del perdono. Qui si tratta di proporre il perdono considerandolo nel livello politico, cui l’atteggiamento della riconciliazione può giungere". Il card. Bertone ha quindi invitato tutti ad essere "costruttori della pace vera" dappertutto. "Può essere portatore di pace – ha aggiunto nella sua Lectio magistralis chi la possiede in se stesso, così da testimoniarla anzitutto nel proprio comportamento di ogni giorno, vivendo in accordo con Dio e facendo la sua volontà, espressa sinteticamente nei dieci comandamenti".
Autentici pacificatori. Nel suo intervento il segretario di Stato vaticano ha sottolineato che "i portatori di pace saranno autentici pacificatori, in quanto si sforzeranno di creare legami, di stabilire rapporti fra le persone, appianando tensioni che incontrano in tanti ambienti di famiglia, di lavoro, di scuola, di ritrovo". Il cardinale ha ricordato che, nell’enciclica "Redemptor hominis", Giovanni Paolo II individuò "nel rispetto dei diritti umani la via maestra per assicurare la pace tra i popoli". Seguendo il suo insegnamento anche papa Benedetto XVI, ponendo "attenzione ai valori universali che accomunano le religioni, le culture e i diversi sistemi di pensiero", ha "individuato in un valore assoluto, la verità, il fondamento della pace". Papa Ratzinger, ha detto il card. Bertone, "non si stanca di richiamare i cristiani alla centralità di Gesù che, abbattendo ogni muro di separazione, mostra la possibilità reale, concreta e non generica di un impegno per la pace universale, senza la quale è a rischio il futuro del pianeta".
La pace nel magistero. Concentrando la sua lezione sul magistero di papa Wojtyla il card. Bertone ha notato che "negli ultimi scampoli del tormentato secolo ventesimo e agli albori del terzo millennio cristiano, il suo magistero riprende e aggiorna, con accenti inediti, alla luce del nuovo scenario internazionale, l’eredità dei Papi che l’hanno preceduto" come Paolo VI ("Mai più la guerra!"), Giovanni XXIII con l’enciclica "Pacem in terris", Pio XII con la sua affermazione "nulla è perduto con la pace, tutto può essere perduto con la guerra". "Giovanni Paolo II si è speso senza risparmio ha detto ancora il card. Bertone compiendo viaggi internazionali, incontrando capi di Stato e di Governo, uomini di cultura ed esponenti di spicco della società civile, non lesinando messaggi ai Parlamenti nazionali. Dalla guerra delle Falkland al conflitto in Bosnia, dalla guerra del Golfo alla crisi Usa-Iraq, dall’area mediorientale a quella dei Grandi Laghi in Africa: non c’è zona infuocata del pianeta che non abbia ricevuto attenzione dal Papa". Egli ha anche convocato ad Assisi gli incontri mondiali per la pace, a partire da quello di venticinque anni fa, nel 1986, momenti in cui "per la prima volta le parole e i gesti di tutte le tradizioni religiose si associarono in un’unica invocazione di pace".
Al cuore dei problemi. Per l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova e presidente della Conferenza episcopale calabra, mons. Vittorio Mondello, con il premio al card. Bertone si premia "una personalità capace di andare sempre dritta al cuore dei problemi". In una lettera al porporato l’associazione Anasillaos sottolinea il ruolo di "alta responsabilità e vicinanza al Sommo Pontefice nel governo della Chiesa" e il "suo costante impegno ecclesiale, accademico e sociale nell’esercizio del ministero pastorale", che ha contribuito a "rafforzare la diplomazia internazionale, la pace e la fratellanza tra i popoli. A questo eccezionale operare noi tutti guardiamo si legge – con riconoscente affetto, certi che esso possa rappresentare motivo di speranza e di crescita nel nostro vivere quotidiano".