EUROPA
Il ministro Ornaghi e la scrittrice Kristeva
Quale religiosità e laicità per il domani del Vecchio Continente? È la domanda cui hanno risposto in un confronto due rappresentanti della cultura italiana e francese, il neo ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi e la scrittrice Julia Kristeva, nell’incontro "Sulla religiosità e la laicità in Europa", promosso dal Festival Biblico di Vicenza, all’interno del Salone della cultura europea, tenutosi questa mattina a Venezia su iniziativa del Corriere della Sera e di Nordesteuropa.it.
Una presenza essenziale. "Senza umanesimo non possiamo affrontare le sfide che abbiamo davanti", ha affermato Lorenzo Ornaghi, alla sua prima uscita "pubblica" da ministro per i Beni culturali. Ornaghi ha condotto una riflessione sul rapporto tra religione e laicità: "La presenza della religione nell’ambito pubblico mi sembra oggi essenziale per rafforzare i caratteri costitutivi della convivenza sociale, la qualità del sistema democratico, il suo normale funzionamento. Più che intendere il ruolo pubblico della religione nei termini di una minaccia nei confronti dello spazio ‘laico’ della res publica, è infatti possibile concepire la partecipazione dei credenti al dibattito pubblico e la pubblica manifestazione della loro fede come articolazioni differenti della razionalità, come espressioni, di un ‘disaccordo ragionevolmente prevedibile’, per usare la formula di Habermas". Secondo Ornaghi, "il ruolo pubblico della religione in una società ‘post-secolare’ non consiste nella supplenza nei confronti di una sempre meno efficace trascendenza politica. Piuttosto, si tratta di un ruolo ‘correttivo’: un ruolo che si mostra tanto più proficuo, quanto più fede e ragione si trovino fra loro in costante dialogo".
L’umanesimo oggi. Julia Kristeva ha evidenziato la valenza significativa di "osare l’umanesimo" in un nuovo dialogo tra tradizione laica e religiosa: "Il nostro incontro oggi si situa dopo un avvenimento di una portata storica considerevole: l’invito del Papa Benedetto XVI ad una delegazione di non credenti, di cui facevo parte, all’incontro ecumenico di Assisi. Ben più della nostra presenza, il discorso di Benedetto XVI a conclusione dell’incontro mi pare sia stato un avvenimento importante". Kristeva ha sottolineato l’inedita consonanza tra credenti e non credenti che può caratterizzare l’epoca attuale: "Senza stigmatizzare nell’umanesimo secolarizzato un motivo di nichilismo, ovvero una minaccia per la civiltà come fanno facilmente alcune correnti religiose, e incitando a scoprire quello che per lui è la ‘vera religione’, Benedetto XVI, questo Papa filosofo, chiama i credenti stessi ad apprezzare ‘il cammino verso la verità’ di queste ‘persone in ricerca’ che sono gli umanisti, piuttosto che considerare la verità come una ‘proprietà che appartiene a loro’". La scrittrice ha, quindi, chiarito: "Questa verità come ‘lotta interiore’ e come ‘interrogazione’, evocata da Benedetto XVI, è precisamente ciò che ci trasmette, dopo l’umanesimo cristiano, questo umanesimo del Rinascimento e dei Lumi. Questo umanesimo che si è prodotto in Europa e da nessun altra parte del mondo, ‘interrompendo il filo della tradizione religiosa’, secondo le parole di Tocqueville e Arendt. Questo umanismo di cui dobbiamo riprendere continuamente la rifondazione: prendendo di mira gli abusi dell’oscurantismo, ma anche chiarendo e rivalutando la complessità e la profondità dell’eredità che ci precede".
Inventiva culturale e morale. "Siamo ormai coscienti che non è più possibile un’economia priva di una robusta inventiva culturale e morale ha dichiarato nel suo saluto mons. Roberto Tommasi, presidente del Festival Biblico -. L’esperienza del nostro Festival, nella sua riscoperta del messaggio della Scrittura ebraico-cristiana per il cammino dell’umanità, trova una felice declinazione nel dialogo tra umanesimo laico e cristiano". Un incontro, quello tra il neo ministro e la pensatrice francese, fecondo e utile nella strategia di "una rifondazione dello spirito europeo messo a dura prova da questi tempi difficili in cui ci troviamo", come rilevato da Filiberto Zovico, editore di Nordesteuropa.it, promotore del Salone della cultura e