CRISI E POLITICA

Navigazione a vista

Il tempo dell’incertezza è anche il tempo della responsabilità

L’impressione è che nessuno abbia le idee chiare, cioè abbia soluzioni: si naviga a vista con grande incertezza. Pertanto assistiamo a un duplice movimento. Da un lato, c’è un gioco – che dura dal 2008 nella sua forma più evidente – di scaricabarile, tra le grandi aree economico-finanziarie del pianeta e tra le potenze, grandi, medie e piccole. Dall’altro, quando la situazione è più grave e rischia di creare sfracelli non rimediabili, ecco i riflessi di solidarietà.
L’appuntamento a Cannes del G20 – forse la più credibile istanza di governance mondiale, in questo momento storico – è tirato tra questi due movimenti, a tratti convergenti, a tratti contradditori. "Auspico che l’incontro aiuti a superare le difficoltà che, a livello mondiale, ostacolano la promozione di uno sviluppo autenticamente umano e integrale", ha detto il Papa. Dal canto suo il Pontificio Consiglio della giustizia e della pace aveva pubblicato, proprio in vista del G20 un impegnativo documento intitolato "Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale".
L’impressione, infatti, è che, al di là delle micro-decisioni che potranno venire da questo come dagli infiniti vertici internazionali che segnano in particolare l’area euro, oggi la più esposta, dalla crisi non si esce se non con idee nuove e forti di politica globale. E di conseguenza con comportamenti coerenti. D’altra parte, le difficoltà economico-finanziarie della leadership americana, il difficile sviluppo politico dell’area euro e le grandi contraddizioni sociali delle economie emergenti disegnano una fase, non si sa quanto lunga, di riassetto globale. Veramente siamo in un nuovo secolo, di cui non si intravvedono ancora gli equilibri. Del resto proprio a Cannes, nel 1922, si tentò, senza successo, di stabilizzare il quadro europeo e mondiale, dopo la prima guerra mondiale e prima della grande crisi.
Quel che vale per lo scenario macro vale, a più forte ragione, per il quadro nazionale. Anche qui l’incertezza regna dominante. Se infatti i maggiori leader dell’area euro, Merkel e Sarkozy, sono in attesa di elezioni cui si presentano con sondaggi non favorevoli, in Italia la navigazione politica è sempre più a vista. D’altra parte dalla politica in senso stretto gli italiani si aspettano sempre di meno, salvo alcuni buoni esempi e alcune buone pratiche, sempre annunciate, ma ancora non attuate.
Proprio per questo è ancor più necessario concentrarsi sui punti strutturali dell’agenda. È vero, come è stato ripetuto alla presentazione del documento del Pontificio Consiglio, che "l’aspetto positivo delle crisi è che esse sono allo stesso tempo momenti di grandi opportunità". Ma questo è possibile solo a patto che tutti siano consapevoli di un vincolo comune.
La sola cosa certa è che le uniche politiche che potranno avere successo saranno quelle che aumenteranno la coesione attraverso la responsabilità. Questo vale in tutti i sensi e in tutte le prospettive. Nessuna categoria o nessun gruppo può farla franca, da solo.