CATTOLICI E SOCIETÀ

Né nostalgici né utopici

La conferenza nazionale di Rns a Rimini

Dal 29 ottobre al 1° novembre si è tenuta, a Rimini, la 35ª Conferenza nazionale animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) sul tema "Pregate perché la Parola del Signore corra". A ritrovarsi a Rimini sono stati oltre quattromila tra responsabili e animatori. "Sempre e dovunque abbiamo il dovere di annunciare il Vangelo di Gesù come risposta alla nuova crisi spirituale", ha sottolineato Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento, all’apertura dei lavori. Tra gli ospiti, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione; mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino; mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste; mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini.

Segni dei tempi. "Senza Spirito – ha detto mons. Ambrogio Spreafico – non c’è vita… e la forza spirituale si riceve e si rafforza solo nella preghiera. Ogni cristiano che prega è per sua natura un missionario perché la forza spirituale che ha dentro di sé diventa comunicativa". Per mons. Rino Fisichella, "dobbiamo essere capaci di guardare i segni dei tempi nuovi che vengono messi dinanzi a noi per leggere la presenza sempre nuova dello Spirito che rinnova e che provoca a una sempre più ampia Pentecoste perché la bella notizia del Vangelo di Cristo raggiunga ogni persona fino agli estremi confini della terra. Uno dei segni dei tempi è proprio la nuova evangelizzazione, frutto più maturo del Concilio Vaticano II". "Se noi credenti per primi non comprendessimo che l’azione dello Spirito ci invia di nuovo nel mondo, in primo luogo verso i fratelli e le sorelle che condividono lo stesso battesimo, per scuotere l’ovvietà che li avvolge in modo mortifero, allora – ha aggiunto – dovremmo dedurre che siamo dinanzi a una fede debole. Noi non siamo dei nostalgici né degli utopici, ma cristiani che vivono l’oggi della fede, certi che oggi la salvezza si attua".

Cultura di Pentecoste. Non è mancato durante la Conferenza l’incontro di cultura di Pentecoste. Alla tavola rotonda hanno partecipato Maria Voce, presidente dei Focolari, Andrea Olivero, presidente delle Acli, e Salvatore Martinez, presidente del RnS, che sono stati interpellati sul tema della partecipazione dei cattolici alla vita sociale e politica del nostro Paese, in un tempo di profonda crisi, non solo economica, ma anche etica e sociale. I relatori – entrambi intervennero al seminario di Todi – hanno rimarcato la novità: associazioni, nate con specificità e storie diverse, ritrovano oggi motivazioni per stare insieme e il linguaggio diventa elemento comune di comunicazione, sia all’interno del mondo ecclesiale, sia nella società civile. "È il miracolo della Pentecoste, che riunisce i cuori e il linguaggio diventa comprensibile a tutti", ha sostenuto Martinez. Nel passato i Movimenti sono stati attivi, "ma abbiamo puntato sulle nostre forze e non sono mancati i fallimenti – ha ammesso Olivero -. Noi dobbiamo credere nella potenza di Dio e dire sempre che siamo solo servi". "La profezia non è un sogno, ma una visione – ha rimarcato Voce – e come credenti siamo invitati a testimoniare questa visione di un mondo nuovo e di una generazione nuova".

Allargare il cuore. Secondo mons. Giampaolo Crepaldi, "la principale ideologia del mondo odierno è il riduzionismo: essa spezzetta la realtà in ambiti. La persona è ridotta ai suoi soli geni e neuroni, l’amore a chimica, la famiglia a un accordo, i diritti a desideri, la democrazia a una procedura, la procreazione a riproduzione in laboratorio, la scienza a esperimento, la cultura a opinioni, la verità a sensazioni, l’autenticità a coerenza con la propria auto-affermazione. Tutti questi riduzionismi costituiscono le bestemmie moderne contro lo Spirito Santo". Perciò, "è necessario far tornare a dialogare la ragione con la fede. Occorre un allargamento della ragione, che essa non può darsi da sola. Occorre l’allargamento del cuore". Il presidente di RnS Martinez, nella relazione finale, ha esortato: "Aprite il cuore per ascoltare, per aderire, con un’adesione che viene da Dio per la potenza dello Spirito Santo. E se anche come l’apostolo Paolo ci sentiamo in catene, facciamo sì che questa sofferenza per il Vangelo non incateni la nostra libertà. La porta della Parola è come una ‘serratura a tre mandate’: c’è quella del cuore di Dio, quella dell’uomo e quella della storia. Attraverso questi tre giri di chiave ecco che Chiesa che si rinnova. Ecco il Rinnovamento nello Spirito Santo!". A concludere la Conferenza è stata la messa celebrata da mons. Francesco Lambiasi, che ha ricordato: "La santità è ciò di cui il mondo ha bisogno, eppure non siamo fedeli alla chiamata del Signore: dobbiamo accogliere il suo messaggio con umiltà e semplicità di cuore". Il messaggio delle beatitudini è sempre attuale ma complesso, perché "è il messaggio della santità declinato sul versante della felicità: dinanzi a questa ovvietà non rischiamo il rigetto, piuttosto l’assuefazione che altro non è se non l’anticamera del rigetto stesso". Perciò, "per veicolare il messaggio che lega santità e felicità, l’unico canale possibile è quello della testimonianza, di cui anche oggi si registrano esempi di straordinaria bellezza".