IL VITTORIOSO

Qualcosa di più

Un giornale che trovò "parole giuste" per parlare ai giovani

"Una rivista a cui ha lavorato una grande squadra di autori e dietro alla quale c’era il mondo associativo dell’Azione cattolica. Un’associazione il cui impegno primario era ed è l’educazione. Impegno che è stato tradotto nelle pagine del Vittorioso. In questo volume c’è una lettura di trent’anni di storia del nostro Paese. Anni intensi che ci fanno capire che questo giornale era qualcosa di più di un semplice settimanale". Lo ha detto ieri sera a Roma Gianni Borsa, direttore della casa editrice Ave, intervenendo alla presentazione del volume "L’italia del Vittorioso", scritto da Giorgio Vecchio. Il libro ripercorre la storia della rivista il Vittorioso, settimanale per ragazzi promosso dai giovani dell’Azione cattolica e pubblicato da Editrice Ave fra il 1937 e il 1966. "Una testata – si legge nella nota di presentazione – rimasta nel cuore e nella memoria di centinaia e centinaia di migliaia di italiani: le sue pagine hanno contribuito a divertire, informare e formare intere generazioni di ragazzi cresciuti nel nostro Paese tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta. Un successo enorme, un vero e proprio fenomeno editoriale legato ai nomi dei migliori disegnatori dell’epoca: tra tutti, Benito Jacovitti, matita storica per eccellenza del ‘Vitt’, come il giornale veniva chiamato affettuosamente dai suoi giovani lettori". Info: www.editriceave.it

Far memoria e far ridere. Un’avventura, secondo Domenico Volpi, direttore del settimanale dal 1948 a 1966, nata dalla "convinzione che i ragazzi avessero diritto a un giornale vero e proprio, fatto non solo di fumetti, ma con una serie di rubriche. Con questo lavoro abbiamo sdoganato il fumetto americano, perché offrivamo una pubblicazione che proveniva dall’Ac, un ente educativo indiscutibile che aveva a cuore le giovani generazioni". "Un giornale – ha sottolineato Giorgio Vecchio, autore del volume e docente all’Università di Parma – che veniva aspettato dai ragazzi perché sapeva far memoria di un tempo e sapeva far ridere. È stata una grande sfida editoriale fatta da giovanissimi che ha trovato un grande successo. Successo dovuto alla capacità di realizzare dei fumetti artisticamente validi, ma coerenti con il contesto educativo.

L’entusiasmo e la passione educativa. "Un libro che richiama una memoria viva e che rappresenta un impegno educativo che vede l’Azione cattolica in prima linea – ha spiegato Franco Miano, presidente dell’Azione cattolica – . È importante non dimenticarci di questa grande esperienza. Una grande esperienza di dialogo tra generazioni. Tutte le persone che hanno lavorato al Vittorioso hanno saputo trovare le parole giuste per raccontare la storia ai giovani". Per il presidente dell’Azione cattolica, un insegnamento che possiamo trarre da questa rivista è "l’entusiasmo e la passione educativa. Passione educativa che deve essere riscoperta e adattata ai tempi d’oggi". Questa, è una "condizione necessaria per accompagnare le nuove generazioni in direzione del bene comune".

Per crescere e per capire. "Questo volume riporta delle pagine che hanno accompagnato la crescita di tanti giovani". Ad affermarlo è Fabio Zavattaro, giornalista del Tg1 Rai. "Quelle del Vittorioso – ha proseguito – non erano solo storie, erano racconti che aiutavano a crescere e a capire cosa stava succedendo nel mondo. È stato un giornale che ha formato le nuove generazioni. Un giornale legato al contenuto, che faceva comunicazione". In questo senso, ha concluso Zavattaro, questo volume può dare uno stimolo a lavorare nella comunicazione come si faceva allora, adattandoci alle sfide del nostro tempo". Per Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, 29 anni di attività "possono essere tanti ma anche pochi. Il Vittorioso, però, ha vissuto in un periodo intenso per la storia d’Italia, dall’uscita della dittatura fino alla ricostruzione, e in questo periodo ha saputo fare cronaca e intrattenimento in maniera alta".