UNIONE EUROPEA
Alla vigilia del Consiglio europeo del 23 ottobre
"Il fattore più importante che deve prevalere sugli altri è la volontà politica di costruire l’Unione". Ha citato una frase di Alcide De Gasperi per salutare l’Eurotower, lanciando al contempo un messaggio prezioso per l’oggi. Jean-Claude Trichet, presidente uscente della Banca centrale europea, passa il testimone in un momento delicatissimo all’italiano Mario Draghi, il quale raccoglie l’eredità del predecessore insistendo sulla necessità di serrare i ranghi contro la crisi, difendendo la stabilità della moneta unica e dell’Eurozona nel suo complesso.
Alla vigilia dell’importante Consiglio europeo del 23 ottobre, i giochi sono aperti e i negoziati, palesi o dietro le quinte, proseguono. La recessione non arretra (lo conferma anche il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy), i titoli e conti pubblici dei paesi Ue sono sotto la minaccia delle speculazioni e degli incombenti giudizi delle agenzie di rating, gli scontri di piazza ad Atene proseguono. Occorrono quindi decisioni operative rapide, condivise, efficaci.
Finora la politica è stata debole: i governi dei 27 hanno immaginato di poter fare da sé, ma nemmeno Germania e Francia hanno la necessaria "potenza di fuoco" per muoversi in autonomia sui mercati globali. È tempo scaduto per i tentennamenti sulla governance, sul fondo salva-Stati, sul mercato unico. Nel frattempo, e grazie soprattutto alle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, qualche passo è stato compiuto: il Patto di stabilità e crescita, il "semestre europeo", il "six-pack", per fare qualche nome, sono strumenti necessari ancorché non sufficienti per fronteggiare le emergenze finanziarie. La road map tracciata dalla Commissione, e presentata nei giorni scorsi da José Manuel Barroso, va in quella direzione e si spinge oltre, individuando forme stabili di cooperazione forte sul piano dell’economia reale, dello sviluppo, dell’adeguamento dei servizi finanziari e bancari a livello continentale.
L’Europa, quando vuole, sa esserci (come dimenticare, in altri ma fondamentali campi, le ultime decisioni della Corte dei diritti sul crocifisso e della Corte di giustizia sugli embrioni e le cellule staminali?). Di Europa, di Unione europea, c’è bisogno adesso. Dal vertice del 23 ottobre dovranno emergere risposte credibili in materia di governance interna e posizioni unitarie in vista del G20 di Cannes e della Conferenza di Durban sul cambiamento climatico. Di una Ue così, concreta, unita, vicina agli interessi dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, dei popoli nel loro insieme, c’è bisogno. Attendiamo conferme e segnali incoraggianti.