FAMIGLIA E IMPRESA
La dottrina sociale non è un insegnamento astratto
Circa 300 persone, provenienti da Germania, Spagna, Francia, Svizzera, Slovacchia, Malta, Inghilterra e Stati Uniti, oltre che dall’Italia, sono i numeri del convegno della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice che si è svolto giovedì 13 e venerdì 14 ottobre a Roma, presso la Pontificia università gregoriana, sul tema "Famiglia, Impresa: superare la crisi con nuove forme di solidarietà. A venti anni dalla Centesimus Annus". Oggi, sabato 15 ottobre, i membri della Fondazione, sono stati ricevuti in udienza privata dal Santo Padre.
Senza barriere. "Questo convegno ha messo in evidenza come l’impresa e la famiglia possono essere dei luoghi dove si realizza una positiva collaborazione, dove si possono mettere in atto dei comportamenti generosi, dove c’è una comunicazione diretta e dove senza demagogia e senza abuso delle parole o delle persone si può costruire vera solidarietà" ha detto Domingo Sugranyes Bickel, presidente della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice a conclusione dell’udienza privata che Bendetto XVI ha concesso ai membri della Fondazione. Il Presidente ha aggiunto che "il Santo Padre ci ha invitato ed incoraggiato a portare avanti questo impegno al fine di costruire luoghi di solidarietà tra famiglia e impresa. Ora si tratta, per ciascuno di noi, di portare questo messaggio nei propri ambienti e territori".
Dalle parole ai fatti. "La dottrina sociale da dei principi a cui riferirsi per lo sviluppo umano e la promozione della dignità della persona, ma poi la traduzione di questi principi deve essere compito di chi opera nelle istituzioni, nella società e nell’economia". Ha detto il prof. Alberto Quadrio Curzio, economista, vice presidente dell’Accademia dei Lincei e presidente del comitato scientifico della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice, facendo il bilancio della due giorni di convegno. Per il prof. Quadrio Curzio "il problema che abbiamo di fronte oggi è quello di come proporre delle soluzioni per aumentare i livelli occupazionali dei giovani, facendolo capire a tutta una popolazione e in particolare non solo ai ceti più abbienti, ma anche a quello politico che è certamente tra i più privilegiati nel contesto italiano. Basti dire che da una recente ricerca ha stimato intorno ai 24 miliardi di euro l’anno il costo della politica e ha stimato altresì che il costo per il buon funzionamento della democrazia si aggirerebbe intorno ai 6,5 miliardi". Quindi, secondo il professore "quando si parla della necessità di sobrietà e di fare sacrifici si richiama a un principio giusto, ma bisogna anche ricordarsi che la parte primaria di questa sobrietà, almeno come esempio, va chiesta a tutti coloro che ruotano intorno alla politica. La mia impressione ha concluso – è che nella triade politica, società ed economia, la parte che deve essere maggiormente riformata è proprio quella politica".
Investire sulle donne. "Oggi si pensa di prendere tutto e subito, ma questo atteggiamento si ripercuote sulle persone e sulle nuove generazioni" ha detto Grazia Bottiglieri Rizzo, imprenditrice e vice presidente della Fondazione Centesimus Annus. "I giovani sono in crisi ha proseguito l’imprenditrice – perché la parte matura della società non investe su di loro, credo invece, che la parte femminile possa dare una mano ad invertire questa tendenza, se però in essa c’è il desiderio di generatività". Secondo la Bottiglieri Rizzo "la generatività si può manifestare, non solo nella famiglia, ma anche in tutte quelle attività produttive e creative che sono mosse dalle tensioni di accrescere il potenziale delle generazioni successive alla propria ritengo che questa sia la missione principale da compiere per aiutare le nuove generazioni, ma anche la stessa impresa. A mio parare questo compito è in linea con la Centesimus Annus, che ha uno sguardo lungo sul futuro e rappresenta un atto di speranza concreta".
Non dimenticare la famiglia. "Prima di tutto viene la famiglia". Lo ha affermato Maria Teresa Lopez Lopez, docente di política de familia ed economía de la seguridad social alla Facoltà di economia della "Universidad Complutense de Madrid", durante i lavori del convegno. "È attraverso la famiglia – ha aggiunto – che si costruisce il miglior modello di società e di economia, infatti è in essa che si acquisiscono i valori ed i principi etici". Per Eugenia Scabini, preside della Facoltà di psicologia dell’università Cattolica di Milano "è il tema del lavoro di cura nella famiglia che deve essere valorizzato di più anche sotto il profilo quantitativo, ciò vuol dire che la strada da percorrere è quella di un welfare comunitario che si avvalga di una regolazione normativa di governance societaria che preveda un coordinamento a rete tra la famiglia e gli attori esterni tra i quali un ruolo decisivo giocano le imprese".