DIOCESI E CRISI ECONOMICA

Una tragedia morale

Salerno: la disoccupazione a livelli record

La disoccupazione, con la perdurante crisi economica, sempre di più si fa sentire nelle Regioni del Sud, dove cronicamente c’è mancanza di lavoro. Questa è sicuramente la situazione della Campania. E se di solito si sente parlare della disoccupazione a Napoli, ultimamente anche a Salerno non si vivono tempi migliori. Proprio per dare una parola di conforto e di vicinanza alle tante famiglie e persone in difficoltà l’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, attraverso il suo direttore, don Aniello Del Regno, ha diffuso oggi una nota.

Piccoli segni. "L’occasione che ci induce a esprimere vicinanza e solidarietà ai tanti che, in questi mesi, vivono l’esperienza amara di stipendi non pagati o di licenziamenti pronti a partire è il continuo incontro che la Chiesa di Salerno attraverso l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Luigi Moretti, continua a svolgere ascoltando delegazioni di disoccupati, gruppi di indignati, lavoratori non pagati, pur continuando il loro impegno lavorativo. Le file di disoccupati continuano ad ingrossarsi e la speranza diminuisce", osserva don Aniello. "La Chiesa di Salerno – afferma il direttore dell’Ufficio diocesano – partecipa e tenta con le sue forze di essere vicina a chi vive il disagio. La sfiducia, il terrore del domani fanno da padroni alla vita di molte famiglie, che, già massacrate da una situazione economica drammatica, accumulano giorno dopo giorno debiti tanto da scoppiare". La Chiesa di Salerno "continua a stare a fianco di chi vive i problemi e offre a ciascuno una boccata d’ossigeno attraverso la solidarietà, ma particolarmente, offrendo una certezza: Cristo, Buon Samaritano, che interpella la comunità diocesana, le parrocchie, le strutture di solidarietà. Risposte limitate, ma segno di una comunità ecclesiale che vuole partecipare e condividere le precarietà di tanti".

Dignità della persona e bene comune. "La Chiesa di Salerno, pur non avendo nessuna voce sul fronte dei livelli occupazionali, non si stanca di annunciare l’importanza di quel novero di valori irrinunciabili, quali la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà – evidenzia Del Regno –. Inoltre, la comunità ecclesiale, incarnata sul territorio, accompagna tutti e ciascuno senza tacere perché le sta a cuore il destino di ogni uomo e dell’intera famiglia umana". Di qui "l’invito a tutte le forze produttive a tenere alto il livello di solidarietà verso i più sfortunati, ricordando che l’uomo ha bisogno di realizzarsi e di vivere il lavoro come l’espressione di un contributo al progresso della società". "La disoccupazione – prosegue il direttore dell’Ufficio diocesano – è una tragedia morale, non solo perché crea miseria, ma perché impedisce all’uomo la possibilità di costruire se stesso e di servire la comunità. Sotto i nostri occhi ci sono i molteplici drammi di chi ha perso il lavoro, chi è disoccupato: a costoro viene negato un diritto fondamentale e lesa la dignità umana".

Ridare speranza. Per Del Regno, "non è possibile che dietro al lavoro ci sia solo il criterio della convenienza economica. L’enciclica ‘Laborem exercens’ di Giovanni Paolo II si esprime al riguardo molto energicamente: ‘La realizzazione dei diritti dell’uomo, del lavoratore non può esser condannata a costituire solamente un derivato di sistemi economici i quali… siano guidati soprattutto dal criterio del massimo profitto’". "La Chiesa di Salerno – conclude il direttore dell’Ufficio – esprime solidarietà e cammina a fianco di chi ha perso il lavoro, di chi ha paura del domani e alle tante famiglie che con intrepido coraggio continuano la loro missione, incoraggia tutti a non cedere alla disperazione e, nello stesso tempo, invita la comunità diocesana, le Istituzioni e le forze produttive a realizzare ogni sforzo per salvare i livelli occupazionali e ridare speranza ai tanti che vivono ‘senza speranza’".

Qualche dato. Disoccupazione a livelli record in provincia di Salerno. È la fotografia dell’indagine Istat sull’occupazione. Stando alle rilevazioni trimestrali, condotte nel 2010, sono 714 mila le persone che non rientrano nel ciclo produttivo provinciale. Dal 2004 al 2010 si è passati infatti da un tasso di disoccupazione del 11,7 % al 14,2 %. Rispetto alle diverse fasce d’età la disoccupazione è aumentata, sempre dal 2004 al 2010, soprattutto nella fascia d’età fra i 15 e i 24 anni: dal 29 al 48,8%; ma anche nelle restanti fasce d’età si è registrato un peggioramento. Sconfortante anche il quadro sulla situazione femminile. Peggiora la qualità del lavoro e la disparità salariale rispetto ai colleghi uomini. Sono, infatti, 238 mila le donne senza lavoro, contro i 188 mila uomini. In riduzione l’occupazione qualificata, dirigenziale, tecnica o operaia, mentre è aumentata quella non qualificata. Si tratta soprattutto di "donne impiegate nei servizi di pulizia a imprese ed enti o di collaboratrici domestiche e assistenti familiari". Un dato questo, che colloca il territorio salernitano al secondo posto tra le province a più alta disoccupazione femminile. L’economia che arranca incide profondamente sui fenomeni sociali: consistenti, nel 2010, gli abbandoni scolastici prematuri che si attestano al 18,8% su base nazionale. Il dato è più alto tra i ragazzi, 22% contro il 15,4 delle ragazze.