MOLDOVA
Sugli ”ultimi” la prima Settimana Sociale
L’impegno sociale della Chiesa cattolica in un Paese dove la povertà è evidente: questo il cuore della prima Settimana Sociale cattolica moldava. Promossa dalla diocesi di Chisinau (l’unica della Moldova), l’iniziativa ha preso il via ieri nella capitale e ha per tema "Il coraggio di crescere accanto agli ultimi". Ad aprire i lavori mons. Anton Cosa, vescovo di Chisinau, che ha citato le recenti parole di Benedetto XVI all’ambasciatore della Moldova: "La Chiesa non chiede che le siano concessi privilegi particolari. Essa desidera solo essere fedele al suo fine proprio e servire ogni persona, senza distinzioni, secondo la missione affidatale da Cristo". Questa espressione è "la sintesi chiara dei nostri lavori di questi giorni", ha aggiunto mons. Cosa, ricordando che "la Chiesa cattolica non ha la soluzione per tutti i problemi, ma sente il dovere di essere accanto a questo popolo per servirlo con la passione che da sempre ha contraddistinto le sue scelte". Per questo l’obiettivo della Settimana è "elaborare un programma socio-pastorale che parta dagli ultimi, conosca le esigenze del territorio e metta il laicato cattolico nella condizione di operare con maggiore preparazione e impegno".
Una strada per l’ecumenismo. Crescere insieme, tra le diverse Chiese cristiane, all’insegna dell’impegno sociale è l’auspicio espresso in apertura dai rappresentanti ortodossi delle due metropolie presenti nel Paese. La Chiesa ortodossa e quella cattolica, secondo il metropolita Vladimir (metropolia di Moldova, patriarcato di Mosca), insieme possono "unire le forze" in un intervento sociale che porti "il sorriso sulle labbra e la speranza nel cuore del povero". E il rappresentante della metropolia di Bessarabia (legata alla Chiesa ortodossa romena), leggendo un testo del metropolita Petru, ha colto dalla Settimana il messaggio evangelico del farsi vicini al prossimo perché "nel nostro simile, qualunque sia la sua condizione, s’intravede Dio". "La via dell’impegno sociale" come strada concreta per l’ecumenismo è stata indicata pure dal rappresentante della Chiesa battista, Valeriu Ghiletchi, attualmente parlamentare della Moldova. D’altra parte che qui vi sia una valida "pista per il dialogo" è l’opinione pure di mons. Cosa, che parlando al SIR rileva come "l’impegno concreto della Chiesa cattolica in Occidente nel risolvere i problemi concreti dei tanti moldavi che lì emigrano, indipendentemente dal loro credo, finisca per favorire anche qui l’ecumenismo". Anzi, rimarca il vescovo, "quanto più l’Occidente, e in particolare i cattolici che lì vivono, sono aperti alla diaspora, tanto più qui gli ortodossi si aprono alla Chiesa cattolica".
Bene comune e dottrina sociale. Il bene comune dell’Italia "non può prescindere da quello dell’Europa", è il messaggio lanciato da mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato per le Settimane Sociali dei cattolici italiani. Ricordando la condizione di povertà della Moldova e che un quarto della sua popolazione è emigrato, il vescovo ha invitato ad "avere un senso di responsabilità verso questo Paese", sottolineando la necessità di "una promozione di politiche familiari a vasto raggio, che riguardi non solo i Paesi dell’Unione europea ma tutto il continente". Alla platea mons. Miglio ha presentato le Settimane Sociali italiane, attraverso le quali la Chiesa offre "occasioni di confronto e di approfondimento su quel che sta avvenendo e su quel che si deve fare per la crescita globale della società". D’altronde la dottrina sociale della Chiesa non costituisce "un sistema chiuso", ma al contrario "resta sempre aperta alle nuove questioni che si presentano di continuo, ed esige il contributo di tutti i carismi, esperienze e competenze", ha ribadito mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e presidente della Commissione Cei per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, chiamato a parlare sull’"impegno sociale in comunione con il magistero della Chiesa". Il vescovo ha ricordato che la dottrina sociale, non limitandosi a richiamare "principi generali", "offre ai cristiani e a tutti gli uomini un complesso di principi di riflessione, criteri di giudizio e direttive d’azione per l’edificazione responsabile della società".
Elemento essenziale. Diritti dell’uomo e libertà religiosa sono stati al centro dell’intervento di Vitalie Pirlog, esperto moldavo e già ministro della giustizia, che ha richiamato l’art. 9 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo sulla libertà religiosa, la quale "non può essere oggetto di restrizioni" poiché "è un elemento essenziale che contribuisce a determinare l’identità". Mentre Natale Forlani, direttore generale dell’immigrazione al Ministero del lavoro in Italia, è intervenuto per approfondire l’aspetto delle migrazioni, evidenziando che esse "presentano benefici per le persone e le comunità che emigrano e per quelle che accolgono gli immigrati", ma pure "ripropongono costi umani e sociali che non possono essere ignorati", soprattutto legati alla "tenuta dei nuclei familiari", costi destinati a ripercuotersi "sul lungo periodo".
a cura di Francesco Rossi – inviato SIR a Chisinau
Scheda
Oltre 150 i partecipanti registrati alla prima Settimana Sociale moldava. L’incontro è stato strutturato in tre giornate tematiche su "l’impegno sociale dei cattolici in Moldova" (martedì 11), "la povertà e i poveri" (mercoledì 12), "la testimonianza profetica di chi ama ed è a servizio" (giovedì 13); si chiuderà venerdì 14 con la celebrazione dell’eucarestia nella cattedrale di Chisinau. Il tema di ogni giornata è introdotto da rappresentanti di altre Settimane Sociali in Europa: mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali in Italia; Jean-Pierre Rosa, delegato delle Settimane Sociali in Francia; mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste e presidente della Commissione sociale "Caritas in Veritate" del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee).