GIOVANI

Nelle notti della movida

Mons. Nosiglia (Torino) ieri sera ai Murazzi del Po

“C’è più divertimento quando c’è cuore”. Anche ai Murazzi del Po, punto nevralgico della vita notturna torinese, della “movida” che troppo spesso, tra alcool e droghe, si trasforma in sballo. Ieri sera, mons. Cesare Nosiglia, ha visitato i Murazzi per lanciare un messaggio ai giovani torinesi: “Il divertimento è una cosa positiva, l’uomo è fatto per l’allegria e per la gioia. Ma è importante saper gestire i momenti di svago: concentrarsi sull’esteriorità, sulle sostanze che portano allo sballo, alla fine rende vuoti. C’è più divertimento quando c’è cuore”. La visita dell’arcivescovo di Torino in un luogo così insolito nasce dall’invito dell’educativa di strada dell’oratorio salesiano San Luigi, che dal 2006 sosta tutte le notti, dal giovedì al sabato, vicino ai locali dello sballo, per proporre un'”alternativa sana” al divertimento consumistico.

Divertimento pieno. “Il vero divertimento è quando trai da esso una possibilità di realizzazione piena, quando alla fine non ti senti vuoto, quando ci metti il cuore e stai con gli altri nel segno dell’amicizia”, ha risposto mons. Nosiglia ai giovani che gli hanno domandato se è possibile divertirsi senza sballare. Dopo aver risposto ai ragazzi, l’arcivescovo ha fatto un giro tra i locali dei Murazzi, salutando i gestori e fermando per strada alcuni giovani giunti per trascorrere il sabato sera. Mons. Nosiglia ha rimarcato il ruolo di responsabilità che spetta agli educatori nei confronti dei giovani: “È compito degli adulti proporre valori positivi, senza imporre dei ‘no’ ma proponendo dei ‘sì’. Per questo, anche in luoghi come questo, servono delle persone significative che testimonino ai giovani quanto è bello essere cristiani”. “La presenza dell’educativa di strada dell’oratorio San Luigi – ha aggiunto – è un segnale positivo: una proposta alternativa che fa comprendere come sia possibile divertirsi e stare insieme in modo diverso. Ogni giovane, se si trova di fronte a delle proposte autentiche, alternative alla società dello sballo e del consumismo, sceglierà sempre la via del bene, perché dura più tempo che il breve spazio di una notte”.

"Giovani pericolanti". “In questo luogo del divertimento dove i giovani passano le loro serate – spiega don Mauro Mergola, direttore dell’oratorio salesiano San Luigi – c’è bisogno di una proposta positiva di incontro, soprattutto per i minorenni. Don Bosco oggi verrebbe qui, dove ci sono i ‘giovani pericolanti’, come li definiva lui. Per questo la Chiesa è presente in luogo inconsueto: per incontrare i più deboli”. Ma la presenza degli educatori salesiani rappresenta anche un monito per le autorità cittadine: “Serve a ricordare alle istituzioni che esistono delle responsabilità educative anche quando si compiono delle scelte che riguardano la città e i luoghi vissuti dai giovani. Non esistono luoghi neutri dal punto di vista educativo – chiarisce don Mergola –. Qui dove i giovani mettono a repentaglio la loro vita con l’alcool e le sostanze stupefacenti, vogliamo affermare che è possibile cambiare e creare luoghi di divertimento sano”.

Persone o consumatori. Un camper, alcune sedie, un calcetto e un tavolo da ping pong segnalano la presenza dell’educativa di strada dell’oratorio. Durante le notti della movida i salesiani, gli educatori e i psicologi del San Luigi incontrano i ragazzi lungo le banchine del Po, mentre si dirigono verso le discoteche e i pub. “Cerchiamo di creare un ambiente dove i giovani non siano considerati soltanto dei consumatori ma delle persone – racconta Marco Mele, uno degli educatori dell’oratorio –. Per questo motivo avviciniamo i ragazzi, chiediamo loro se hanno bisogno di qualcosa e se hanno voglia di fermarsi con noi. Abbiamo anche avviato un confronto con alcuni gestori dei locali per proporre dei momenti di aggregazione culturale, rivolti soprattutto ai minorenni, spesso stranieri, che frequentano i Murazzi nel pomeriggio”.