ALBANIA
Dom Kurti: ieri il riconoscimento di Topi
Dom Shtjefën Kurti aveva battezzato ogni volta che gli veniva chiesto dai genitori e per questo, nel 1972, fu fucilato. Il giudice gli chiese durante il processo se fosse vero che aveva battezzato dei bambini: Dom Shtjefni rispose: "Si. Io sono sacerdote ed é mio compito battezzare e amministrare i sacramenti".
Ieri, 30 settembre, il presidente della Repubblica di Albania, Bamir Topi ha decorato questo sacerdote martire con il titolo d’onore "Madre Teresa" . Presenti alla cerimonia esponenti del clero della diocesi Tirana – Durazzo, familiari e parenti del sacerdote martirizzato. Dom Shtjefën Kurti nacque a Prizren, il 24 dicembre 1898. L’anno 1917 si trasferì a Innsbruck, poi a Roma dove studiò all’ Urbanianum fino all anno 1921. Il 13 maggio 1921 venne ordinato sacerdote e iniziò la sua attivita pastorale a Shkup della Macedonia. Secondo i documenti della parrocchia di Shkup, Dom Shtjefen fu il primo confessore della Beata Madre Teresa di Calcutta.
Il 21 aprile 1938 venne nominato parroco di Tirana dove rimase fino all’anno 1946, quando ricevette la richiesta dal governo comunista di mettersi alla guida della Chiesa Unita. Un modello questo che il regime comunista propose al clero albanese per avere garantita la liberta religiosa. Il regime però chiedeva in cambio di staccarsi del tutto dal Vaticano e dal Papa. In questa Chiesa unita vescovi e parroci, avrebbero dovuto venire eletti dal partito comunista. Dom Shtjefen non accettò questa imposizione e per la ferma contestazione che fece venne arrestato. Inizialmente fu condannato a morte, pena questa che gli venne tramutata in 20 anni di carcere per decisione della Corte Speciale Militare. Dopo 17 anni di prigionia, il 2 maggio 1963, uscì dalla cella e andò a vivere dal fratello Kel Kurti a Gurëz e lavorò nella cooperativa del regime.
Venne arrestato di nuovo l’undici giugno 1971 perché "aveva battezzato un bambino" violando una norma della Costituzione della Repubblica che proibiva la pratica religiosa.
La Sigurimi (il sistema della sicurezza del regime comunista) lanciò contro di lui accuse false: Dom Shtjefni voleva avvelenare il popolo del villaggio mettendo veleno nel forno dove si faceva il pane, e la terza accusa era che l’anziano sacerdote, 73, anni stava cercando di trovare una barca per attraversare il mare Adriatico e cosi arrivare in Vaticano che era il nemico principale e più pericoloso del regime.
In verita, Dom Shtjefën Kurti aveva battezzato quando gli veniva chiesto dai genitori e per questo fu condannato a morte. Il giudice gli chiese durante il processo se fosse vero che aveva battezzato dei bambini: Dom Shtjefni rispose: "Si. Io sono sacerdote ed é mio compito battezzare e amministrare i sacramenti".
Dopo 7 mesi di torture lo fucilarono nel febbraio del 1972, di notte in gran segreto, tanto che ancora oggi non si conosce il luogo della sepoltura.
Ai suoi familiari furono restituite solo le vesti insanguinate.
Ieri, nella sede della presidenza della Repubblica di Albania, l’emozione nella cerimonia della decorazione è stata molto forte specialmente quando davanti al presidente della Repubblica si è presentato un ragazzo di 40 anni, padre di famiglia: era il bambino battezzato da dom Shtjefni poco tempo prima della tortura e della fucilazione. Con lui era l’anziana madre che tra le lacrime non cessava di pregare Dio per l’anima del sacerdote martire e nello stesso ingraziava Dio per avere conosciuto un santo che camminava in mezzo alla gente.