GENOVA

Un raggio di luce

Per la parrocchia dello Spirito Santo

(Genova) – “Un raggio di luce”: così l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ha voluto presentare oggi pomeriggio il nuovo parroco della Chiesa dello Spirito Santo di Sestri Ponente dove, lo scorso maggio, è stato arrestato l’ex parroco, don Riccardo Seppia, tuttora detenuto in carcere con le accuse di tentata violenza sessuale su minore, tentata induzione alla prostituzione minorile e offerta plurima di stupefacenti. La notizia della nomina è stata comunicata ufficialmente e personalmente dal card. Bagnasco, che questa sera ha voluto celebrare la messa prefestiva nella parrocchia del ponente genovese per manifestare la propria vicinanza di padre e pastore alla comunità parrocchiale. Una vicinanza che lo ha portato a recarsi per ben tre volte in pochi mesi presso la comunità parrocchiale colpita da questa triste vicenda. La prima volta, infatti, il porporato, si è recato nella chiesa il 14 maggio scorso, per comunicare personalmente ai fedeli la notizia dell’arresto di don Seppia. La seconda volta era stato il 12 giugno, solennità di Pentecoste e festa patronale della parrocchia. “Sono tornato qui di nuovo per mantenere la promessa” ha detto ieri pomeriggio nell’omelia.

Il dolore rimane ma occorre guardare avanti. Don Giovanni Benvenuto è nato il 23 ottobre del 1971. Cresciuto nel quartiere di Marassi, in particolare nella parrocchia di Mater Ecclesiae, è stato ordinato il 26 maggio del 1996, e dal 2004 è stato parroco della parrocchia di Sant’Eusebio. Ha un fratello sacerdote, don Paolo, parroco della chiesa di San Giuseppe al Lagaggio. Appassionato di informatica, don Benvenuto è stato per diversi anni collaboratore informatico dell’ufficio comunicazioni sociali e stampa della Curia di Genova dove ha realizzato, tra l’altro, l’attuale sito web della diocesi. Grazie alla sua passione per l’informatica e l’utilizzo delle nuovo tecnologie per la pastorale, don Giovanni, ha realizzato diversi siti internet tra cui: qumran2.net (materiale per la pastorale on line), pretionline.it (un modo per mettere i sacerdoti italiani in contatto tra di loro e con i fedeli), infonuoviculti.it (motore di ricerca critico sui nuovi culti). “Se, da una parte il dolore per quanto accaduto non è di certo attenuato, pensando innanzitutto a quanti ne sono stati in qualunque modo toccati, – ha detto il card. Bagnasco nell’omelia – dall’altra sento la vostra voglia di guardare oltre e di continuare insieme al nuovo Parroco. È questo, l’inizio di una nuova pagina – ha proseguito – è come un raggio di luce”. “Don Giovanni con semplicità, sarà con voi e per voi, inviato dalla Chiesa, con i sentimenti di Gesù buon Pastore” – ha detto ancora il pastore della Chiesa genovese. “Abbiate fiducia in lui e vogliategli bene – ha aggiunto – già siete nella sua preghiera e nel suo cuore. Ed io, da questo altare, insieme a voi lo raggiungo con un abbraccio cordiale”.

Una ferita che si sta rimarginando. La vicenda di don Seppia, ha detto il card. Bagnasco alla fine della Messa è “una ferita che si sta rimarginando”. La vicenda di don Seppia, aveva detto invece nell’omelia, ha provocato nella chiesa di Genova “sconcerto e dolore” ma ora è necessario “guardare avanti”. “Sono certo – ha aggiunto – che lo accoglierete con affetto e responsabilità; che lo aiuterete secondo la generosità del vostro cuore e nella luce della fede. Egli ha accettato prontamente la decisione del Vescovo, nello spirito dell’obbedienza sacerdotale, ma ha accettato anche con gioia perché gli ho parlato di ciò che ho visto di voi in questo tempo di prova. Gli ho raccontato del giorno tristissimo nel quale sono venuto per darvi la notizia ufficiale di ciò che era accaduto e dei provvedimenti canonici subito presi”. “In quel primo drammatico momento – ha proseguito il porporato – ho toccato con mano sconcerto e dolore, ma anche la voglia di guardare avanti. E ne sono rimasto ammirato. E poi il giorno di Pentecoste, festa patronale della Parrocchia: ho visto commosso l’amore con cui avete preparato le cose: la folta partecipazione di famiglie e di giovani, l’intensità della Celebrazione Eucaristica, la cura attenta della chiesa, la familiarità del rinfresco nel salone parrocchiale. Ma, soprattutto, nei colloqui personali ho sentito la bontà del vostro animo, la speranza, il desiderio e la richiesta di un nuovo Pastore”. “Come ricorda l’Apostolo Paolo – ha ricordato il cardinale alla fine dell’omelia – dobbiamo nutrire gli stessi sentimenti di Cristo che è venuto per servire con il dono di sé: "Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi".