TEATRI DEL SACRO
A Lucca 27 spettacoli in sette giorni
La chiesa di San Cristoforo, la chiesa di Santa Maria dei Servi, l’oratorio San Giuseppe, l’orto botanico, il giardino del San Micheletto, il teatro San Girolamo. Sono i luoghi di Lucca chiamati in questi giorni ad accogliere le domande sulla spiritualità, sollecitate dagli spettacoli de "I teatri del sacro" (19-25 settembre), la manifestazione teatrale organizzata da Federgat, Servizio nazionale per il progetto culturale e Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. Una città, Lucca, "trasformata in palcoscenico", dove i luoghi della fede diventano luoghi della ricerca. Le chiese, le piazze sono richiamate nel loro ruolo di condivisione, di comunione, per interrogarsi e confrontarsi sul tema, "mai univoco ma universale", del sacro. E il teatro, "momento dell’incontro fra gli uomini", diventa linguaggio privilegiato, che "come nelle parabole evangeliche" permette "l’incontro dell’uomo con il trascendente", ha ricordato mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, durante la conferenza stampa di presentazione della rassegna lucchese. Il SIR ne ha parlato con mons. Italo Benvenuto Castellani, arcivescovo di Lucca.
La diocesi di Lucca è trasformata in questi giorni in luogo deputato al sacro, e lo fa attraverso il mezzo del teatro…
"Lucca è uno scrigno a cielo aperto per la ricchezza artistica che ha in dono, eredità della creatività dell’uomo lungo la storia. Con ‘Il teatro del sacro’ di fatto la città diventa un palcoscenico a cielo aperto. Le sue bellissime chiese, che traspirano sacro, che lo abitano e lo annunciano. Le sue piazze, dove scorre la vita quotidiana dell’uomo, e che annunciano il sacro nel cuore dell’uomo. I suoi teatri, calcati da uomini in ricerca, che con il teatro del sacro donano l’annuncio agli uomini. Il cartellone di questa seconda edizione costituisce di fatto l’annuncio del mistero di Dio con un linguaggio artistico di cui è assetato il cuore dell’uomo di oggi".
Che ruolo può avere il teatro per la pastorale e per la diocesi?
"’I teatri del sacro’, nello spirito del progetto culturale della Cei, sono una vera valorizzazione e una sollecitazione a tutti i linguaggi artistici. Auspico per la diocesi di Lucca che la comunità cristiana possa riprendere la tradizione di sempre dei teatri e delle attività delle sale della comunità, perché costituiscono luoghi di annuncio, educativi a relazioni autentiche e alla vita buona del Vangelo, soprattutto per le giovani generazioni che esprimono nostalgia del pozzo d’acqua viva che zampilla la vita eterna, che è Gesù. Il teatro, in particolare, mette l’attore in rapporto col suo corpo, fa prendere coscienza dei doni naturali propri alla persona, e anche dei propri limiti. Crea relazioni tra le persone che insieme vivono e realizzano un’espressione teatrale, che di fatto è un autentico servizio offerto alla comunità".
C’è una risposta alla domanda su che cosa sia il sacro?
"Mi ha colpito, vedendo gli spettacoli proposti, come il mistero di Dio che si fa uomo trovi una molteplicità di espressioni che convergono verso l’unica verità, che è Gesù figlio di Dio. In questo senso, questa manifestazione mi sembra un grande servizio all’uomo di oggi, non solo per il credente, che vi trova una conferma, ma anche per chi non crede, che vi trova un contributo essenziale alla sua costante ricerca".
a cura di Marta Fallani, inviata SIR a Lucca