XXV CEN

Con i passi della vita

Tre famiglie tra le migliaia ad Ancona

Migliaia di coppie giunte da tutt’Italia con i loro figli hanno partecipato oggi (10 settembre) ad Ancona al quarto "Pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia", inserito nelle celebrazioni del XXV Congresso eucaristico nazionale (Cen). Dopo le lodi mattutine, la Messa e momenti di approfondimento, i pellegrini hanno iniziato la marcia a piedi verso l’area della Fincantieri, attesi da mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, per l’atto di affidamento alla Vergine Maria delle famiglie e dei bambini e ragazzi alla vigilia del nuovo anno scolastico. Poi lo spettacolo-happening (in diretta su Rai 1) dal titolo "Al centro della vita. Mille famiglie una sola famiglia". Il SIR ha raccolto alcuni racconti particolarmente significativi.

Il pane della fragilità. Sono tanti quanti una squadra di calcio i componenti della casa famiglia "Fuori le mura", dell’associazione "Comunità papa Giovanni XXIII". Undici persone provenienti da Assisi, guidate da papà Luca Russo (41 anni) e mamma Laura (37) insieme alle due figlie naturali, Benedetta e Teresa. Poi ci sono i gemelli Giovanni e Paolo (10 anni), Azeglio (33 anni) disabile in carrozzina, Federico (35 anni) cieco dalla nascita, due sorelle quattordicenni nate in Tanzania ma con i coniugi Russo da sempre. "Ci accompagna in questo pellegrinaggio – spiega Luca – anche Giuseppe, un altro fratello della ‘Papa Giovanni XXIII’. A casa, poi, abbiamo lasciato Leonardo, che sta scontando una pena carceraria domiciliare, e il piccolo di 8 anni, affetto da tetraparesi, rimasto ad Assisi e accudito, per oggi, dagli infermieri". "Ci siamo preparati tutti a questo pellegrinaggio – raccontano – partecipando alla giornata del Congresso dedicata ai malati. Ci sentiamo accompagnati da Dio, in cammino con il popolo della Chiesa, e cerchiamo di tenere il passo di marcia un po’ più lento, per aspettare i più bisognosi". "Per noi tutto è comunione – dice Laura – da dividere nel pane della fragilità, perché, come diceva don Oreste Benzi, non possiamo stare in piedi se non sappiamo stare in ginocchio". Dunque, conclude, "l’eucaristia ci fa sentire poveri con i poveri".

Una comunione allargata. Tra la folla spicca la presenza di numerosi bambini. Tra loro c’è anche la piccola Caterina (4 anni), insieme alla mamma Katia, al papà Luca Colli e ai fratelli Eleonora (14 anni) e Davide (11 anni). Sono partiti la mattina presto da Pesaro, insieme ad altre 110 persone del Rinnovamento nello Spirito. Il giovane papà si sta preparando al diaconato permanente e il prossimo 24 settembre riceverà il ministero dell’accolitato. "Siamo a questo Congresso – dice – perché il sacramento dell’eucaristia ci fa sentire, all’interno della nostra famiglia, un corpo unico con Gesù Cristo. Ho iniziato il mio percorso di fede con il Rinnovamento circa 10 anni fa, come ministro straordinario dell’eucaristia. Nel portare il corpo di Cristo ai malati ho capito che mi Lui mi veniva restituito attraverso la loro sofferenza. Da allora è cresciuta in me la vocazione al servizio diaconale, resa possibile solo grazie alla condivisione di questo cammino con mia moglie e i nostri figli". "Per noi – aggiunge mamma Katia – questo pellegrinaggio è un’occasione anche per incontrare nuove famiglie e formare una comunione allargata con la Chiesa. È una gioia immensa ritrovarsi qui con persone provenienti da tutt’Italia, perché sembra di conoscersi da sempre grazie alla condivisione dello stesso pane spezzato".

Sacro e profano. Vengono infine dalla periferia di Torino i coniugi Caputo: Mario con la moglie Valentina e una figlia di 8 anni. Sono l’emblema della famiglia media italiana di oggi. Il papà è un metalmeccanico in cassa integrazione. La sua azienda lavora nell’indotto Fiat, "ma da un anno – racconta – sono senza impiego". Ad Ancona sono arrivati lo scorso 3 settembre, anche "per trascorrere qui le nostre vacanze – dicono – e siamo alloggiati da alcuni parenti al mare, nella zona di Numana. Domenica scorsa siamo stati al concerto del maestro Allevi e oggi siamo qui per questo pellegrinaggio delle famiglie, per condividere con tantissime altre persone una giornata di festa". "Stamattina – racconta mamma Valentina – siamo stati alla messa alla chiesa del SS Sacramento. Insomma – dice scherzando – abbiamo unito il sacro e il profano ma non vediamo l’ora di partecipare alla giornata di domani con Benedetto XVI". "Sappiamo che incontrerà gli operai della Fincantieri – aggiunge Mario –, gente che come noi vive il disagio della perdita del posto di lavoro. Mi aspetto che il Santo Padre possa, con le sue parole, scuotere le coscienze di questa nostra Italia e aiutare così tante famiglie in difficoltà".

a cura di Roberto Mazzoli, inviato SIR ad Ancona