CHIESA E POLITICA
Un patrimonio essenziale per tutta la società italiana
Chiesa e politica è un tema classico. Tanto più attuale oggi che sul sistema politico italiano è appeso un grande cartello di "lavori in corso", che si protrarranno probabilmente per alcuni anni. Proprio perché comincia (l’ennesima) transizione, occorrerebbe attrezzarci convenientemente. Anche nel ricordo di Mino Martinazzoli, scomparso alla soglia degli ottanta anni, che vent’anni fa era stato, nella dissoluzione della Dc, protagonista di un tentativo interrotto di nuova proposta.
Per questo è necessario sistemare bene i fondamentali. Ovviamente non è entrato nelle questioni roventi degli schieramenti e delle prospettive. Tuttavia il cardinal Bagnasco, intervenuto ad una summer school organizzata da due fondazioni vicine al PdL, ha colto l’occasione per ribadire alcuni punti chiave.
La politica, ha ribadito, è una forma alta di carità. Nonostante le cronache, si tratta di un dato fondamentale, che diventa anche un appello a vocazioni adeguate appunto all’impegno. D’altro canto il presidente della Cei ha ribadito che la Chiesa non è una agenzia politica. Tuttavia, è il terzo punto del ragionamento, la fede ha una evidente ricaduta pubblica. Coerentemente con la presenza della Chiesa (la gerarchia, ma anche la comunità ecclesiale) come sale e luce nello stesso tempo.
La Chiesa dunque anche se qualcuno vorrebbe che tacesse o che parlasse solo per dire "cose gradite alla cultura che appare dominante perché ha potere di parola" prende la parola nell’agone pubblico. D’altra parte lo stesso cardinal Bagnasco da ultimo la scorsa settimana alla Madonna della Guardia ha detto parole chiare sulla "questione morale" e sulla questione sociale, chiamando alla "conversione". Di fronte ai giovani della summer school ha ammonito la politica a "rispetta l’"anima della nazione": "intaccare i valori spirituali e morali di una società è attentare alla sua integrità e alla sua unità". La stessa scelta della sfida educativa per la pastorale del decennio lo dimostra: "La Chiesa crede fermamente alla ragione e nel suo rapporto virtuoso con la fede; inoltre, porta il suo contributo perché nella contesa tra utilità e verità, la verità non soccomba".
La Chiesa insomma, in quanto tale, ribadisce le forme della propria presenza e della propria interlocuzione appassionata, concreta con la società italiana, il suo carattere popolare. D’altro canto l’indirizzo della dottrina sociale è proprio fondato sul concetto di Caritas in veritate, titolo dell’ultima enciclica di Benedetto XVI.
Questo tessuto di presenza capillare certo oggi è anch’esso sottoposto a molteplici vicissitudini. Rappresenta comunque un patrimonio essenziale per tutta la società italiana.
I principi sono chiari, anche se è sempre necessario ribadirli. Di qui si aprono gli spazi dell’impegno e anche della creatività e della proposta politica, urgenti ed attese nel cantiere aperto dell’Italia di oggi e dei prossimi anni.