ACLI

Superare l’incertezza

La seconda giornata sul "lavoro scomposto"

"L’incertezza del lavoro e delle sue condizioni porta a difficoltà personali e sociali gravi. Pertanto, la dignità della persona e le esigenze della giustizia richiedono, con rinnovata urgenza ‘che si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti’", come sostenuto da Benedetto XVI. Ha detto questa mattina il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, in apertura della seconda giornata del 44° incontro di studi delle Acli sul "Lavoro scomposto" che si sta svolgendo a Castel Gandolfo, dal primo al quattro settembre. Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, nell’intervento di saluto al card. Bertone, ha annunciato che "le Acli vogliono rispondere senza indugio all’appello rivolto da Papa Benedetto per formare una nuova generazione di cattolici impegnati ad evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia e della politica" aggiungendo che come associazioni cristiane lavoratori "non abbiamo la presunzione di avere le risposte giuste per i tanti e gravi problemi che attanagliano il mondo del lavoro, ma la convinzione, questa si, che i valori del Vangelo possono illuminare e guidare i nostri passi nel discernimento".

Valori e responsabilità. "E’ finito il tempo dell’uso smodato del debito". Ha detto Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, intervenendo alle giornate di studio delle Acli. Per Sacconi "a causa dell’enorme debito pubblico l’Italia è chiamata ogni giorno a dimostrare di essere continuamente solvibile, ovvero essere credibile nei confronti dei paesi esteri" ed è proprio in "questo particolare momento che si deve recuperare il senso di responsabilità pubblica partendo dai valori delle tradizioni nazionali, che si sono legittimate per credenti e non credenti nei principi contenuti nella carta costituzionale". Per quanto riguarda la questione lavoro, il Ministro ha ribadito che "c’è la necessità di promuovere il senso del lavoro come parte del senso della vita" e considerare in questa prospettiva "il matrimonio e la procreazione come compimento di sé".

Un patto tra stato e mercato. Michele Colasanto, docente di sociologia all’università cattolica di Milano, ha fatto notare che "oggi il rapporto fra politiche per l’occupazione femminile e politiche per la famiglia è forse più importante delle sole politiche orientate ad incentivare il lavoro delle donne" questo perché "c’è un interscambio tra uomo e donna nella presa in carico dei figli e degli anziani". Il sociologo della Cattolica, ha aggiunto "che se è vero che c’è un problema di redditi, questo non è così grave rispetto all’incertezza di esposizione completa al rischio di povertà" tale pericolo "si riflette sulla società e sulla grande fetta della cosiddetta classe media" e per superare questa criticità "serve un nuovo compromesso tra Stato e mercato che componga di nuovo il lavoro dentro la società".

Orientare al lavoro. "Bisogna costruire percorsi di orientamento al lavoro più valoriali che professionali e questo vale soprattutto per i giovani". Ha detto Natale Forlani, direttore generale immigrazione del Ministero del Lavoro, intervenendo nel corso della tavola rotonda del pomeriggio. Per Forlani "occorre rivalorizzare il lavoro in tutte le sue dimensioni". "Il lavoro per i giovani" ha proseguito Forlani "è un percorso che passa anche per il lavoro manuale, sta alle parti sociali fare in modo che questo percorso non sia troppo complicato, ma sia un opportunità".

Studiare e lavorare. Il vero problema dei giovani oggi, secondo Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl "è che non comunicano con il lavoro mentre studiano". Per Bonanni "il contributo principale al cambiamento di atteggiamento deve passare attraverso una responsabilizzazione delle famiglie" ed in più "occorrerebbe rafforzare il credito d’imposta a favore di giovani e donne" ed "incentivare i ragazzi ad andare a lavorare all’estero per fare esperienza, creando però le condizioni affinché possano rientrare".

Scrollarsi dei pesi. "Oggi, in tempi di crisi va fatta una riflessione su come trovare le soluzioni adatte a diminuire i pesi che gravano su tutte le imprese, come l’incidenza della burocrazia, l’ingresso di nuovi tributi e l’aumento della pressione fiscale" ha ammonito Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato, a conclusione della seconda giornata dell’incontro di studi delle Acli. Gli ha fatto da sponda, Luigi Marino, presidente di Confcooperative, dicendo che "lo stato deve creare le condizioni affinché le imprese facciano sviluppo economico e generino nuova occupazione" ed affermando che "una società solidale che dia un futuro ai giovani deve essere efficiente, meritocratica e non lassista".