SOLIDARIETÀ

La speranza in rete

Donazione sangue: conclusa oggi a Genova l’assemblea della Fidas

“La Fidas oggi ha nuovi strumenti per affrontare la qualificazione della donazione, per allinearsi alle indicazioni dell’Europa e per tutelare e garantire la donazione periodica, volontaria, associata e non remunerata. Anche in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo nel nostro paese, il gesto della donazione brilla come esempio di solidarietà e di attenzione all’altro”. Si è concluso oggi con le parole del presidente Aldo Ozino Caligaris il 51° Congresso nazionale Fidas (Genova, 27/29 aprile), la Federazione italiana donatori di sangue che raccoglie 74 associazioni autonome in 17 regioni. Dal Congresso è venuto l’invito a tutte le associazioni, a “fare rete”, “per educare i giovani alla solidarietà e alla donazione, con particolare riferimento alla donazione del sangue, del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche".

Aumentano i giovani donatori. “Il Congresso nazionale Fidas – spiega Ozino Caligaris – celebra un traguardo importante in termini di donazioni, grazie alla costante e preziosa attività delle associazioni federate, ma la necessità di conseguire sempre maggiori traguardi di qualità e sicurezza ci impone di ottimizzare l’informazione e la formazione dei donatori, nonché la comunicazione verso i cittadini che ancora non sono sensibilizzati a questo gesto di volontariato. Una rete di solidarietà e di cooperazione tra organizzazioni di volontari de dono può costituire un utile strumento per perseguire tali finalità”. Secondo i dati presentati nel corso del congresso, i donatori di sangue iscritti a una delle federate rappresentano il 7,83% del totale dei donatori, oltre il 4% in più rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2010 sono state raccolte il 3,07% in più di unità di sangue, anche grazie all’aumento del numero dei donatori (più 2,84%). Anche il numero dei giovani donatori è aumentato: sono 59.893 i giovani sotto i 28 anni che hanno donato il sangue nel 2011, il 2,84% in più rispetto al 2010. Un dato “confortante”, a fronte dei recenti risultati dell’ultima indagine commissionata da Fidas al Censis, secondo i quali “entro il 2020 si andrà incontro ad una drastica riduzione nel numero di donatori e delle unità di sangue raccolto”. Il Censis stima infatti per il prossimo decennio una diminuzione del 2,9% delle unità di sangue raccolto: una delle cause principali è riscontrabile nel progressivo invecchiamento della popolazione che comporterà da una parte l’aumento del fabbisogno di sangue di oltre il 9%, a fronte di una diminuzione del numero dei donatori sotto i trent’anni. Per sensibilizzare le giovani generazioni verso la donazione volontaria di sangue, esiste da qualche anno la Fidas giovani (www.fidasgiovani.it), un coordinamento che attraverso attività, convegni, incontri formativi a livello regionale e nazionale, intende diffondere “la cultura della donazione” tra i giovani sotto i 28 anni, la più restia nei confronti della donazione di sangue”. “I giovani non sono il futuro, sono l’oggi”, ha ribadito il presidente Fidas, sottolineando più volte il “valore” della donazione volontaria non retribuita come “modello di società eticamente e moralmente invidiabile”.

Premio giornalistico Isabella Sturvi. Per “mantenere alta l’attenzione dei cittadini sul tema della donazione del sangue”, da due anni la Fidas promuove il “Premio giornalistico Isabella Sturvi”, finalizzato alla “promozione dell’impegno del giornalismo sociale”. Nel corso del congresso il riconoscimento nazionale, patrocinato dall’Ordine dei giornalisti e da Farmindustria, è stato consegnato a Marta Fallani, dell’Agenzia giornalistica Sir. "Questo riconoscimento a una nelle nostre più giovani collaboratrici – commenta il direttore del Sir, Paolo Bustaffa – ci onora e ci motiva ancor più nel proporre un’informazione che racconta il dono come segno di speranza in tempi in cui il calcolo e il tornaconto portano molti alla chiusura e alla sfiducia. La cultura della gratuità, fatta di volti e di fatti, mantiene unito e bello il tessuto sociale del nostro Paese che ha il diritto ad avere un’informazione alternativa o integrativa a quella che ogni giorno mostra i muscoli. Una buona notizia, come ogni goccia di sangue donato che sembra insignificante mentre spesso salva una vita, eleva un pensiero e apre a gesti di solidarietà."