UNIVERSITÀ CATTOLICA

La perla preziosa

Il card. Angelo Scola agli studenti per la 88° Giornata che si celebra domani

"Si è parlato e scritto, nel tempo recente, di epoca delle passioni tristi, di giovani disillusi e smarriti, demotivati e scettici, di generazione senza futuro… e non mancano fattori di oggettivo riscontro", ma "sono certo" che gli universitari della Cattolica "non sono vinti dal ripiegamento sconfitto. Il Sacro Cuore genera anche oggi cuori pulsanti e vivi, generosi, nutriti di grandi ideali". Lo scrive il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, in qualità di presidente dell’Istituto Toniolo, in un messaggio agli studenti per l’88ª Giornata per l’Università Cattolica, che si celebra domani, domenica 22 aprile.

Fuoco vitale. "Ciò appartiene del resto – spiega il card. Scola – al carattere proprio della fede cristiana. Fin dalle origini, infatti, nella scelta del termine ‘Vangelo’ per indicare sinteticamente l’avvenimento di Gesù Cristo, risuona la luce di una speranza viva, di un dinamismo che fa storia". Secondo l’arcivescovo, "è la buona, la grande notizia; più radicalmente, quell’esperienza che ti cambia la vita, quella perla preziosa per cui vale la pena di vendere tutto il resto. È l’incontro con Gesù. Nulla a che vedere con un vago sentire, con l’emozione di un momento. È, piuttosto, quel fuoco vitale che illumina l’esistenza: una apertura di futuro che si iscrive nel quotidiano".

Educazione a tutto tondo. "Senza mai lasciarsi catturare dalle forme storico-politiche contingenti – osserva il porporato -, la fede cristiana autentica ci immerge nelle figure storiche di cui l’uomo vive (e, a volte, purtroppo muore), per rinnovarle alla luce del Vangelo". Per questo "è necessaria una formazione culturale robusta, quale l’Università Cattolica è chiamata a dare. Una formazione fatta di accurata competenza e in cui il soggetto è spinto ad andare al fondo della propria esperienza di fede, a diventare consapevole dei suoi contenuti e delle sue ragioni, a vagliare tutto secondo lo Spirito, sul sentiero che conduce alla verità tutta intera". Insomma, "una educazione a tutto tondo, ‘un’introduzione dell’uomo alla realtà totale’ capace di cogliere il reale nella sua multiforme complessità, nella sua inesauribile novità". Per il cardinale, "la fede cristiana esige di incarnarsi nella vita: questo radicarsi della Chiesa nel tempo e nello spazio riflette, in ultima analisi, il movimento stesso dell’Incarnazione: ‘l’uomo contemporaneo crede più ai testimoni che ai maestri, più all’esperienza che alla dottrina, più alla vita e ai fatti che alle teorie. La testimonianza della vita cristiana è la prima e insostituibile forma della missione’".

La responsabilità dei cristiani. Serve "un nuovo slancio per l’impegno: la fede senza le opere è morta. E le opere della fede manifestano un modo nuovo di interpretare e realizzare la vita del singolo, delle comunità, della società". "La nostra responsabilità di cristiani è in proposito – evidenzia l’arcivescovo di Milano – davvero grande: siamo anche noi uomini dalle passioni tristi? Quale immagine di Gesù coltiviamo e trasmettiamo? Quale traspare dal nostro stile di vita?". In realtà, "la fede nell’evento di Gesù Cristo ci sorprende, interroga e non lascia nulla di immutato: ‘cambiate vita’, esclama Pietro a Pentecoste". Il cambiamento, prosegue il card. Scola – sembra così radicato nella mentalità giovanile, sempre assetata di novità. Ma, a ben guardare, si tratta spesso di un cambiamento fine a se stesso, non di quella presa di coscienza profonda (conversione) che subito dà inizio al nuovo: un volgersi veloce a Gerusalemme, trasformati da quell’incontro decisivo: ‘avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane’".

Il futuro e i giovani. Si impone in tal modo il tema della Giornata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: "Il futuro del Paese nel cuore dei giovani". Un cuore, sottolinea il porporato, "rigenerato dalla Pasqua". È "su questo sfondo – sostiene l’arcivescovo di Milano – che ritrova solido alimento l’opera educativa, che non è tale se non veste i panni della testimonianza di vita: essa infatti è relazione qualificata e qualificante, incontro impegnativo di due libertà in un contesto di comunione. Senza questi elementi costitutivi rimane in superficie, incapace di radice e di identità". Il riferimento all’evento fondatore di Gesù Cristo, nota il card. Scola, "fa della traditio ecclesiale esperienza viva in cui la libertà del soggetto trova il nesso con la verità e con l’amore, che dà respiro e salvezza". Dunque, "se non si nutre quotidianamente della novità di Cristo, concretamente vissuto nella communitas docentium et studentium cui sempre deve tendere un’Università Cattolica, la libertà implode nella ripetizione o esplode nell’arbitrio". Non solo: "Alla luce della novità pasquale riprende vigore e si rigenera il tessuto ecclesiale e dà forma dinamica a figure esemplari come Giuseppe Toniolo e ad eventi come il VII Incontro mondiale delle famiglie". "Non mancherà certo – conclude il cardinale – la partecipazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con entusiasmo, slancio festoso, e prima di tutto con la riflessione e la preghiera".