CHIESE DEL NORD EST
Nota dei direttori dei settimanali Fisc su Aquileia2
Le Chiese del Triveneto vivono in questo fine settimana la fase celebrativa del II Convegno ecclesiale "Aquileia2". Chiamate ad essere "testimoni di Cristo in ascolto", esse portano nel "convenire sinodale" a Grado e Aquileia, donandosi reciprocamente, le proprie diversità culturali, sociali e storiche, ma soprattutto la propria quotidiana fatica nell’annuncio della Parola in una realtà complessa come il Nord Est del nostro Paese. Nella certezza che, se apparentemente diverso è il cammino che ciascuno è chiamato a compiere, comune a tutti i credenti deve essere lo sforzo per rispondere a chi domandi loro ragione della Speranza che professano. L’atteggiamento che ha contraddistinto il cammino preparatorio e che sarà alla base dei lavori del Convegno è quello dell’ascolto. L’ascolto di ciò che lo Spirito dice oggi, all’inizio del Terzo millennio dell’era cristiana, alle nostre Chiese eredi di quella Chiesa aquileiese che seppe recare la Parola, con la testimonianza della propria vita, alle popolazioni di gran parte d’Europa. Ma l’ascolto dello Spirito porta frutto se sa divenire ascolto delle voci degli uomini e delle donne che abitano queste nostre terre, secondo il mandato che i Padri del Concilio Vaticano II affidarono, nella Costituzione "Gaudium et Spes", a tutta la Chiesa: "Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo e nulla vi è di più genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore". I campi dell’impegno sono quelli individuati dalle singole Chiese nel discernimento fatto in questo periodo di preparazione; il "mandato" è quello indicato con chiarezza da papa Benedetto XVI nel corso della sua visita pastorale ad Aquileia e Venezia dello scorso maggio: leggere le trasformazioni in atto con "gli occhi della fede" per "testimoniare l’amore di Dio all’uomo… prima di tutto con le opere dell’amore e le scelte di vita in favore delle persone concrete, a partire da quelle più deboli, fragili, non autosufficienti come i poveri, gli anziani, i malati, i disabili… le parti più deboli del corpo ecclesiale". E il primo frutto evidente di Aquileia2 è proprio il "convenire sinodale" degli oltre seicento delegati in rappresentanza delle quindici Chiese locali del Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto ad Aquileia: un ritrovarsi insieme anche visivamente nella certezza che le sfide che c’interpellano nell’impegno per la nuova evangelizzazione travalicano i confini delle singole diocesi. Chiamati a fare profezia dalla memoria per poter assicurare, come richiesto da Benedetto XVI, "alle generazioni future l’eredità preziosa della fede cristiana".