CHIESA DI NAPOLI
Per la prima volta la Via Crucis nel quartiere
"Chi ha scelto la strada della violenza, della camorra, della droga sta percorrendo un tunnel che porta solo alla morte". Lo ha detto, ieri sera, il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, in occasione della Via Crucis, che si è svolta per la prima volta per le strade del quartiere Scampia. "La Chiesa ha aggiunto il porporato -, come sempre, è vicina a chi soffre o è umiliato nella sua dignità". Scampia, ha evidenziato il cardinale, è un quartiere "da molti ritenuto territorio di sofferenza e di morte perché abbandonato da chi dovrebbe offrigli dignità, giustizia e lavoro", ma, ha sostenuto il card. Sepe, "la nostra salvezza inizia da qui, da Scampia, se sapremo unire le nostre lacrime di pentimento con quelle di Maria e del Padre, che ci ha donato il Suo Figlio per la nostra salvezza".
Atto di fede. "Non è stato un atto simbolico ma un atto di fede. Nel pieno del triduo pasquale, il centro è diventato la periferia. Il cardinale Sepe con la comunità dell’VIII decanato, ha spostato l’attenzione della città sui lembi della sua realtà dimenticata. E la comunità cristiana ha risposto in massa, numerosa e assorta, perché sa che quel procedere dietro la croce è l’espressione di un sì quotidiano all’impegno di essere accanto a chi soffre". Lo scrivono oggi in una nota il decano don Francesco Minervino e i parroci dell’VIII decanato. "Esserci, comunque e sempre, perché chiunque percorre la via del suo calvario personale, si senta inserito nella famiglia di Dio e non dimentichi mai ciò che troverà solo alla fine della strada", aggiungono i sacerdoti dell’VIII decanato. "La Via della Croce spiegano – non è una semplice devozione. Essa ci ricorda il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio e che, attraverso i cristiani sparsi nel mondo, proprio Gesù percorre le strade del quotidiano di ognuno".
Potenza della croce. Iniziando il cammino al centro dei "sette palazzi", il vescovo di Napoli, ha guidato il suo popolo tra le vele ed è giunto in "Piazza Giovanni Paolo II", sulla collinetta dalla quale il beato Papa Wojtyla invitò tutti a "organizzare la speranza". "La piazza ricordano i sacerdoti dell’VIII decanato – è stata a intitolata al Papa polacco dall’amministrazione comunale dopo un’iniziativa popolare che ha raccolto migliaia e migliaia di firme". "In quel luogo, simbolo della ‘storia migliore’ del nostro quartiere proseguono don Minervino e i parroci -, il cardinale Sepe ha concluso la preghiera accorata della comunità con una riflessione forte e determinata, rilanciando la grande questione del rispetto della vita dal suo inizio alla fine naturale e sottolineando il pericolo di coloro che cercano di violarla asservendola alle logiche di sistema della finanza e del malaffare". Per i sacerdoti, "non esistono momenti simili che favoriscano, attraverso un percorso autenticamente spirituale, occasioni di riflessione così nobilmente popolari". E concludono: "Molti i curiosi che, venuti per assistere al cammino delle comunità, nel tragitto, sono diventati ‘pellegrini’. Potenza della croce".