TERREMOTO ABRUZZO
La marcia di questa notte a L’Aquila a tre anni dalla tragedia
Non è stato il solito silenzio ad impadronirsi questa notte del centro di L’Aquila a tre anni esatti dal terremoto del 6 aprile 2009. Non il silenzio di una città disabitata, ma quello di migliaia di persone che, nonostante la violenta grandinata del pomeriggio, hanno scelto di percorrere ancora una volta con le fiaccole le strade della città: senza slogan, canti o discorsi. Un silenzio segnato di rispetto per le 309 vittime della tragedia e dei loro familiari, di ricordo e preghiera. Ed è da questa notte senza troppe parole che si alza un appello all’unità, alla collaborazione per il bene della città. Una compostezza che acquista ancora più valore in un territorio che vive da mesi la febbrile campagna elettorale per le prossime elezioni municipali a cui partecipano ben otto candidati sindaci.
Questa notte non basta. La serata è iniziata alle 21.30, con la messa in Coena Domini, presieduta dall’arcivescovo Giuseppe Molinari nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, affacciata su Piazza Duomo. Una chiesa speciale per gli aquilani perché legata al ricordo di un altro terremoto, quello del 1703, che la distrusse. "Questo ha esordito l’arcivescovo – è l’inizio di una notte di preghiera per ricordare coloro che non sono più fisicamente con noi ma restano nei nostri cuori, per stringerci a coloro che portano più profonde nell’anima le ferite di questa tragedia, per pregare per la ricostruzione della nostra città". In segno di vicinanza ai parenti delle vittime la diocesi ha scelto che fossero proprio alcuni di loro a rappresentare gli apostoli nel tradizionale momento della lavanda dei piedi. "A loro ha proseguito l’arcivescovo – va tutto il nostro affetto, la nostra solidarietà e la preghiera in questa notte, ma non basta. Abbiamo il dovere di rispettare e onorare il loro dolore e la memoria dei nostri morti. Questo ci deve chiamare ad un impegno sincero per il futuro e il bene vero della nostra città. Offriamo ai nostri morti la disponibilità vera senza bugie e ipocrisia per costruire un futuro di speranza". Da qui l’invio rivolto a tutti i fedeli ed in particolare alle istituzioni per l’unità in vista delle ricostruzione.
Una proficua collaborazione. Ed è proprio la frammentazione sia a livello locale che tra la istituzioni del territorio e i vertici statali, che appare in maniera sempre più evidente come l’ostacolo principale a qualsiasi progetto di rinascita. Lo ha ribadito anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nella giornata di ieri ha inviato un telegramma al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Dopo aver ribadito "vicinanza e solidarietà ai parenti delle vittime" e "rinnovato la gratitudine ai volontari e ai membri delle istituzioni e delle associazioni" impegnate in Abruzzo, il presidente ha rivolto un appello "per una sempre più proficua collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, il mondo produttivo e le varie componenti della società civile, affinché ne venga un impulso decisivo al processo di ricostruzione". A rappresentare il governo è intervenuto a L’Aquila il ministro Fabrizio Barca.
309 rintocchi. Poco dopo le 3.00 i partecipanti alla fiaccolata, che ha toccato alcuni dei luoghi simbolo della tragedia – come la Casa dello Studente dove è stata posta una "pezza" composta da 55 quadrati, provenienti da tutta Italia, uno per ogni studente rimasto ucciso nel crollo – hanno fatto ingresso in Piazza Duomo. Ad attenderli c’erano i partecipanti all’adorazione eucaristica, presieduta dal vescovo ausiliare, mons. Giovanni D’Ercole, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio. I canti di un coro aquilano hanno accompagnato l’attesa delle 3.32, ora del sisma, quando nel silenzio della piazza la campana ha suonato i 309 rintocchi, accompagnati dalla lettura dei nomi delle vittime. In questo giorno, come ha sottolineato mons. Molinari durante la celebrazione, un ricordo è andato anche a Pamela e Maria Grazia, le due giovani che un anno fa hanno perso la vita in un incidente mentre rientravano a casa al termine della commemorazione del 6 aprile.
Venerdì Santo. Le celebrazioni civili e religiose proseguiranno per tutta la giornata di oggi per cui è stato proclamato il lutto cittadino. Momenti che si mescoleranno a quelli organizzati tradizionalmente per il Venerdì Santo. Sul versante religioso saranno due i momenti forti: alle 15 la celebrazione della Passione nella Basilica di Collemaggio con un preghiera speciale per le vittime e, alle 20, la processione del "Cristo morto" che, partendo dalla basilica di San Bernardino, tornerà a percorre le vie del centro. Per quanto riguarda le manifestazioni civili, alle 10.30, si riuniranno in piazza Duomo i membri dei Comitati di familiari vittime dell’illegalità provenienti da tutta Italia per la definizione dello statuto dell’Associazione nazionale "Noi non dimentichiamo". Alle 16.30 si terrà, invece, il convegno "La preoccupazione della prevenzione – la Protezione Civile e la cultura della sicurezza in Italia", a cui parteciperà il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli.
a cura di Michele Luppi, inviato Sir a L’Aquila