CHIESA IN SIRIA

Preghiera e solidarietà

Il ringraziamento al Papa per la vicinanza e l’aiuto concreto

"Siamo riconoscenti verso Benedetto XVI per questo dono, segno concreto della sua vicinanza nei confronti della Siria e del suo popolo. La Chiesa cattolica lo devolverà a tutti coloro che ne hanno bisogno, siano essi cristiani o musulmani. È una regola, per Caritas Siria, stabilire che una parte della solidarietà che riceviamo venga destinata anche ai non cristiani". Così il patriarca Gregorios III Laham, presidente dell’assemblea della gerarchia cattolica in Siria, commenta al Sir la visita, oggi a Damasco, di mons. Giampietro Dal Toso, segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, latore di 100 mila dollari, dono di Benedetto XVI "per l’azione caritativa della Chiesa locale in Siria in favore della popolazione provata". La visita è stata annunciata da una nota odierna dello stesso Pontificio Consiglio in cui si ricordano "i ripetuti appelli del Santo Padre per la cessazione della violenza in Siria e perché si trovi una via per il dialogo e la riconciliazione tra le parti in conflitto, in vista della pace e del bene comune". Mons. Dal Toso ha in agenda incontri con Gregorios III Laham, il nunzio mons. Mario Zenari e con altri membri della Chiesa locale, tra i quali maroniti, caldei, siro-cattolici e armeni.

Un aiuto per tutti. "Siamo davanti ad un’emergenza umanitaria con molta gente che si sposta anzitutto all’interno, soprattutto verso Damasco – spiega il patriarca di Antiochia dei greco-melkiti – stiamo organizzando un’unità di crisi ad hoc per aiutare questi sfollati come anche coloro che si stanno dirigendo verso il Libano". Un impegno di assistenza alla popolazione che si allarga anche verso l’area di Homs e di Aleppo. "Stiamo allestendo dei pacchi viveri con riso e latte, ma cerchiamo anche di venire incontro a chi non ha le possibilità di pagarsi l’affitto di un’abitazione. È dalla metà di febbraio che abbiamo attivato questi canali di aiuto e il dono del Santo Padre, adesso, viene a rafforzarli".

Con Kofi Annan. All’attività caritativa della Chiesa cattolica siriana si aggiunge anche quella di esortazione al dialogo e alla convivenza. E qui la voce del patriarca si fa ancora più chiara e forte: "Come Chiesa siamo convinti che la Siria possa davvero superare questa grave crisi politica e sociale che l’attanaglia con le proprie forze e per questo motivo sosteniamo l’iniziativa di pace di Kofi Annan che chiama tutti, Governo e opposizione ad un dialogo. Auspichiamo che anche quest’ultima possa accettare l’invito di Annan così come ha fatto il governo". Per Gregorios III è "importante l’azione della comunità internazionale, con in testa la Santa Sede, e delle Conferenze episcopali del mondo. Chiedo che la Conferenza episcopale italiana possa farsi portavoce presso quelle europee di questo appello. Sono pronto come patriarca a portare la mia testimonianza presso le Conferenze episcopali europee per chiedere aiuto e preghiere in vista di una soluzione interna che eviti ogni ulteriore spargimento di sangue e che preservi cristiani e musulmani per un avvenire migliore".

Verso la Resurrezione. "Nella Settimana Santa, che ci porta alla Resurrezione – conclude il patriarca Laham – abbiamo invitato i nostri fedeli alla preghiera e alla sobrietà. Preghiamo per le vittime, per i rifugiati, per coloro che sono stati toccati dalla violenza. Ci auguriamo che tutta la cristianità possa unirsi nella prossima Pasqua nella preghiera e nella solidarietà per il popolo siriano e per la sua patria. Preghiamo perché governo e opposizione si siedano attorno a un tavolo e comincino a dialogare per il bene della Siria e dei siriani. Basta con la violenza, basta con gli attentati, basta con le morti, chiedo pace per la Siria e per il suo popolo. La Via Crucis della Siria deve terminare nella Resurrezione!".