TERRA SANTA
La presenza della Chiesa italiana in una realtà travagliata
"Non abbandonate la Terra Santa. La Chiesa di Gerusalemme rischia di scomparire, sostenete la sua azione pastorale, datele da mangiare, con la preghiera e con le opere!". È stato l’accorato appello lanciato da padre Artemio Vitores, vicario custodiale, ricevendo nella serata di ieri, presso il convento di san Salvatore a Gerusalemme, il gruppo di giornalisti della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), che oggi, 30 marzo, chiudono la visita ad alcuni progetti finanziati dalla Conferenza episcopale italiana, grazie ai fondi dell’8×1000, a Betlemme e a Gerusalemme. "La vita dei cristiani in Terra Santa ha detto il francescano è segnata da bisogni primari come lavoro, salute e abitazione. Abitare a Gerusalemme è diventato quasi impossibile, visto i prezzi delle case e degli affitti che possono arrivare anche a mille dollari al mese. Custodia e Patriarcato stanno cercando di far fronte a questa emergenza con diversi housing project e restaurando vecchi appartamenti nella città vecchia. La Custodia ne possiede circa 400 che sta recuperando pietra dopo pietra, con difficoltà causate dal lento rilascio dei permessi e dai costi del restauro. Oggi ci sono famiglie che vivono in dodici in sole due stanze". "La situazione è drammatica ha affermato padre Vitores , ai cristiani per restare serve anche lavoro. Per questo invito a venire in Terra Santa in pellegrinaggio e una volta tornati a raccontare ciò che avete visto e vissuto". In particolare, ha concluso, "a voi giornalisti raccomando di scrivere che la Terra Santa è la terra dei cristiani, Gerusalemme è la città di Gesù e dei cristiani. Restarvi non deve essere una conquista. I media hanno un ruolo importante nel raccontare la presenza cristiana in Terra Santa. Una presenza, a volte, sconosciuta anche a uomini di Chiesa".
Maggior visibilità. Ed è in questa direzione che si colloca il Franciscan media center (Fmc), il centro televisivo e multimediale della Custodia di Terra Santa, nato nel gennaio 2008 proprio con "l’obiettivo di raccontare la bellezza e la ricchezza della Terra Santa". "Ciò che il mondo conosce e vede di questi Luoghi Santi ha detto la direttrice del Fmc, Stefania Sboarina, incontrando il gruppo di giornalisti della Fisc, accompagnati dal presidente Francesco Zanotti e da Matteo Calabresi, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei è quanto quotidianamente raccontano i media, ovvero divisione, paura, sofferenza e conflitto, che pure ci sono e non vanno nascosti. Ma tutto ciò non esaurisce l’immagine della Terra Santa e tutta la sua vitalità culturale, umana e spirituale". "Vogliamo raccontare un’altra storia diffondendo un altro messaggio con informazioni dettagliate e di attualità su avvenimenti ed eventi, religiosi e non, di questi luoghi", ha aggiunto Sboarina, che ha illustrato anche le tecnologie avanzate usate per trasmettere notizie, reportage e dirette dai luoghi santi. Insieme a queste è on line dal 29 marzo il nuovo sito www.fmc-terrasanta.org, necessario, per Sboarina, a "dare maggiore visibilità alla nostra informazione nella certezza che comunicare la Terra Santa, dando voce alla Chiesa madre di Gerusalemme, sia un atto di responsabilità e di carità". Tra i progetti in via di definizione anche una telecamera fissa alla basilica dell’Annunciazione di Nazareth e la trasmissione in streaming di alcune delle prossime celebrazioni pasquali.
L’aiuto dell’8×1000. Ma c’è anche un’altra informazione utile alla causa dei cristiani di Terra Santa, ed è quella che illustra e fa conoscere le opere di solidarietà della Chiesa italiana, finanziate con l’8×1000, in questa zona. "C’è bisogno di far capire agli italiani quanto sia importante la ricaduta dell’8×1000 nel mondo e, nello specifico, in Terra Santa ha dichiarato al Sir Matteo Calabresi, in chiusura di viaggio basta venire qui e vedere quanto bene fanno questi fondi che, attraverso tante opere finanziate legate a studio, formazione, sanità, sport, assistenza, lavoro, aiutano i cristiani a non emigrare e a uscire da uno stato di povertà causato dal lungo conflitto in atto". "In questi giorni abbiamo constatato la presenza della Chiesa italiana in questa regione travagliata, vicina ad una Chiesa di frontiera come quella della Terra Santa il cui servizio si rivolge ai cristiani ma anche ai fedeli delle altre Confessioni. Attraverso queste opere assegniamo una parte dell’8×1000 a ciascuno di loro". "Per questo motivo ha concluso Calabresi vogliamo far conoscere questi progetti agli italiani e stiamo pensando, per il prossimo anno, a reportage sulle opere in Terra Santa per ribadire l’importanza del sostegno all’8×1000 alla Chiesa cattolica, necessario a proseguirle".
a cura di Daniele Rocchi, inviato Sir a Gerusalemme