ATTENTATO A TOLOSA

Vittime innocenti

Spari davanti a una scuola ebraica: quattro morti

Quattro morti, tre bambini e un insegnante di religione, e un adolescente gravemente ferito. È il bilancio dell’attentato compiuto questa mattina dinanzi a una scuola ebraica di Tolosa, in Francia. L’attentatore si è poi dileguato in moto, ma secondo le ricostruzioni potrebbe essere lo stesso che la scorsa settimana ha ucciso due militari a Montauban e uno a Tolosa.

Lo choc della comunità ebraica. La comunità ebraica di tutta la Francia è in "stato di choc" dopo l’attentato. Un appello è stato lanciato immediatamente dal Crif (il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche): "Ci appelliamo alla responsabilità di ciascuno, alla vigilanza e alla calma". Il Crif ha annunciato che, di fronte "all’estrema gravità di questo attacco, la comunità ebraica istituirà un comitato operativo per valutare la situazione in relazione alle autorità pubbliche". Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, ha detto di sentirsi anche lui "colpito a morte nel corpo e nell’anima e profondamente scosso", annunciando di volersi recare "immediatamente sul posto". Il presidente del Concistoro centrale israelitico, Joël Mergui, ha qualificato l’attentato di questa mattina come "un dramma assoluto".

Indignazione e costernazione. "Forte indignazione davanti a questa violenza insensata che ha come bersaglio individui senza difesa" è stata espressa pure dai cattolici, con una dichiarazione di mons. Bernard Podvin, portavoce dei vescovi di Francia. "In attesa di maggiori dettagli riguardanti la conduzione dell’inchiesta – ha affermato il presule – condividiamo la costernazione delle famiglie e delle comunità". La Conferenza episcopale ha annunciato che questa sera nella cattedrale di Notre Dame, a Parigi, la Chiesa cattolica organizzerà una preghiera per le vittime e anche per i "paracadutisti assassinati pochi giorni fa a Montauban e Tolosa". Mons. Podvin ha fatto sapere che i cardinali Andrè Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi nonché presidente dei vescovi francesi, e Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, insieme all’arcivescovo di Tolosa, mons. Robert Le Galle, da New York, dove si trovano per partecipare a un incontro ebraico-cattolico con i rabbini degli Stati Uniti, hanno voluto far giungere "la loro tristezza e le loro preghiere".

Il messaggio del vescovo. E proprio da New York mons. Robert Le Galle ha inviato un messaggio esprimendo dolore e costernazione e facendo riferimento anche ai misteriosi agguati dei giorni scorsi ai danni di militari. "Dopo l’assassinio dei paracadutisti questi ultimi giorni a Tolosa e Montauban, che ha profondamente colpito la nostra regione, un ulteriore passo – ha scritto il vescovo – è stato compiuto nell’orrore questa mattina, con il massacro di 4 persone di cui 3 bambini davanti al collegio ebraico Ozar-Hatorah nel quartiere de ‘La Roseraie’ a Toulouse. Attualmente a New York per tre giorni d’incontro presso i nostri fratelli ebrei con una delegazione di una dozzina di vescovi condotta dal card. Vingt-Trois, il nostro dolore è grande. Esprimiamo alle famiglie colpite da quest’orrore i nostri sentimenti di profonda compassione e la nostra preghiera".

Atto orribile. "Un atto orribile e ignominioso", che suscita "profonda indignazione e sconcerto e la più risoluta condanna ed esecrazione, anche per l’età e l’innocenza delle piccole vittime e perché avvenuto presso una pacifica istituzione educativa ebraica". È quanto afferma padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, in un messaggio di cordoglio diffuso dalla Radio Vaticana. Padre Lombardi si unisce alla solidarietà espressa dall’arcivescovo di Tolosa: alle famiglie delle vittime e alle comunità ebraiche, scrive, esprimiamo "la nostra più viva partecipazione, la nostra preoccupazione per questo fatto orribile, e la nostra solidarietà spirituale più profonda".

"I peggiori incubi". "Le notizie che giungono da Tolosa ci fanno rivivere i peggiori incubi", ha dichiarato il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna. "C’è sgomento e orrore nell’apprendere che la scuola ebraica di quella città è stata colpita da un’azione terroristica e che con armi da fuoco sono stati uccisi e gravemente feriti bambini, genitori e docenti. Se questo è potuto accadere con tanta facilità e con tanta efferatezza, significa che oramai tutta l’Europa è minacciata da gruppi e da individui che iniziano a colpire e a uccidere gli appartenenti a minoranze, ma che evidentemente stanno progettando la distruzione della libertà, della democrazia e della pacifica convivenza in tutto il nostro continente. Le Comunità ebraiche italiane – ha sottolineato Gattegna – sono fraternamente vicine e condividono il dolore delle famiglie e delle Comunità francesi, nella certezza che la stragrande maggioranza della società e dell’opinione pubblica dei nostri Paesi condivida questi sentimenti. Per il momento non si conoscono gli autori dei crimini né sono apparse rivendicazioni, ma è urgente che venga fatta luce sull’identità e sui programmi di tutti coloro che, seminando odio e compiendo gravissimi crimini nel totale disprezzo della vita umana, si pongono al di fuori di qualsiasi consesso civile".